Il martirio per la fede, il matrimonio per la santità
Franz Jagerstatter nasce nel 1907 in Austria. Dopo un’infanzia vissuta nella povertà, il padre muore in guerra e la madre accetta di sposare un uomo benestante. Franz può così frequentare la scuola e immergersi nella lettura nella biblioteca del nonno. Vivace, ama le ragazze e i divertimenti, ma ama anche scrivere. Ha lasciato un ricco diario, in cui sono riportate le riflessioni sulla fede, la vita, la politica, il nazifascismo. A 28 anni conosce Franziska Schwaninger, dalla fede semplice e profonda. I due si piacciono subito e tra loro nasce un rapporto bello e profondo. Sei mesi dopo si sposano, ricevendo in dono la Bibbia e il Messale, col quale pregheranno tutti i giorni. Ben presto la loro unione è allietata dalla nascita di tre bambine, nel 1938, 1939 e 1940. In quegli anni Hitler è al potere in Germania e nel 1938 si svolge un finto referendum sotto la minaccia nazista per l’annessione dell’Austria alla Germania. Franz è l’unico del suo paese a votare “no”.
Nel 1937 Papa Pio XI scrive due encicliche, per condannare sia il bolscevismo che il nazionalsocialismo e Franz sa che il nazionalsocialismo è inconciliabile col cristianesimo. Per Franz il solo Re è Cristo e Franziska, pur comprendendo che le scelte del marito avranno conseguenze drammatiche per lui e per la famiglia, le condivide sempre con coraggio. I concittadini lo ritengono un traditore, il parroco non condivide le sue scelte cercando di convincerlo a pensare alla sua famiglia, il Vescovo non risponde alle undici domande che Franz gli sottopone. I vescovi austriaci avevano indicato ai cattolici di votare “sì” al referendum di annessione, ma Franz capisce che questa indicazione è dettata dalla paura, contro il Magistero della Chiesa. Quando viene chiamato alle armi, Franz dichiara di non voler combattere per il Fuhrer, così è imprigionato e processato. Dopo sei mesi di durissima prigionia, in cui viene più volte interrogato e picchiato, viene condannato a morte.
Nel suo calvario non giudica chi per paura ha scelto diversamente: la sua fede aumenta e lo avvicina al sacrificio di Cristo. Viene decapitato il 9 agosto 1943, a 36 anni. Franziska, isolata da tutti, ha 30 anni e tre figlie piccole. Morirà nel 2013 a 100 anni, difendendo per tutta la vita la memoria e la fede del marito. Per molto tempo nessuno ne parla, né lo stato né la chiesa austriaca: solo dopo il 1960 si inizia a scrivere di Franz e Franziska in America e in Inghilterra. Nel 2007 Benedetto XVI lo proclama beato: in quell’occasione il cardinal Martins disse: “In un tempo come il nostro dove non mancano i condizionamenti e addirittura la manipolazione delle coscienze e delle intelligenze, talvolta attraverso forme subdole che si servono delle moderne e più avanzate tecnologie, la testimonianza del beato Franz, del suo indomito coraggio e della sua ferma e forte coerenza è un importantissimo esempio.” Il suo martirio tiene aperta la domanda: per cosa vivere, per cosa morire?
