Vacanze buone!

di Ileana

Elogio dell’ozio

“… Neanche in vacanza si può andare in vacanza… nel senso che non bastano mai posti belli da vedere e basta: devi essere anche tu!”

Così scriveva a 17 anni il servo di Dio Marco Gallo, nell’estate del 2011. Il 5 novembre dello stesso anno moriva in un incidente. Scriveva quelle parole in vacanza negli Stati Uniti ad un’amica, lasciandola perplessa: cosa voleva dire? e cosa vuol dire per noi andare in vacanza?

  • vacanza è tempo libero, non essere obbligati a lavorare;
  • vacanza è non pensare, divertirsi, distrarsi;
  • vacanza è andare al mare o in montagna;
  • vacanza è dormire e mangiare quanto si vuole.

Sono aspetti che possiamo condividere, ma sentiamo che non possiamo fare vacanza se non rispondiamo a quello che desideriamo veramente, se rinunciamo a cercare quello che ci rende felici: non possiamo dimenticare noi stessi, bisogna essere! Questo richiede il coraggio di staccarci da cellulari e social, per leggere, pregare, cercare gli amici, programmare viaggi: non foglie trasportate dal vento, ma persone consapevoli di sé.

Come dice don Giussani: “La vacanza è il tempo della libertà e della personalità. Non uno stacco da se stessi o una pausa dalla vita, ma il momento più nobile dell’anno in cui si fa spazio a ciò che conta davvero e si impara ad essere gratuiti.”

Nel nostro tempo, dove le persone misurano se stesse o sono misurate in base a quanto sono in grado di fare, l’andare in vacanza, il far niente, “l’ozio”, è l’occasione per lasciare il proprio controllo sulla realtà, osservare quanto ci è dato e quanto non dipende da noi. “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?” (Mt 6,26). Vacanza allora è godere del dono della vita, aprirsi alla possibilità di un incontro imprevisto, accorgersi di chi è solo, lasciarsi andare all’abbraccio di Chi ci ha voluto. Peguy, nella sua opera “Il portico del mistero della seconda virtù”, scrive: “Non mi piace chi non dorme, dice Dio. Poveri ragazzi, amministrano nella giornata i loro affari con saggezza. Ma venuta la sera non si rassegnano ad affidarne il governo alla mia saggezza. (…) Il sonno è l’amico dell’uomo. Il sonno è l’amico di Dio. Il sonno è forse la mia più bella creatura.” Il sonno è segno di totale fiducia in Dio, non l’inquietudine di chi, pur lavorando, non riesce a riposare e neppure la dimenticanza di chi veglia nelle notti vacanziere negandosi il bisogno di dormire. Dunque vacanze buone, piene di gusto e di sano ozio, per tornare pieni di energia a offrire sé e il proprio lavoro per la gloria di Dio, per il nostro bene e il bene di tutti.


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