Santa Teresa d’Avila: Maestra di Orazione

Dottore della Chiesa, Santa Teresa d’Avila nasce il 28 marzo 1515 in Spagna e muore il 4 ottobre 1582.

Si festeggia il 15 Ottobre. 

All’età di ventun’anni, decide di farsi monaca. In convento comincia a ricevere alcune grazie d’orazione, ma la tiepidezza spirituale, la debilitazione fisica ed alcune malattie le provocarono, per circa vent’anni, una assoluta aridità, distrazioni, pene e combattimenti spirituali.

Sperimenta la cosiddetta “seconda conversione” e riprende a sentire la “presencia de Dios” a quarant’anni. Il Signore comincia ad accordarle grazie d’orazione, che la accompagneranno per tutta la vita: grazie d’unione, esperienze mistiche, fenomeni corporei miracolosi, rapimenti, fino al “matrimonio spirituale”.

Nell’ultimo periodo della vita la Santa attua la riforma carmelitana femminile e maschile.

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Lo stile del volo

In questi giorni stavo riflettendo su quanto sia significativo che nella nostra Comunità Pastorale, la ripresa dell’anno sociale, sia segnata da ben due feste patronali. Questo fatto, oltre che a farci riflettere, ci da la possibilità di affidarci ai nostri santi patroni affinché possano condurci nell’Annuncio e nella Testimonianza del Vangelo in questo nuovo anno che comincia. Annunciare e Testimoniare il Vangelo può essere fatto fondamentalmente in due modi: in prima persona attraverso un incontro, oppure come Comunità attraverso dei gesti, un aspetto non esclude l’altro ma lo completa. Chi ci muove è il Signore, per questo è necessario mettersi all’ascolto della Sua Parola e lasciare che divenga la bussola che orienta il nostro agire. Non è infatti possibile Annunciare il Vangelo di Gesù senza la Testimonianza concreta della vita. Per essere credibile una Comunità deve necessariamente vivere nell’Amore reciproco, superando l’individualismo, a volte esasperato, che non ci fa accorgere di chi ci sta accanto. Una significativa immagine di Comunità è quella data da Jean Vanier che la definisce “luogo del perdono e della festa”. La Comunità infatti è luogo di incontro intorno al Signore, di comunicazione, di confronto, di accoglienza e di condivisione, in cui è possibile riconoscere la diversità dei talenti e delle storie personali, apprezzandone tanto la bellezza quanto il limite. È il luogo dove imparare a pregare vivendo l’accoglienza ed il servizio come stile di vita quotidiana, tramite la creazione di rapporti autentici tra le persone.

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Parrocchia di Magnago

Nato a Magnago 50 anni fa per opera di due magnaghesi

Lorenza, sul numero di Settembre 2022 di “la Vela” nella rubrica Cultura, Libri e Icone, inizia l’articolo con: “O San Michele principe, guerriero vittorioso, noi uomini difendi dal demone insidioso”… Continua Lorenza: “Queste sono le parole della prima strofa del canto tradizionale dedicato a san Michele che viene cantato nelle messe della festa patronale di Magnago”. Poi alla fine dell’articolo sulla figura di San Michele Arcangelo: “Con gli Angeli, Signore, uniamo il nostro canto, per benedirti sempre e proclamarti Santo”.

Magnago, 1965. Sergio Cortese all’organo, con il parroco don Mario Corti e il coro parrocchiale.

Questo Canto lo sentivo da giovane e, pur non conoscendone le origini, mi è sempre piaciuto, perché oltre ad essere un canto di Lode è una Preghiera, affinchè il nostro Santo Patrono vegli su di noi. L’articolo scritto da Lorenza mi ha stimolato a cercare notizie riguardanti la nascita di questo Inno a San Michele, tanto amato dai parrocchiani di Magnago, perché da sempre in paese si raccontava che fosse stato composto da due magnaghesi. Questa è la cronistoria.

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Agnello dell’Apocalisse

L’Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita (Ap 7, 17).

Nel 692 si è tenuto il Concilio in Trullo o Quinisesto (così chiamato perché non viene considerato un nuovo concilio ecumenico, ma il completamento delle decisioni dei due concili ecumenici di Costantinopoli).
Alcune disposizioni dei Concili riguardano le immagini sacre e spesso formalizzano delle tradizioni che si sono già create. Il canone 82 del Concilio Quinisesto è stato tramandato con questo testo:
In alcune riproduzioni di immagini sacre viene dipinto un agnello, il quale viene indicato dal Precursore, come simbolo della grazia, predicente Cristo nostro Dio, vero nostro agnello secondo la legge. Ora, accettando le antiche raffigurazioni come segni e simboli di verità tradizionali nella Chiesa, noi anteponiamo la grazia e la verità, accogliendola come compimento della legge. Affinché dunque venga mostrato agli occhi, anche per mezzo dei colori, quello che veramente si è compiuto, ordiniamo che, d’ora in poi, nelle immagini, invece dell’antico agnello, si rappresenti e si dipinga la figura umana di colui che toglie i peccati del mondo, Cristo Dio nostro; cosicché per mezzo di essa comprendendo con l’intelligenza la sublime umiliazione del Verbo di Dio, ci venga ricordata la sua esistenza nella carne, la sua passione e la sua morte salutare, e la redenzione del mondo che così da Lui è stata compiuta.

