San Giovanni Bosco: un Padre ed un maestro della gioventù

San Giovanni Bosco

Si celebra il 31 gennaio, giorno della Sua morte, nel 1888 a Torino, della Sua canonizzazione nel 1934.

Lo stesso giorno, nel 1988, Giovanni Paolo II lo dichiarò «padre e maestro della gioventù» per la sua pedagogia che si basa su tre pilastri: religione, ragione e amorevolezza, performare buoni cristiani e onesti cittadini.

Don Bosco insegnava che “l’educazione è una questione di cuore” e Papa Francesco lo ricorda così: Don Bosco portatore sano di Gioia … la Gioia del Vangelo.

Nacque in una famiglia contadina ai Becchi, una frazione di Castelnuovo d’Asti, il 16 agosto 1815.

Dopo la perdita prematura del padre a soli due anni, a nove anni, un sogno Gli rivelò la chiamata di Dio al sacerdozio: si trovava in mezzo a dei ragazzi che bestemmiavano e litigavano tra loro e gli si presentò davanti un uomo dal volto luminosissimo: «Io sono il Figlio di Colei che tua madre ti insegnò a salutare tre volte al giorno» e aggiunse: «Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù».

Nel 1841 fu ordinato sacerdote a Torino, dove, nella chiesa di san Francesco d’Assisi l’8 dicembre di quello stesso anno, cominciò il suo apostolato facendo amicizia con un giovane muratore, Bartolomeo Garelli, che era stato maltrattato dal sacrista perché non sapeva servire la messa.

Don Bosco gli fece recitare un’Ave Maria e lo invitò a tornare da lui con i suoi amici. Nacque così il primo Oratorio.

Iniziò a lavorare con gli orfani che vagavano per le strade di Torino: li istruiva, insegnava a leggere e a scrivere, li aiutava a trovare un lavoro, dando così vita all’Ordine dei Salesiani.

E’ nota la profonda amicizia che legò Don Bosco a Domenico Savio.

L’incontro tra i due santi avvenne nel cortile della casetta dei Becchi il 2 ottobre 1854. Si parlarono a lungo, poi Domenico domandò: “Allora, che pensa di me? Mi porterà a Torino per studiare?”. Don Bosco, sapendo che la mamma del Savio era una sarta, rispose: “Mi pare che in te ci sia della buona stoffa… può servire a fare un bell’abito da regalare al Signore”.

Il 24 giugno 1955, cadeva l’onomastico di Don Bosco e questi, scherzosamente, aveva chiesto ai suoi ragazzi – per “pagare la festa” – di indicare, su un biglietto, quale regalo desiderassero da lui.

Domenico Savio scrisse: “Che mi aiuti a farmi santo”.

Don Bosco gli indicò la “ricetta” giusta per la santità: allegria, osservare i doveri di studio e di preghiera, far del bene agli altri.

E questa ricetta vale anche per tutti noi …

Le Parole della Fede: la Gioia

Papa Francesco ci ha ricordato che la Gioia del cristiano non si compra al mercato ma è un dono dello Spirito Santo definendo «la gioia cristiana» come «il respiro del cristiano», perché «un cristiano che non è gioioso nel cuore non è un buon cristiano».

E il primo scalino della Gioia è la Pace che viene dal Signore Gesù.

Allora domandiamoci: com’è il mio cuore? E’ in pace? E’ gioioso? E’ in consolazione?Essere uomo e donna di gioia significa essere uomo e donna di pace, significa essere uomo e donna di consolazione: che lo Spirito Santo ci dia questo (Omelia 28.5.2018).