Il grande mandato…

di Gruppo Missionario

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

“ECCO” è un avverbio molto usato nell’Antico Testamento per sottolineare un fatto. Qui si vuole certamente sollecitare l’attenzione del lettore di ogni tempo, suggerendo che può partire con coraggio verso la sua missione, certo che Cristo sarà al suo fianco per ispirarlo, sostenerlo e assicurarlo in ogni passo. Gesù saluta gli undici lasciando a loro e al discepolo di ogni tempo una missione, la missione per eccellenza. Come interpretiamo questo comando? La domanda riguarda i destinatari di questo incarico: sono coloro che lasciano la propria casa per aiutare, insegnare ed imparare da altri popoli. O forse i destinatari sono tutti i lettori del Vangelo? La domanda ultima è: chi è missionario? Ciascuno di noi potrebbe definirsi tale in quanto in missione nel luogo dove la vita o la Provvidenza ci ha portato; la nostra famiglia, la comunità, il luogo di lavoro, la scuola e ogni relazione che viviamo. Analizzando l’insegnamento di Gesù, notiamo che il suo mandato consiste in quattro azioni: andare, fare discepoli, battezzare ed insegnare.

ANDARE: Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”. Gesù invece invita i suoi ad andare a cercare non un solo individuo bensì tutti i popoli. Non lo chiede per un tornaconto personale, ma per fare un dono alle persone, il Battesimo, e per far conoscere la lieta Novella. Ecco la prima cosa che possiamo comprendere: siamo chiamati a cercare tutti per fare loro un dono, non per appropriarci di qualcosa.

FARE DISCEPOLI: nel momento in cui andiamo a fare discepole tutte le genti, dobbiamo saper tenere insieme la tradizione autentica e gli insegnamenti che ci precedono, proponendoli però con le necessarie creatività e attualizzazione che i tempi e le varie latitudini impongono.

BATTEZZARE: siamo chiamati a proseguire le azioni del Battista, mettendoci anche noi in prima fila per essere però subito pronti a passare in ultima. Collaboriamo con il sacerdote che battezza pienamente consapevole della differenza tra la propria azione e quella del Maestro che battezzerà in “Spirito Santo e fuoco”.

INSEGNARE: nel primo Vangelo questo verbo è sempre riferito a Gesù, Maestro per eccellenza dei Dodici, delle folle, e di chiunque lo ascoltasse. È quindi molto interessante che in chiusura della storia questo verbo venga associato – dal Maestro stesso – a tutti coloro che decideranno di assecondare l’ultima richiesta del Messia. Siamo quindi autorizzati direttamente dal Risorto ad associarci alla sua attività, purché restiamo fedeli alla sua parola e non tradiamo l’afflato universale del suo messaggio.