Nel film “The black box – La scatola nera” del 2021, muoiono trecento persone in un disastro aereo. Il protagonista, un tecnico del suono, scopre che a causare l’incidente è stato un esperto informatico che con un software aveva danneggiato il sistema di pilotaggio automatico. In un altro film, “Die hard – Vivere o morire” del 2007, i cattivi ricattano il governo USA bloccando la rete informatica del sistema elettrico e idrico di interi Stati. Sembrano storie di fantascienza, ma tanti fatti di cronaca inducono a pensare che potrebbero accadere. Solo poche decine di anni fa non era possibile immaginare di fare operazioni bancarie con un cellulare, di scambiare immagini, video, musica a distanza con altre persone o che potessero esistere crimini informatici. Purtroppo ora sappiamo che gli hacker, esperti capaci di introdursi e violare programmi e reti di computer, possono bloccare ospedali, banche, apparati digitali. Da qui nasce la necessità di rendere sicuri gli strumenti informatici. Codici e password tentano di impedire violazioni e furti digitali e persone come Padre Paolo Benanti sono al lavoro per concordare regole internazionali per la sicurezza.
Non solo: attraverso l’Intelligenza Artificiale è possibile creare video in cui una persona, anche famosa, diffonde messaggi falsi. È capitato a una donna di ricevere una video chiamata da un uomo distinto che le chiedeva di pagare per ritirare un pacco e che altrimenti avrebbe avuto guai seri. Una minaccia di qualche delinquente a cui però la polizia digitale non ha potuto dare un nome, perché era una creazione dell’IA. Possibilità di questo tipo aprono scenari drammatici, anche perché non sono difficili da mettere in pratica. Quotidianamente abbiamo notizia di truffe e imbrogli a danno di persone indifese, ma qui è a rischio la verità stessa dell’informazione.
Le persone più a rischio sono i giovani: l’attrattiva dei social, dei video giochi e ora dell’IA, trattiene la loro attenzione a scapito del sonno e delle relazioni di amicizia. Giovani sempre più soli davanti ai video, prede di una distrazione che annulla sogni e desideri, stanno allarmando gli adulti. Da più parti si chiede di non lasciare che i giovanissimi usino i cellulari senza controllo: l’educazione deve fare i conti con pericoli che non si conoscono, difficili da valutare. Il tentativo di estendere il benessere a tanti popoli e con esso la democrazia, si scontra con una dura realtà: che tutti posseggano molte cose, compresi i cellulari, non corrisponde a una maggiore libertà e nemmeno a una certa concordia.
Diceva Antoine de Saint-Exupéry: “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.”
Costruire sé stessi, realizzare la propria vita non è uno sforzo di volontà, ma l’abbandonarsi all’incontro con Uno che ha dato un nome alla nostra sete e ha indicato la strada per una vita ricca di frutti, una vita che non muore.

