San Girolamo Emiliani, Patrono Universale della Gioventù Abbandonata

Si celebra l’8 febbraio, giorno della Sua morte avvenuta nel 1537 a Somasca (LC) a causa della peste ed ivi sono conservate le Sue reliquie.

La vita di Girolamo Emiliani s’intreccia con quella di Gaetano Thiene, nostro compatrono e di Gian Pietro Carafa, futuro Paolo IV° che diventò il suo direttore spirituale.

Girolamo nacque nella serenissima Venezia del 1486; all’età di dieci anni, rimase orfano di padre e ciò segnò profondamente il piccolo Girolamo.

All’età di vent’anni, Girolamo intraprese la carriera militare.

Il 27 agosto 1511, nel corso di una guerra, fu catturato ed imprigionato, venne rinchiuso nelle prigioni con catene ai piedi, alle mani e al collo.

In carcere subì una profonda trasformazione interiore: liberato miracolosamente, passò inosservato tra i nemici, grazie all’intercessione della Vergine, andò a Treviso nel Santuario di Santa Maria Maggiore ove, sull’altare, depose le catene che lo avevano tenuto legato, per sciogliere il voto, che aveva fatto alla Madonna e per ringraziarla dell’avvenuta liberazione.

Nel 1522 era stato fondato, per opera di Gaetano Thiene, l’Ospedale degli incurabili e lì, Girolamo conobbe il futuro Paolo IV° che lo coinvolse in attività in favore degli ultimi.

L’idea di soccorrere gli orfani, a Girolamo venne certamente, in occasione della morte dei due fratelli che gli lasciarono tre nipotini indifesi ciascuno, oltre alle loro madri vedove.

Girolamo decise, nel 1527, di abbandonare l’attività militare e politica ed in quel periodo, il tifo lo colpi ma guarì miracolosamente e così decise di rinunciare ad ogni proprietà per dedicarsi interamente ai poveri e agli orfani sofferenti, affittò un luogo ove insieme a trenta ragazzi di strada, diede inizio ad un’attività caritativa sia a livello culturale che spirituale, in varie città del Veneto e della Lombardia.

Con alcuni maestri artigiani, Girolamo creò una scuola di arti e mestieri, per insegnare ai ragazzi un lavoro.

A Milano, Francesco II° Sforza gli affidò l’Ospedale Maggiore per ospitare i suoi orfani e lì si trasferì.

Nel periodo milanese, Girolamo si avvalse della collaborazione di volontari, anche sacerdoti, e questo si può definire il primo Capitolo dell’Ordine che si andava formando, con la denominazione Compagnia dei servi dei poveri.

Il secondo Capitolo si tenne due anni dopo a Somasca, luogo da Lui scelto come sede centrale dell’Istituzione.

Nel 1568 la Compagnia dei servi dei poveri fu elevata da Congregazione ad Ordine religioso con il nome di Chierici Regolari di Somasca detti, comunemente, Padri Somaschi.

Cardini di questo Ordine sono l’educazione cristiana della gioventù, soprattutto degli orfani e degli abbandonati ed il ministero parrocchiale.

Tra gli allievi delle scuole dei Padri Somaschi si ricordano, tra gli altri, Alessandro Manzoni e Luigi Guanella.

Girolamo fu proclamato santo da Clemente XII° il 12 ottobre 1767 e Pio IX°, nel 1928, lo ha dichiarato patrono universale della gioventù abbandonata.

Le Parole Della Fede: “la povertà Cristiana”

Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà? Guardiamo a Gesù. La povertà di Cristo è la più grande ricchezza: Gesù è ricco della sua sconfinata fiducia in Dio Padre, dell’affidarsi a Lui in ogni momento, cercando sempre e solo la sua volontà e la sua gloria. È ricco come lo è un bambino che si sente amato e ama i suoi genitori e non dubita un istante del loro amore e della loro tenerezza.

Lasciamoci arricchire dalla povertà di Cristo! Come San Girolamo che si è spogliato delle sue ricchezze materiali divenendo ricco della povertà di Cristo fattosi carne nel volto dei giovani poveri ed abbandonati.