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Festa Patronale di Bienate 2022: la cronaca

La Festa Patronale, posta all’inizio dell’anno, è l’occasione propizia per dare il “LA” alla vita della comunità parrocchiale che continua incessante anche dopo le attività estive e il giusto e meritato riposo con un ritmo più blando nel mese di agosto.

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Primo Cammino Interregionale di Fraternità del nord ovest

Ovada (AL) – Domenica 18 settembre 2022

Centocinquanta confraternite, 2.000 partecipanti, 1.600 metri di processione per le vie di una città tutta riversata nelle strade.

La nostra Confraternita ha partecipato domenica 18 settembre al Primo Cammino Interregionale di Fraternità che ha visto riunite le Confraternite di Liguria, Lombardia e Piemonte, in una giornata di fede, festa, gioia, incontri, comunione e preghiera.

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“Siamo fatti per il Cielo. Per sempre. Per l’eternità”: Fiaccolata della Testimonianza 2022

Sabato 10 e domenica 11 settembre un nutrito gruppo di adolescenti e giovani della nostra Comunità Pastorale ha partecipato alla “Fiaccolata della Testimonianza 2022” con partenza da Cremona, accensione della fiaccola a Sospiro, passaggio dal Santuario della Madonna della Costa di Cavenago d’Adda e arrivo in piazza della Chiesa a Bienate: l’arrivo ha coinciso con l’inizio della Festa Patronale di San Bartolomeo apostolo, cui è dedicata la Chiesa Parrocchiale di Bienate.

Passeggiando per l’Oratorio nei giorni successivi all’evento abbiamo incontrato tre giovani partecipanti (Pole, Santa e Geno: non sono “nomi in codice”, solamente i diminutivi di Diego, Gioele S. e Gioele G.) ai quali abbiamo potuto domandare alcune informazioni e risonanze dell’esperienza appena vissuta. Ecco a voi domande, riflessioni e risposte.

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43° Meeting per l’Amicizia fra i Popoli – Rimini

dal titolo Una passione per l’uomo

Trattasi di un avvenimento di cultura ed umanità unico, quest’anno con 800mila visitatori, 100mila visite alle 14 mostre ed 80mila presenze ai convegni con personalità del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e dell’impegno sociale.

E non si può non dire della presenza dei giovani al Meeting, a centinaia, un brulicare di bellezza, entusiasmo, vita, giovani che erano lì per lavorare gratuitamente, vivere, respirare, gustare, incontrarsi, cercare e allora ci si domanda: ma cosa (Chi) li attira così?

Don Claudio Burgio, presente al Meeting, sul tema dell’emergenza educativa, ha affermato: sono Loro il futuro, contro la dittatura del profitto … se vogliamo incontrare i giovani, dobbiamo andare là fuori a cercarli!

Il Meeting è davvero terra di incontri e di aria buona, ogni angolo contiene il desiderio di accogliere ed abbracciare, dagli stand gastronomici, agli spazi creati per incontrare testimoni di vita e di fede.

Abbiamo scelto di raccontare alcuni tra gli eventi proposti, con l’invito a rivivere il Meeting attraverso gli incontri e le presentazioni delle mostre che si possono seguire dal sito www.meetingrimini.org e dal canale Youtube del Meeting di Rimini.

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La faticosa arte del dono di sé

…puro pane spezzato, che sazia la fame altrui, come Gesù

mons. Cantoni

Lo chiamavano il prete degli ultimi. E non solo tra gli ‘ultimi’ il suo ricordo resterà indelebile. Don Roberto Malgesini, una vita al fianco dei più bisognosi. È stato accoltellato a morte la mattina del 15 settembre 2020 a Como, in piazza San Rocco. Chi ha messo fine alla sua vita era un uomo che don Roberto conosceva bene: una delle numerose persone in difficoltà che lui sosteneva nelle necessità quotidiane.

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Verso la stesura del “Progetto Pastorale”

Dal SINODO 47 DIOCESI DI MILANO

143. La comunità visibile e il progetto pastorale

§ 3. Un’espressione della comunione pastorale, che diventa strumento di oggettività per tutta la parrocchia è il progetto pastorale. Le linee fondamentali del progetto pastorale di ogni parrocchia sono quelle disposte dalla Chiesa universale e da quella diocesana, ma queste vanno precisate per il cammino della concreta comunità parrocchiale ad opera, in particolare, del parroco con il consiglio pastorale. Il progetto pastorale di ogni parrocchia deve interpretare i bisogni della parrocchia, prevedere la qualità e il numero dei ministeri opportuni, scegliere le mete possibili, privilegiare gli obiettivi urgenti, disporsi alla revisione annuale del cammino fatto, mantenere la memoria dei passi già compiuti. Esso è un punto di riferimento obiettivo per tutti, presbiteri, diaconi, consacrati e laici; come pure per tutte le associazioni, i movimenti e i gruppi operanti in parrocchia. Va tenuto, infine, presente che la precisazione dei criteri oggettivi di conduzione della parrocchia favorisce la continuità della sua vita anche al di là del cambiamento dei suoi stessi pastori.

Dopo aver costituito la “Comunità Pastorale” e aver eletto il nuovo “Consiglio Pastorale” ora siamo chiamati a definire il “Progetto Pastorale”.

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