Orientare le vele

Lo stile del volo

In questi giorni stavo riflettendo su quanto sia significativo che nella nostra Comunità Pastorale, la ripresa dell’anno sociale, sia segnata da ben due feste patronali. Questo fatto, oltre che a farci riflettere, ci da la possibilità di affidarci ai nostri santi patroni affinché possano condurci nell’Annuncio e nella Testimonianza del Vangelo in questo nuovo anno che comincia. Annunciare e Testimoniare il Vangelo può essere fatto fondamentalmente in due modi: in prima persona attraverso un incontro, oppure come Comunità attraverso dei gesti, un aspetto non esclude l’altro ma lo completa. Chi ci muove è il Signore, per questo è necessario mettersi all’ascolto della Sua Parola e lasciare che divenga la bussola che orienta il nostro agire. Non è infatti possibile Annunciare il Vangelo di Gesù senza la Testimonianza concreta della vita. Per essere credibile una Comunità deve necessariamente vivere nell’Amore reciproco, superando l’individualismo, a volte esasperato, che non ci fa accorgere di chi ci sta accanto. Una significativa immagine di Comunità è quella data da Jean Vanier che la definisce “luogo del perdono e della festa”. La Comunità infatti è luogo di incontro intorno al Signore, di comunicazione, di confronto, di accoglienza e di condivisione, in cui è possibile riconoscere la diversità dei talenti e delle storie personali, apprezzandone tanto la bellezza quanto il limite. È il luogo dove imparare a pregare vivendo l’accoglienza ed il servizio come stile di vita quotidiana, tramite la creazione di rapporti autentici tra le persone.

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La metà invisibile delle cose

L’estate è un tempo propizio per avere momenti di pausa ristoratrice, tempo in cui aumentano le possibilità di scelta nell’organizzare e vivere le proprie giornate, tempo disponibile per qualche buona lettura che possa aiutarci a dare un senso al nostro vivere quotidiano.È in questo tempo che ho letto questo scritto di Alessandro D’Avenia che desidero condividere con voi, affinchè possa suscitarvi quello che ha suscitato in me.

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Essere Padri nella Fede…

In questi giorni, il titolo di uno scritto ha attirato la mia attenzione “Servono Padri nella Fede”.

Mi sono subito chiesto chi siano i “Padri nella Fede” e perché oggi, soprattutto i giovani ne siano alla ricerca.

La parola “Servono” contenuta nel titolo, può dare l’impressione che questa tipologia di persone oggi scarseggi, ma pensandoci bene si tratta di una provocazione rivolta a ciascuno di noi. Lo scritto, a mio avviso, è interessante perché cerca di tracciarne il profilo affinchè possiamo incontrarli e lasciarci guidare, da una presenza discreta ma esigente.

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La Vera Comunità

Con l’approssimarsi della festa della nostra Comunità Pastorale, mi sono chiesto cos’è la Comunità.

Uno scritto di P. Jacques Loew mi ha subito provocato ed aiutato a chiarirne la definizione… Sono giunto alla conclusione che per capire cos’è la Comunità è necessario viverla mettendoci del proprio, non lasciando che altri lo facciano per noi chiamandocene fuori. Il Cristianesimo non lo si vive da soli, non lo si può ridurre ad una serie di regole e precetti da osservare; è Parola che diventa Vita e che in qualche modo ci Trasforma, è la Grazia di Condividere il cammino con qualcuno capace di richiamarci e nello stesso tempo aiutarci a focalizzare il nostro sguardo su Gesù. Troppo spesso, quando le cose non vanno come noi vorremmo, risulta più semplice decidere di fare un passo indietro. Quello è il momento di mettersi nuovamente in gioco, nel luogo e fra la gente che Qualcuno ci ha fatto incontrare…

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I Talenti e il Desiderio

Nel mese di gennaio abbiamo vissuto la settimana dell’educazione, un’occasione propizia per ritrovare lo slancio educativo confrontandoci come Comunità Educante sulla responsabilità dell’ Annuncio. Ciascuno di noi  infatti, nelle vesti più disparate, è chiamato in prima persona all’educazione dei ragazzi, riacquistando la consapevolezza della propria appartenenza alla Chiesa. Spesso inconsapevolmente gli adulti indirizzano i ragazzi ad assecondare i propri desideri non aiutandoli a scoprire il loro.

A tal proposito desidero condividere un interessante articolo di Alessandro D’ Avenia che riporto di seguito…

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Siamo fatti per volare…

Liberamente tratto da un racconto di Bruno Ferrero

Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.”E l’altro?”chiese il re. “Mi dispiace sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’ albero su cui è stato posato il primo giorno.

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Educarsi alla preghiera

“Nella sua volontà di dialogare con noi il Signore ci offre un tempo favorevole alla nostra conversione”

papa Francesco

Si avvicina il tempo favorevole della Quaresima dove il dialogo con il Signore prende forma con forza nella preghiera, abbiamo chiesto a fra Marco Misci, nostro parrocchiano e monaco Trappista di parlarci della preghiera e di come viverla nella vita quotidiana.

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È tempo di… Resilienza

Un aiuto a vivere questo tempo dalla Comunità Pastorale di Appiano

Una parola inflazionata è “resilienza”. Il senso tecnico di assorbire colpi, di recupero, di elasticità, ha in realtà origine marinare e indica la capacità di risalire su una barca rovesciata. Gesù che dorme mentre è in barca sul lago di Tiberiade non suggerisce un menefreghismo rassegnato, ma l’equilibrio realista della tranquilla consapevolezza di chi conosce il mare, se stesso, la barca, i compagni e riconosce l’infinito sia sopra nel cielo che sotto negli abissi. Quando il mare della vita è calmo, è facile sguazzarci, pescare soddisfatti e contemplarne la bellezza. Quando emergono scogli inaspettati tra maree in collera. Quando il vento è avverso e le tempeste emotive fanno paura. Quando imbarcazioni più possenti sono in rotta di collisione, non importa quanto si è lontani dalla riva di partenza o vicini al porto di arrivo, ma conta la consapevolezza per non affogare in balia di correnti avverse o venti contrari.

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