Un luogo di pace e di speranza

di Ileana

Il nuovo monastero in Portogallo

Le prime suore

Il 22 ottobre scorso in Portogallo, a Palaçoulo, nel comune di Miranda do Douro, è stato inaugurato il nuovo monastero di Monache Trappiste di stretta osservanza, intitolato a Maria Madre della Chiesa. Una costruzione molto bella in un territorio desolato. L’evento è storicamente eccezionale vista la soppressione di tutti gli ordini religiosi in Portogallo nel 1834. L’arcivescovo metropolitano di Braga, Dom José Cordeiro, ha presieduto la santa messa. Durante l’omelia ha detto: “La Divina Provvidenza offre ora al Portogallo il dono della Grazia di un’altra comunità monastica, come un villaggio per Dio. Quest’oasi di silenzio è, allo stesso tempo, una parola al mondo”. Le prime suore sono dieci monache trappiste provenienti dal monastero di Vitorchiano, vicino a Roma. Tra loro c’è anche suor Lucia, sorella di una nostra parrocchiana, che era venuta a Magnago nei primi giorni di settembre 2020 per raccontare della costruzione del monastero. In quella occasione molti magnaghesi l’avevano incontrata e le avevano offerto un aiuto economico. Anche la nostra comunità pastorale è così ricordata tra i benefattori e legata spiritualmente a questa opera che nel tempo sta crescendo: si sono già aggiunte tre novizie portoghesi. “Ogni azione liturgica è celebrata con sobria bellezza e nobile semplicità. La giornata è ritmata dalle sette preghiere liturgiche: Vigilie, Lodi, Eucaristia con Terza, Sesta, Nona, Vespri e Compieta. Lavoro e studio completano la giornata, secondo la regola di San Benedetto, preghiera, lettura e lavoro.”

Interno della chiesa

I pellegrini che arrivano al monastero sono accolti nella foresteria, un edificio con ampie sale, la cappella, la cucina e le camere. I pellegrini ricevono cibo e riposo, contribuendo al riordino. Poco distante, salendo alla sommità della collina, si arriva al monastero: è come avvicinarsi a una limpida sorgente in un territorio inospitale. La chiesa, molto ampia, ospita nella navata centrale fino a 44 suore e nelle cappelle laterali i pellegrini. All’interno del monastero, il chiostro e i corridoi intorno ad esso sono luoghi di silenzio e di raccoglimento. Sui corridoi si aprono diverse sale tra cui il Capitolo, lo scriptorium, la mensa e i parlatoi. Madre Rosaria, badessa del monastero di Vitorchiano, al termine della celebrazione eucaristica ha detto: “San Benedetto sa che la persona cresce e si plasma secondo l’immagine di Dio in un cammino di comunione e di fraternità. Per questo gli spazi individuali, la cella dove si dorme, sono ristretti ed essenziali, mentre gli spazi dedicati alla vita comune sono ampi e accoglienti, pur nella loro semplicità, proprio perché il monaco vive nella comunità e appartiene alla comunità.”

Il chiostro

La presenza delle monache è per tutti un forte richiamo alla contemplazione del Mistero di Cristo. Molte persone affidano dolori e fatiche alla loro preghiera, molti arrivano a loro cercando Dio e il senso di ciò che vivono. Se poi si desidera un colloquio personale, basta chiedere: si può così accedere al loro sorriso di cielo e scaldare il cuore al loro amore che offre tutto a Cristo.