La cultura della vita: Santa Gianna Beretta Molla

Il 28 aprile scorso abbiamo festeggiato il 60° anniversario della morte di santa Gianna, madre di famiglia, che ha dato la vita perché la bambina che portava in grembo potesse vivere.

Nata a Magenta il 4 ottobre 1922, penultima di otto figli, si laurea in Medicina nel 1949 e si specializza in pediatria nel 1952.  Educata dai genitori, ferventi cattolici, frequenta la chiesa, partecipa come responsabile all’Azione Cattolica e si accosta assiduamente all’Eucaristia. Concepisce la professione di medico come servizio a tutti: “Chi tocca il corpo di un paziente, tocca il corpo di Cristo. … La nostra missione non è finita quando le medicine più non servono. C’è l’anima da portare a Dio …”

Nel 1954 conosce l’ing. Pietro Molla, si sposano il 24 settembre 1955 e si stabiliscono a Magenta. Gianna, appassionata sciatrice, amante della musica, della pittura e del teatro, arricchisce la vita familiare e gli ambienti che frequenta, di novità gioiose e di una grande intensità di vita. “Sorridere sempre, perdonando le offese… con Gesù nel cuore portiamo la gioia.”

Assume la responsabilità del Consultorio delle mamme e dell’asilo nido e presta assistenza medica volontaria nelle scuole. Maturando nella fede, arriva alla consapevolezza che l’amore è sacrificio: non un sacrificio scelto da sé, ma il sacrificio di sé davanti alla volontà di Dio. “Guardate alle mamme che veramente amano i loro figlioli; quanti sacrifici fanno, a tutto sono pronte, anche a dare il proprio sangue … Gesù non è forse morto in croce per noi, per amore nostro? è col sangue del sacrificio che si afferma e si conferma l’amore.”

Nascono i figli: Pierluigi nel ‘56, Maria Rita nel ‘57, Laura nel ‘59. Nel settembre 1961, alla quarta gravidanza, scoprendo di avere un fibroma all’utero, decide di far nascere Gianna Emanuela a scapito della propria salute. Mamma Gianna morirà il 28 aprile 1962 a soli 39 anni. Fin qui la sua vita terrena, ma non la sua dedizione alla vita, come dono di Dio con il compito di portare gli uomini a Lui.

Nel 1977 avviene il primo miracolo: nella diocesi di Grajaù, in Brasile, dove Padre Alberto, suo fratello, era missionario, una donna povera, madre di tre figli e incinta del quarto, è rassegnata a morire per una grave infezione causata dalla morte del feto. Una suora la invita a pregare Gianna e la donna comincia a star bene. In seguito i medici dichiarano che la sua guarigione è miracolosa.

Il secondo miracolo succede a Franca, in Brasile, nel 2000. Una donna alla quarta gravidanza, perde tutto il liquido amniotico. Nonostante la situazione venga dichiarata incompatibile con la vita, per intercessione di Gianna, la bambina concepita miracolosamente sopravvive e cresce normalmente.

Proclamata santa il 16 maggio 2004 da Giovanni Paolo II, è sepolta a Mesero e a lei è dedicato il “Santuario diocesano della famiglia”, meta di preghiera e di amicizia anche per molti fedeli di Magnago che riconoscono in santa Gianna una vita che esalta la vita, che afferma la sua sacralità come dono di Dio.

Il 16 maggio 2022 a Mesero si sono aperte le iniziative per celebrare il centenario di santa Gianna che si concluderanno il 28 aprile 2023.

Per approfondire:
https://www.giannaberettamolla.org/principal.htm
http://www.santuariosantagianna.it/centenario-s-gianna