Giubileo 2025

Missionari della Misericordia (voluti da Papa Francesco nel 2016)

di Lucio e Lorenza

Il Papa ai Missionari della Misericordia: conversione e perdono, le carezze di Dio.

In occasione del Giubileo loro dedicato, Francesco ricorda in un messaggio che essere testimoni del Vangelo vuol dire essere sempre pronti ad accogliere e costanti nell’accompagnare chi desidera rinnovare la propria vita “con la forza dello Spirito di pace”. A evidenziarlo è Papa Francesco in un messaggio datato 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, firmato dal Policlinico Gemelli. Il testo è stato letto da monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ha presieduto la preghiera del Rosario presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani.

Conversione e perdono sono le due carezze con le quali il Signore terge ogni lacrima dai nostri occhi; sono le mani con le quali la Chiesa abbraccia noi peccatori; sono i piedi sui quali camminare nel nostro pellegrinaggio terreno. Gesù, il Salvatore del mondo, apre per noi la strada che percorriamo insieme, seguendolo con la forza del suo Spirito di pace.

La conversione del cuore

È la misericordia di Dio che converte il cuore dell’uomo per questo Francesco invita i missionari a essere confessori attenti “pronti nell’accogliere e costanti nell’accompagnare coloro che desiderano rinnovare la propria vita e che ritornano al Signore”. Il perdono del Signore è fonte di speranza, perché possiamo sempre contare su di Lui, in qualunque situazione. Dio si è fatto uomo per rivelare al mondo che non ci abbandona mai!

Il potere della confessione

«Nel decimo anniversario dell’istituzione dei MISSIONARI DELLA MISERICORDIA — sancita dalla bolla Misericordiae vultus — i missionari sono tornati a Roma dai vari Paesi, spesso da situazioni di conflitto o di estrema povertà, ognuno con un bagaglio colmo di storie di perdono, di speranza “non effimera”, di riconciliazione, raccolte nelle centinaia di chilometri percorsi nelle diocesi e nelle parrocchie per esprimere la maternità della Chiesa proprio come ci aveva chiesto il Papa. Un bagaglio che oggi ha varcato la Porta Santa» spiega don Massimo Noli, parroco a Cagliari. «La confessione non avverte crisi, forse perché quando il prossimo si sente accolto, vive una sorta di liberazione che poi si trasforma in una crescita spirituale interiore», sottolineando come «anche noi sacerdoti veniamo edificati dalla misericordia, assistendo alla conversione come dono di Dio e conquista dell’uomo». Il Pontefice nel Mercoledì delle Ceneri del 2016 «ci invitò a mettere tutti nelle condizioni di accedere al perdono, di mostrare che la Chiesa non pone ostacoli per raggiungere la misericordia di Dio», afferma don Alfredo Delgado dell’arcidiocesi messicana di Monterrey che cammina anche per due ore in zone impervie di montagna «portando sempre nello zaino il calice con l’ostia per celebrare messa con persone che non incontrano un sacerdote da più di 6 mesi». Confida di aver ascoltato persone che non si confessavano da 30 anni.

Il giubileo dei Missionari della Misericordia

Dopo il passaggio della Porta Santa i missionari della misericordia si sono diretti alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, per la recita del Rosario. In quell’occasione, sono stati elencati tutti i Paesi in cui prestano servizio i quasi 1.300 missionari della misericordia, (che al momento dell’istituzione, nel 2016 erano poco meno di 500) ed è stato letto il messaggio pontificio. Successivamente i presenti hanno recitato il Rosario, meditando i misteri Gaudiosi, per affidare la salute di Papa Francesco all’intercessione della Vergine Maria.

Fonte: Vatican News