La bellezza riaccende il cuore

In questa primavera che ci regala i fiori bianchi dei ciliegi e quelli rosati delle magnolie e gli arbusti gialli e radiosi delle forsizie, il cuore si apre a un sentimento assopito nel lungo inverno: dunque è possibile! La vita rinasce, fa da sé, non abbiamo fatto nulla per meritare tanta bellezza!

Nello stesso tempo, con le immagini negli occhi della distruzione operata dalle bombe e la ragione attonita di fronte ai morti lasciati per strada, ci chiediamo come si fa a continuare a sperare.

Tuttavia, insieme alle notizie spaventose della guerra, ascoltiamo le testimonianze di come il cuore non smette di desiderare il bene che la bellezza lascia trasparire. Da Kiev sono giunte le immagini di una pianista che suona per un gruppo di persone che si sono rifugiate nel sotterraneo di un palazzo distrutto. A Genova è arrivata una ragazzina ucraina con un piccolo bagaglio e le sue scarpette di danza per non dimenticare la sua passione.

Questi fatti sono numerosi, la creatività e la generosità per lenire le ferite è grande, ma da dove nasce? Portare aiuto di fronte a un bisogno è quasi spontaneo, ma se la situazione non si risolve? Se occorre condividere un dolore a lungo, chi resiste? Chi può restare là dove non c’è bellezza che attiri lo sguardo?

Racconta un ministro dell’Eucarestia di essere colpito da una coppia di anziani: la moglie è immobile nel letto e il marito la accudisce volentieri in tutto, con una letizia che interroga e commuove. Un altro ministro descrive come portando l’Eucarestia trova persone che lo accolgono con grande gioia, senza lamenti, nonostante siano molto malate: “Cosa aspettano? Cosa vedono? Non certo me ma quello che porto”

È il Mistero che si propone, a volte suscitando sorpresa e stupore, come è successo allo scrittore Daniele Mencarelli. Nel suo libro, La casa degli sguardi, racconta l’incontro con una suora, in un vialetto dell’ospedale Bambin Gesù, che gioca con un bambino dal volto sfigurato, senza più naso né bocca. La suora guarda quel bimbo, gli sorride e lo bacia: «Ma quanto sei bello, che bel bambino sei!». Com’è possibile? Quella suora mente? Oppure vede davvero qualcos’altro?

«È stato il momento di rivelazione più alta rispetto a tutta la mia vita… vedere quella donna fare qualcosa che ancora faccio fatica a spiegare… la sua capacità di trafiggere, di vedere oltre… perché ti assicuro che quel bambino era inguardabile. Il mio sbigottimento fu assoluto… quando ho cominciato a pensare al gesto di quella suora non più come a qualcosa di costruito o calcolato, ma come a un agente di amore… ho sentito che aveva la forza di cambiare tutto… Non serve capire. Serve accogliere l’umano con tutta la forza che ci è concessa. Arrivare alla bellezza che non conosce disfacimento»

Ecco, piano piano, come le gemme che si schiudono in silenzio, emergono ai nostri sensi fatti della realtà che riaccendono il cuore e ci commuovono fino alle lacrime e sussurrano, lasciando alla nostra libertà il riconoscere o il negare, che sì, il Signore Gesù è risorto, è vivo in mezzo a noi e ci accompagna!

Per approfondire: Musicisti in concerto nella metropolitana di Kharkiv