Centro Culturale

Cosa e perché la nostra vita attende?

Avvento: l’attesa del cuore dell’uomo nelle canzoni

L’esperienza che accumuliamo vivendo fa affiorare una specie di inquietudine, un senso di mancanza e di attesa, a cui non sappiamo dare un nome. Cesare Pavese, scrittore, morto suicida nel 1950, aveva lasciato scritto nel suo diario: “Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?” È un’attesa che ha radici lontane e caratterizza l’uomo di tutti i tempi. Ne dà ampia testimonianza l’Antico Testamento nelle vicende del popolo ebraico.

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Don Giussani a cento anni dalla nascita

Don Luigi Giussani è nato a Desio il 15 ottobre 1922. Entrato in seminario a 11 anni, è stato ordinato sacerdote il 26 maggio 1945. In occasione del suo centenario, per tutti coloro che seguono il suo carisma, il Papa ha concesso un’udienza in piazza San Pietro sabato 15 ottobre.

Così è intervenuto il Papa: “Io esprimo la mia personale gratitudine per il bene che mi ha fatto, come sacerdote, meditare alcuni libri di don Giussani; e lo faccio anche come Pastore universale per tutto ciò che egli ha saputo seminare e irradiare dappertutto per il bene della Chiesa. E come potrebbero non ricordarlo con gratitudine commossa quelli che sono stati suoi amici, suoi figli e discepoli? Grazie alla sua paternità sacerdotale appassionata nel comunicare Cristo, essi sono cresciuti nella fede come dono che dà senso, ampiezza umana e speranza alla vita. Don Giussani è stato padre e maestro, è stato servitore di tutte le inquietudini e le situazioni umane che andava incontrando nella sua passione educativa e missionaria. La Chiesa riconosce la sua genialità pedagogica e teologica, dispiegata a partire da un carisma che gli è stato dato dallo Spirito Santo per l’utilità comune.”

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43° Meeting per l’Amicizia fra i Popoli – Rimini

dal titolo Una passione per l’uomo

Trattasi di un avvenimento di cultura ed umanità unico, quest’anno con 800mila visitatori, 100mila visite alle 14 mostre ed 80mila presenze ai convegni con personalità del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e dell’impegno sociale.

E non si può non dire della presenza dei giovani al Meeting, a centinaia, un brulicare di bellezza, entusiasmo, vita, giovani che erano lì per lavorare gratuitamente, vivere, respirare, gustare, incontrarsi, cercare e allora ci si domanda: ma cosa (Chi) li attira così?

Don Claudio Burgio, presente al Meeting, sul tema dell’emergenza educativa, ha affermato: sono Loro il futuro, contro la dittatura del profitto … se vogliamo incontrare i giovani, dobbiamo andare là fuori a cercarli!

Il Meeting è davvero terra di incontri e di aria buona, ogni angolo contiene il desiderio di accogliere ed abbracciare, dagli stand gastronomici, agli spazi creati per incontrare testimoni di vita e di fede.

Abbiamo scelto di raccontare alcuni tra gli eventi proposti, con l’invito a rivivere il Meeting attraverso gli incontri e le presentazioni delle mostre che si possono seguire dal sito www.meetingrimini.org e dal canale Youtube del Meeting di Rimini.

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La Provvidenza dirige, ordina e sostiene l’universo da Lei creato

La Provvidenza dirige, ordina e sostiene l’universo da Lei creato. Così pure illumina gli intelletti che accolgono e praticano le sue divine ispirazioni guidando tutti gli atti degli uomini che da Lei sono creati e salvati.

Tutto concorre all’unico BENE quando gli esseri umani si lasciano guidare docilmente dalla Sua Provvidenza.

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Nel dolore costruire la pace

Incontro con Padre Damiano Puccini

Padre Damiano Puccini, originario di Pisa e membro del clero maronita, risiede da 19 anni in Libano dove è vice parroco a Mechmech e Lehfed nella diocesi di Byblos: martedì sera 14 giugno, ha reso la sua testimonianza nella chiesa parrocchiale di Magnago.

