Luca 14,16-24
“16 Ma Gesù gli disse: “Un uomo fece una gran cena e invitò molti; 17 e, all’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: ‘Venite, perché tutto è già pronto’. 18 Tutti insieme cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: ‘Ho comprato un campo e ho necessità di andarlo a vedere; ti prego di scusarmi’. 19 Un altro disse: ‘Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi’. 20 Un altro disse: ‘Ho preso moglie e perciò non posso venire’. 21 E il servo, tornato, riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, adiratosi, disse al suo servo: ‘Va’ presto per le piazze e per le vie della città e conduci qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi’. 22 Poi il servo disse: ‘Signore, si è fatto come hai comandato e c’è ancora posto.’ 23 E il signore disse al servo: ‘Va’ fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena. 24 Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”.”
Questa parabola la trovi anche in Matteo (Mt 22,1-14)
Per comprendere meglio questa parabola prendiamo spunto dal “Commento dell’omelia di Maria Teresa Visonà sul sito cercoiltuovolto.it”
Un banchetto di nozze, una festa grandissima. Voi, siete mai stati invitati ad un pranzo di matrimonio? Io sì e credo sia difficile dimenticare il clima di gioia che regna in quei momenti ed è pure difficile dimenticare il pranzo! Viene portato ogni ben di Dio!
A volte trovo che, in queste occasioni, il cibo sia esageratamente abbondante perché anche le pance più grosse non ce la fanno a mangiare tutto…
Ma il pranzo della parabola era ambientato in tempi diversi dai nostri.
Una volta le persone invitate ne approfittavano per mangiare un po’ di più perché il cibo quotidiano scarseggiava ed allora, nelle occasioni di festa, facevano un po’ di scorta…
Questo matrimonio di cui si parla nel Vangelo, però, è “speciale”: qui c’è Dio, rappresentato da un re, che fa gli inviti per le nozze di suo figlio, nel quale è facile immaginare Gesù.
La parabola, dunque, ci parla del Regno di Dio come di una festa nuziale, una festa in cui tutto è abbondante… è abbondante soprattutto l’amore di Dio per noi.
Non so se avete notato, ma non si parla mai della sposa. Che strano, vero?
Nei nostri matrimoni è l’argomento principale: il vestito, il trucco, l’acconciatura…
Qui invece l’argomento principale sono gli invitati.
Ma chi sono gli invitati? Siamo noi che il Signore cerca e invita. Vuole costruire una storia di amore con noi.
Le nozze, in generale, significano che si vuole essere in comunione per sempre con la persona amata. Ecco, è questo che Dio desidera: stare in unità con noi.
Il nostro rapporto con Dio non è dunque quello di un servo col suo padrone, ma quello di uno sposo con la sua sposa, un rapporto fatto di comunione di vita, un rapporto di dialogo, di perdono, di fiducia.
Voi dite a Gesù che gli volete bene? È importante questo!
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