Editoriale

Verso la stesura del “Progetto Pastorale”

Dal SINODO 47 DIOCESI DI MILANO

143. La comunità visibile e il progetto pastorale

§ 3. Un’espressione della comunione pastorale, che diventa strumento di oggettività per tutta la parrocchia è il progetto pastorale. Le linee fondamentali del progetto pastorale di ogni parrocchia sono quelle disposte dalla Chiesa universale e da quella diocesana, ma queste vanno precisate per il cammino della concreta comunità parrocchiale ad opera, in particolare, del parroco con il consiglio pastorale. Il progetto pastorale di ogni parrocchia deve interpretare i bisogni della parrocchia, prevedere la qualità e il numero dei ministeri opportuni, scegliere le mete possibili, privilegiare gli obiettivi urgenti, disporsi alla revisione annuale del cammino fatto, mantenere la memoria dei passi già compiuti. Esso è un punto di riferimento obiettivo per tutti, presbiteri, diaconi, consacrati e laici; come pure per tutte le associazioni, i movimenti e i gruppi operanti in parrocchia. Va tenuto, infine, presente che la precisazione dei criteri oggettivi di conduzione della parrocchia favorisce la continuità della sua vita anche al di là del cambiamento dei suoi stessi pastori.

Dopo aver costituito la “Comunità Pastorale” e aver eletto il nuovo “Consiglio Pastorale” ora siamo chiamati a definire il “Progetto Pastorale”.

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Gratitudine, consapevolezza, certezza

Sono ormai passate alcune settimane dall’esperienza vissuta con i nostri ragazzi in Montagna a Claviere ma è ancora vivo in me il ricordo dei bei momenti vissuti insieme, della gioia condivisa, delle belle passeggiate in mezzo allo splendore del creato, dei momenti intensi di preghiera e soprattutto degli incontri personali. Tanti ricordi e tante emozioni che non si dimenticano facilmente. Tutto questo mi piace sintetizzarlo con tre parole che penso possano rappresentare la consegna, il tesoro prezioso, che siamo chiamati a riconoscere e a raccogliere dall’esperienza vissuta, non solo per coloro che erano presenti ma anche per la nostra intera comunità.

Le tre parole sono: gratitudine, consapevolezza, certezza.

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Estate: Ombrellone; Tavola; Scarpone

Dopo lunghi mesi di lavoro e di fatiche ecco finalmente arrivata l’estate e per molti le tante desiderate vacanze!
Ma cosa vuol dire fare vacanza? Quali ingredienti ci devono essere per vivere bene questo tempo di “festa” e di riposo?

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Nel Cenacolo con Maria e gli Apostoli

Tra pochi giorni celebreremo la Solennità della Pentecoste, memoria della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli e festa per eccellenza della Chiesa.
La Chiesa, infatti, è la comunione di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno creduto al Signore Gesù e hanno ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo. È proprio il dono dello Spirito che forma e guida la Chiesa e la conduce a realizzare il mandato missionario che il Signore Risorto gli ha affidato: “andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura”.
Dopo duemila anni, è ancora lo Spirito che accompagna e indirizza la Chiesa. Questa è la fede cattolica che noi professiamo ogni domenica nel Credo. Credere nello Spirito è credere che il Signore Risorto non ha abbandonato coloro che hanno creduto in Lui ma è presente ed è attivo. La nostra Comunità Pastorale “Il Cenacolo” da pochi mesi costituita, vuole riconoscere l’importanza dell’azione dello Spirito e per questo si è pensato di celebrare la Festa della Comunità Pastorale il giorno di Pentecoste.

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Il Risorto: Luce sul nostro cammino

Luce e tenebre! La vita umana su questa terra è caratterizzata sempre dal conflitto tra la luce e le tenebre. Tra la luce dell’amore che sperimentiamo ogni giorno e le tenebre del peccato e del male che spesso sembrano avere il sopravvento.

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Anche Oggi è Pasqua!

Stavamo tirando tutti un sospiro di sollievo: dopo due anni intensi di sacrifici per la pandemia sembrava ormai prossimo un nuovo inizio, un ritornare alla “normalità”. Ma… ecco un altro flagello, forse ancora peggiore del primo: la Guerra in Ucraina. Cosa pensare?
Umanamente ci verrebbe da chiedere il perchè di tanta violenza e di tanto male. Il perchè Dio permetta tutto questo e perchè non fa nulla per cambiare le sorti dell’umanità.
Dopotutto Lui è Dio e potrebbe fare qualsiasi cosa. Perchè allora non fa nulla?
È vero! Anche Dio di fronte alla libertà dell’uomo e alla scelta dell’uomo di compiere il male non può nulla. Non può, perchè non vuole violare la nostra libertà. Non interviene per
amore! Sembra assurdo ma è così!
In realtà Dio ha già fatto qualcosa: è morto ed è risorto. Nella sua morte in croce ha condiviso con noi il dolore e il male umano e nella resurrezione ha vinto il male definitivamente.
Nella situazione attuale Dio è presente stando sulla Croce con noi, soffrendo compassionevolmente con noi. Non solo! Egli, oggi come allora, non interviene in modo diretto, scendendo dalla croce, ma indirettamente si rende presente e opera attraverso i suoi figli che hanno saputo accogliere il suo amore e lo testimoniano ogni giorno. In questi anni di pandemia abbiamo assistito a tante testimonianze di fede e di amore commoventi: la dedizione e la passione di tanti medici e infermieri che si sono presi cura dei malati.
Anche oggi, in questa situazione di guerra possiamo cogliere moltissimi segni di speranza e di amore che dicono quanto il Signore sia presente. La mobilitazione e la partecipazione di tante persone che hanno dato il proprio contributo e la propria disponibilità per aiutare i nostri fratelli ucraini sono un segno bellissimo di quel bene che avanza, germoglia e cresce nonostante il terreno arso e bruciato dal fuoco del male.
Purtroppo l’uomo si dimentica velocemente e non sa custodire la memoria del passato e torna a compiere scelte sbagliate e a macchiarsi di crimini scellerati.
Non è però la fine! L’umanità animata dallo Spirito del Signore può sempre risorgere. Può rialzarsi e continuare il cammino. La pandemia, la guerra non sono la fine di tutto ma solo il segno del limite umano che cede alla tentazione del maligno. Il cristiano, animato dalla luce della Pasqua sa sempre alzare lo sguardo e andare oltre.
Ripartiamo quindi animati dalla speranza e lasciamo crescere quei germogli di bene diffusi in mezzo a noi e… anche oggi sarà per tutti Pasqua!


Con Gesù nel Cenacolo

Il prossimo 6 marzo inizierà la Quaresima: tempo di penitenza e di conversione per prepararsi a vivere l’incontro con il Risorto nella Pasqua. Nella tradizione ambrosiana la quaresima è anche il tempo in cui tutti i cristiani sono invitati a tornare alle fondamenta della propria fede, a ridire il proprio “Si” al Signore pronunciato nel giorno del proprio battesimo.

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