Comunicare un’ipotesi positiva

di Ileana

Don Giussani educatore

Un giorno Don Luigi Giussani, giovane sacerdote milanese, si è trovato nel confessionale di fronte a un ragazzo dallo sguardo cupo: era lì obbligato dalla madre, ma non era credente. Il ragazzo, Luigi Squellerio, dice a Don Giussani: “Lei non può negare che la vera statura dell’uomo è quella del Capaneo dantesco, questo gigante incatenato da Dio all’inferno, ma che a Dio grida: Non puoi impedirmi di bestemmiarti e io ti bestemmio.” Don Giussani risponde con calma: “Ma non è più grande ancora amare l’infinito?” Il ragazzo se ne va, ma dopo quattro mesi torna e dice a Don Giussani che da due settimane frequentava i sacramenti perché era stato roso come da un tarlo, per tutta l’estate, da quella sua frase.

Appassionato all’educazione dei giovani studenti, a disagio per la cultura anticristiana che sentivano a scuola, capisce che bisogna far loro compagnia, provocandoli a fare attenzione: “Paragonate la vostra domanda di felicità con quello che vi dico.” In un libro del 1977, “Il rischio educativo”, Don Giussani raccoglie la sua esperienza e il suo pensiero circa l’educazione, proponendo una visione interessante. Per Don Giussani educare è “introdurre alla realtà secondo la totalità dei suoi fattori”, è accompagnare la ricerca e la scoperta del significato di sé e della realtà: che senso ha la vita? Io chi sono? Educare è rischiare sulla libertà dell’altro: i valori e i significati in cui il ragazzo è nato, devono essere offerti come ipotesi con cui impegnarsi seriamente e criticamente, perché per giudicare e scegliere, occorre almeno un’ipotesi di partenza.

Una sera, Don Giussani si imbatte in un ragazzo e una ragazza abbracciati che subito, vedendolo, si staccano l’una dall’altro:

“Scusate, ma quello che state facendo, cosa c’entra con le stelle?”: educare è aprire alla totalità, è indirizzare l’istinto a un bene più grande, è far nascere il desiderio di capire per che cosa ha senso spendere la vita. “Se Dio vi ha messo insieme è perché diventiate grandi in questo volervi bene, perché insieme abbiate a servire il mondo.” Occorre un’ipotesi, che tenga insieme tutti gli aspetti della realtà: i ragazzi guardano gli adulti e in particolare i genitori. Se gli educatori temono di proporre con decisione la loro ipotesi per un malinteso concetto di “libertà”, o se non sono leali essi stessi con ciò che propongono, squalificano la loro proposta. L’antidoto contro i cattivi maestri è un’incarnazione viva dei valori, una presenza che affascina e interpella la vita, una trama di rapporti che sostiene le ragioni del vivere.


Libri consigliati:

  • Vita di Don Giussani Autore: A. Savorana – Rizzoli
  • Il rischio educativo Autore: L. Giussani – BUR saggi