Il Libano è un piccolo paese nel Vicino Oriente, tra il mar Mediterraneo e montagne alte fino a 3000 metri, confinante con la Siria e la Palestina. In questa terra, dove hanno abitato i Fenici, san Marco Evangelista è stato vescovo predicando e suscitando numerosi cristiani: dal 400 i cristiani cattolici del Libano sono detti maroniti, dall’anacoreta Marone. Il 24 luglio i maroniti festeggiano San Charbel, considerato il padre Pio libanese.

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La cultura della vita: Santa Gianna Beretta Molla

Il 28 aprile scorso abbiamo festeggiato il 60° anniversario della morte di santa Gianna, madre di famiglia, che ha dato la vita perché la bambina che portava in grembo potesse vivere.

Nata a Magenta il 4 ottobre 1922, penultima di otto figli, si laurea in Medicina nel 1949 e si specializza in pediatria nel 1952.  Educata dai genitori, ferventi cattolici, frequenta la chiesa, partecipa come responsabile all’Azione Cattolica e si accosta assiduamente all’Eucaristia. Concepisce la professione di medico come servizio a tutti: “Chi tocca il corpo di un paziente, tocca il corpo di Cristo. … La nostra missione non è finita quando le medicine più non servono. C’è l’anima da portare a Dio …”

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La bellezza riaccende il cuore

In questa primavera che ci regala i fiori bianchi dei ciliegi e quelli rosati delle magnolie e gli arbusti gialli e radiosi delle forsizie, il cuore si apre a un sentimento assopito nel lungo inverno: dunque è possibile! La vita rinasce, fa da sé, non abbiamo fatto nulla per meritare tanta bellezza!

Nello stesso tempo, con le immagini negli occhi della distruzione operata dalle bombe e la ragione attonita di fronte ai morti lasciati per strada, ci chiediamo come si fa a continuare a sperare.

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Russia e Ucraina: una speranza possibile?

Rosario per la pace in piazza a Varsavia

“La guerra è una pazzia”: così interviene Giovanna Parravicini, Consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura, residente da oltre trent’anni a Mosca, ospite il 7 marzo a TV2000 nella trasmissione SOUL (per vedere l’incontro). Dalla Russia tante altre voci si alzano, di artisti famosi, del primo ballerino del Bolshoi, del più grande regista russo, di 150 scienziati, di scrittori e campioni russi dello sport, per manifestare il loro dissenso dalla guerra.

C’è speranza di fronte a tanto sangue versato, a tanto dolore, a tante lacrime?

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La carità per l’edificazione di un popolo

Non è scontato che un uomo risponda al grido di aiuto di un altro uomo: la parabola del buon samaritano racconta come un poveretto, derubato e picchiato, abbia dovuto aspettare molto, prima che un passante si piegasse su di lui per soccorrerlo. Ci sono molte ragioni che “giustificano” un aiuto negato, ma sicuramente l’incontro con una umanità diversa, capace di caricarsi del bisogno dell’altro, risveglia il desiderio di bene che ciascuno porta nel cuore.

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Le lenzuola di don Checchi

È per un debito di riconoscenza e gratitudine che guardiamo alle persone del passato che hanno testimoniato come la vita vissuta in Cristo, pur nelle difficoltà, è buona e ricca di bellezza. Don Francesco Checchi è una di queste persone.

Nato a Gallarate il 24 settembre 1875 e consacrato sacerdote l’8 maggio 1899, don Francesco Checchi diventa parroco di Magnago nel 1913 fino al 1957. Sono anni in cui comincia la trasformazione del lavoro agricolo con l’uso di macchine e nascono le prime fabbriche: la Chiesa si coinvolge, accompagnando le persone con fede e intelligenza a promuovere la cultura della solidarietà e della fraternità. Nascono così, in molti paesi della nostra zona, le leghe cooperative, le casse rurali, le società di mutuo soccorso, le scuole e gli asili. In particolare a Magnago don Checchi fonda la società di Mutuo Soccorso che acquista merci e prodotti per l’agricoltura a buon prezzo, ottiene lotti di terreno e case popolari da affittare ai soci, promuove una educazione morale e intellettuale.

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