L’Intelligenza artificiale: un primo approccio

di Ileana

Dell’Intelligenza Artificiale (AI o IA) se ne stanno occupando tutte le agende politiche, economiche, morali e giuridiche. Anche Papa Francesco ne ha parlato in più occasioni. Nella giornata delle comunicazioni sociali ha detto: “L’evoluzione dei sistemi della cosiddetta “Intelligenza Artificiale” sta modificando in modo radicale anche l’informazione e la comunicazione. L’accelerata diffusione di meravigliose invenzioni, ci pone inevitabilmente davanti a domande di fondo: cosa è dunque l’uomo, qual è la sua specificità? Come possiamo rimanere pienamente umani e orientare verso il bene il cambiamento culturale in atto? (…) In quest’epoca che rischia di essere ricca di tecnica e povera di umanità, la nostra riflessione non può che partire dal cuore umano. (…) Le macchine possiedono certamente una capacità smisuratamente maggiore rispetto all’uomo di memorizzare i dati e di correlarli tra loro, ma spetta all’uomo e solo a lui decodificarne il senso.”

Come si è arrivati all’AI?

Durante la seconda guerra mondiale, Turing completò la sua macchina capace di scrivere e leggere dati e due americani misero a punto il transistor, che permette di realizzare circuiti elettronici di piccolissime dimensioni. Con il diffondersi di queste scoperte, negli Stati Uniti si gettarono le basi per la costruzione di Personal Computer che potevano essere collocati in casa e trasportati facilmente: iniziava l’era digitale.

Cosa cambia?

La possibilità di inserire elementi di calcolo in tutto ciò che esiste, di assumere dati e metterli in relazione tra loro, di creare software che permettono di ampliare le nostre possibilità, sta trasformando la realtà. Ad esempio se acquistiamo un PC o un cellulare e vi installiamo un software adatto, possiamo scrivere documenti, inviarli, entrare in contatto video con altre persone, ottenere informazioni.

Negli ultimi anni, ancora di più durante la pandemia, si è potuto comunicare più facilmente con altri, anche molto lontani: la percezione dello spazio si è annullata. Allo stesso modo, se il software per la prenotazione di visite mediche è danneggiato, l’ospedale diventa una sala d’attesa. Il funzionamento di molte attività dipende da software che vanno così a definire la realtà delle situazioni e degli oggetti. E del software possiamo acquistare il diritto d’uso ma non la sua proprietà: chi possiede il software stabilisce come trattare le informazioni relative ad un oggetto, potendo quindi controllare la realtà.

Quali vantaggi?

In un’intervista, Roberto Pagani di SynbrAIn, spiega come lui e il suo gruppo lavorano sull’AI per migliorare le attività delle aziende che si rivolgono a loro. “Nel 2012 è venuta da noi la GiGroup (agenzia per il lavoro) dicendoci che riceveva 50mila curricula alla settimana”: come scegliere? Studiando il modo di interagire con la macchina, si è potuto sfruttare la capacità esecutiva del computer per catalogare e confrontare i dati e quindi fornire una prima selezione. Anche in ambito medico si stanno studiando algoritmi di IA per analizzare le immagini di TAC e risonanze magnetiche, così che la macchina possa fornire un parere diagnostico con cui il medico può confrontarsi.

Abbiamo accennato a qualche aspetto dell’IA, ma lasciamo a un prossimo articolo altre importanti questioni.