Marco Gallo: un ragazzo alla ricerca della felicità

di Ileana

Avviata la causa di beatificazione il 7 marzo 2026

Marco Gallo nasce a Chiavari il 7 marzo 1994, da Antonio e Paola. Trascorre i primi anni a Casarza Ligure insieme alle sorelle Francesca e Veronica. È un bambino curioso e riflessivo. A 10 anni frequenta la Scuola Elementare a Lecco e in un compito scrive: “Aiutami Signore a capire qual è la cosa che più conta nella vita”. Negli anni delle medie, su invito di un insegnante, Marco tiene un diario in cui descrive quello che gli accade e anche del mare della Liguria, dove trascorre le vacanze con la famiglia. A dodici anni, dovendo svolgere un tema sugli ideali dei propri genitori, intervista la mamma Paola e lei risponde che cerca qualcosa di buono che alla fine batta il male: “Se ti aggrappi alla vita di qualcuno e quel qualcuno muore, che cosa ti tiene in piedi?” E lui risponde: “Gesù, che la morte l’ha vinta.” Nel settembre 2007 la famiglia si trasferisce a Carate Brianza e dopo due anni a Monza. Intanto Marco frequenta il liceo scientifico e partecipa agli incontri, alle vacanze e ai ritiri spirituali proposti da GS (Gioventù Studentesca, un movimento cattolico nato in Italia nel 1954 attraverso l’opera educativa di don Luigi Giussani). Intreccia molti rapporti di amicizia con i compagni e pone tantissime domande ai docenti e agli adulti che lo accompagnano. Scrive nel suo diario: “Voglio fare nella mia vita qualcosa di grande.” Il 1° maggio partecipa, a Roma, alla beatificazione di Giovanni Paolo II. Si prepara a questo viaggio, cercando di conoscere di più il Papa polacco. In particolare si sente descritto dall’invito del Papa a non avere paura, a spalancare le porte a Cristo, perché solo Cristo conosce il cuore dell’uomo. Il giorno dopo scrive una lettera agli amici: “È come se, finalmente, qualcuno mi abbia capito.” Il 5 novembre 2011, mentre si reca a scuola viene investito e muore. Sul muro della sua camera, accanto al crocifisso, la mamma trova una scritta a matita: “perché cercate tra i morti colui che è vivo?” Un anno dopo, famiglia e amici cominciano a salire da Rapallo al santuario di Nostra Signora di Montallegro e, da allora, ogni primo novembre, sono migliaia a partecipare. Può aggregarsi chiunque: alle 8.45, davanti al Castello sul mare, si parte in silenzio: davanti a tutti un ragazzo con una croce di legno. Seicento metri di dislivello senza parlare. A mezzogiorno il santuario, la preghiera, la Messa, il pane diviso, i canti. Poi si scende. Rimane nel cuore una grande promessa di felicità, insieme alle parole di Marco: “Quando ero un bambino, tutto mi rendeva felice. Ora sono grande, e continuo a desiderare il sole, ma voglio un sole più grande più splendente… È come se avessi capito che devo mettere al centro di tutto Gesù!”