Un viaggio nella missione di Padre Ignazio

Una compagnia oltre il tempo e la distanza

La chiesa parrocchiale
In parrocchia: preghiera prima della partita

Per una settimana siamo stati ospiti della parrocchia San Francisco Xavier a San Paolo, in Brasile, dove è parroco Padre Ignazio del PIME, amico dai primi anni ‘90 della Parrocchia di Magnago. Questa amicizia continua da più di 30 anni ed è realmente possibile per la più grande amicizia con Cristo. Nei giorni passati con lui, abbiamo fatto esperienza di un rinnovato incontro con Cristo attraverso le testimonianze di alcune persone. Siamo partiti visitando la città di San Paolo, fondata da san Josè Anchieta con altri gesuiti nel 1554, in cui ci sono oggi grandi contraddizioni sociali. Abbiamo proseguito con il pellegrinaggio al Santuario de Aparecida, centro spirituale del Brasile e infine abbiamo incontrato tante persone della Chiesa oggi. Abbiamo conosciuto Padre Gianni, vicario della parrocchia, che con i suoi 82 anni porta l’entusiasmo di una fede viva. Siamo stati ospiti di tante famiglie che ci hanno accolto con cuore e mani aperte, segno dell’abbraccio della Chiesa. Abbiamo visitato alcune scuole: una comunale, con dirigenti aperti alla bellezza; un’altra scuola guidata da membri dell’Opus Dei e la terza dalla Suore Serve del Signore e della Vergine di Matarà (Istituto del Verbo Incarnato) che forniscono una istruzione di alto livello, perché guidati dal desiderio del vero bene per i loro studenti. Abbiamo incontrato Hector, di 14 anni, che partecipando ad una vacanzina con altri suoi coetanei ha potuto vivere la bellezza dell’incontro con Cristo che ha poi contagiato tutta la sua famiglia; Renì, da oltre 50 anni catechista, testimone che nella sequela a Gesù, la vita è bella, come le aveva insegnato la mamma, morta quando lei aveva solo 9 anni; Fernando, che si mette a disposizione il sabato mattina per aiutare nello studio della matematica gli studenti che ne hanno bisogno; il gruppo di sacerdoti che si incontrano per il pranzo del venerdì per condividere le fatiche e la bellezza del loro compito; padre Artur, che ha abbandonato la carriera di calciatore per rispondere alla vocazione sacerdotale; Rocilda, con la figlia Arami di 8 anni, che ha perso il marito lo scorso anno e che, pur nel dolore, vivono con la gioia che viene dalla certezza di essere amate dal Signore tramite i loro amici; i ragazzi e i bambini del catechismo che con cuore aperto si affidano alle proprie catechiste. Di fronte alla bellezza e imponenza della natura del Brasile e di fronte ai parrocchiani di San Francisco Xavier e a Padre Ignazio abbiamo cantato: ‘Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam’ (“Non a noi Signore ma al Tuo nome dà gloria”), per riconoscere Chi ci ha donato tutto questo, dimostrandoci, come ci ha detto il papà di Hector, che anche tra le spine della vita, nascono le rose.