La Festa Patronale
La rappresentazione teatrale
La Compagnia (S)legati porta sul sagrato della chiesa di Magnago la storia vera di Joe Simpson e Simon Yates sul Siula Grande (6.344 m): due attori, una corda, suoni che evocano il silenzio, il vento e le vette. Uniti da quella corda simbolo di legame, sicurezza e condivisione totale del rischio, raggiungono la vetta. Al ritorno una violenta bufera li coglie e Simon si ritrova a reggere al buio l’amico ferito verso il baratro. Di fronte a una morte certa per entrambi, compie la scelta straziante di tagliare la corda: per Joe è la conferma disperata di abbandono. Gli attori trasmettono tutta l’angoscia di una situazione che si rivelerà via di salvezza: entrambi si salveranno! L’accettazione del limite umano di Simon e la straordinaria resilienza di Joe, portati sul sagrato di una chiesa, aggiungono profondità a questo racconto che termina con un abbraccio in cui c’è tutta l’umanità possibile. Quel contatto celebra il trionfo della vita sulla morte e la solidarietà tra due persone che hanno condiviso l’abisso della solitudine e della sofferenza fisica, etica e morale.
Le giornate di festa e gioco
La festa patronale è un appuntamento fisso che, ogni anno, porta con sé un sapore speciale. ❤️
Sabato pomeriggio abbiamo dato il via ai festeggiamenti con il torneo di calcetto e con delle bellissime gare di macchinine a pedali, che hanno coinvolto grandi e piccini. Il profumo della griglia, le voci dei bambini e il cielo azzurro ci hanno accompagnato fino a sera, regalandoci momenti di allegria e spensieratezza.
Il pienone del pranzo della domenica era già il preludio di una giornata davvero speciale! Il mago, che ha saputo divertire grandi e piccini, i giochi, le risate e tanta voglia di stare insieme hanno reso l’atmosfera ancora più bella. C’era davvero tantissima gente e altrettante persone ci hanno fatto compagnia an che lunedì, dimostrando ancora una volta quanto questa festa sia sentita e partecipata dalla nostra comunità. Tre giorni di festa, sorrisi, condivisione e tradizione, che ci ricordano quanto sia bello ritrovarsi e sentirsi parte di qualcosa di speciale. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato, a chi ha collaborato e a chi, con il proprio impegno e la propria presenza, ha contribuito a rendere questa festa così bella.
La mostra “La presenza dei Francescani in Terra Santa”
A settembre, in occasione delle rispettive feste patronali a Bienate e poi a Magnago, è stata allestita la mostra sulla Presenza dei Frati Minori in Terra Santa, che ha visto il passaggio di un buon numero di visitatori. La preoccupazione di San Francesco di far conoscere Gesù agli infedeli lo ha spinto a partire per la Terra Santa e a rischiare la vita per ottenere dal Sultano d’Egitto il permesso di rimanere sul suo territorio. San Francesco manda i suoi raccomandando loro di trattarsi con carità e di avere bontà verso tutti, assicurandosi che chi voleva partire avesse chiesto e ottenuto il permesso del proprio superiore e la benedizione del Papa. Riconosciuta e sancita dalle Bolle del 1342 la Custodia di Terra Santa, egli rende presente la Chiesa in quei paesi e opera annunciando il Vangelo, custodendo i luoghi dove è vissuto Gesù, costruendo scuole per tutti e soccorrendo i bisogni secondo la carità e l’amore di Dio, che “si è umiliato nell’incarnazione e viene a noi nelle mani del sacerdote per essere sempre presente con i suoi fedeli”.
Un momento di sosta
Giornate Eucaristiche
Nelle Giornate Eucaristiche abbiamo avuto una grande occasione: stare davanti al Signore con l’aiuto di don Luciano Andriolo che, partendo dalla Parola della Liturgia del giorno, ci ha condotto a riflettere sul nesso che c’è tra l’Eucarestia e la nostra vita quotidiana. Un dono che rischia di essere dato per scontato, di diventare un’abitudine e non aver niente a che fare con la nostra quotidianità. Ci sono state consegnate tre parole: DISCEPOLATO, TESTIMONIANZA, COMUNIONE. Paolo con la lettera a Tito ci raccomanda di rimanere sempre DISCEPOLI, a ogni età anche a 80 anni siamo chiamati a guardare a Lui bisognosi d’imparare. Non basta essere brave persone che si comportano bene. Occorre sempre fino alla fine mantenere una tensione, guardare al Signore e chiedergli “Quale passo mi chiedi per non perderti di vista?” E quando si incontra davvero Gesù e si mantiene lo sguardo su di Lui, si ha la certezza di sentirsi “amati da morire“, si è pieni di gioia traboccante tanto da diventare TESTIMONI. È mai capitato che qualcuno vi chieda: ma tu per caso, sei cristiano? Ed ecco la COMUNIONE. Nasce dall’Eucaristia, facile con Gesù, faticosa tra noi, ma siamo tutti “misericordiati“, salvati dalla stessa misericordia: da soli cadiamo.





