Situazione ad Aleppo

di Lucio e Lorenza

Informazioni che ci arrivano dalla Parrocchia San Francesco di Aleppo, dal sito di Vatican News e da Pro Terra Sancta (Organizzazione non Governativa che sostiene le opere dei Frati Francescani…).

Aggiornamenti dolorosi dall’ufficio di Pro Terra Sancta ad Aleppo.

Pro Terra Sancta è un’ONG (organizzazione non governativa senza fine di lucro) che ha come scopo primario quello di sostenere le opere e le iniziative dei francescani della Custodia di Terra Santa, da quasi otto secoli presenti in Israele, Territori Palestinesi, Giordania, Siria, Egitto e nelle isole di Cipro e Rodi. L’associazione ha la sua sede operativa a Gerusalemme, ma promuove i suoi progetti ed il suo lavoro di raccolta fondi in Italia e in altri paesi europei. L’esercito siriano ha dichiarato che i ribelli sono entrati in ampie zone di Aleppo. Nell’offensiva ci sono state ingenti perdite tra l’esercito del presidente Bashar al-Assad che ora è costretto a riorganizzarsi. L’attacco a sorpresa dell’organizzazione islamista Hayat Tahriral-Sham ha scosso la guerra civile siriana, in parte congelata dal 2020. Le Nazioni Unite hanno avviato un’evacuazione verso Damasco. Da qualche giorno, convogli di auto sono già in viaggio per uscire dalla città. Altri pullman Onu sono in attesa.

Vatican News comunica che il Collegio francescano Terra Sancta di Aleppo è stato colpito da un attacco russo che ha causato gravi danni. La notizia, è stata confermata dal vice premier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che dal suo account X fa “appello a tutte le parti in conflitto in Siria perché sia tutelata la popolazione civile“. Come riferiscono i francescani di Aleppo ai media vaticani, “non ci sono vittime” all’istituto situato all’interno del compound del convento, vicino alla chiesa dove era in programma la celebrazione della Messa della prima domenica d’Avvento. C’è paura nella città, i gruppi armati antigovernativi sono ormai alle porte.

Secondo alcune fonti, gruppi di combattenti di Tahrir al-Sham hanno già preso il controllo di diversi villaggi nella zona nord ovest alle porte di Aleppo. L’Ufficio di Aleppo di Pro Terra Sancta riferisce in tempo reale gli aggiornamenti e le paure che dilagano nel Paese all’avvicinarsi degli scontri.

«Ho chiuso l’ufficio e sono andato a casa, non sappiamo se scappare o rimanere, alcuni dei nostri colleghi hanno già lasciato la città per paura dei combattimenti»: il coordinatore dei progetti ci aggiorna sulla situazione. «Tutti stanno chiudendo, sentiamo i suoni degli attacchi, sembra che vengano sempre più vicini. Sembra abbiano già occupato le periferie di Aleppo Ovest e stiano tentando di entrare anche da nord».

«La gente è in panico», spiega padre Bahjat, il parroco della città. «Ci sono combattimenti e sembra che i gruppi armati siano penetrati già all’ingresso di Aleppo. Osserviamo come evolve la situazione».

«Durante tutta la giornata abbiamo visto un ingente spostamento di truppe e carri armati nella città, ad esempio su una delle arterie principali c’è una grandissima concentrazione di soldati al momento, ma non ci sono combattimenti. Non è chiaro se vogliano proteggere a tutti i costi questa strada o se si stiano ritirando, c’è molta confusione, anche perché non ci sono stati combattimenti violenti a parte alcuni episodi di lancio di razzi e scambio di artiglieria».

Seguiamo con preoccupazione l’evolversi della situazione, in attesa di maggiori aggiornamenti.

La situazione qui descritta si riferisce a quanto stava avvenendo agli inizi di dicembre, in continua e rapida evoluzione, e mostra quanto la situazione in Siria sia fragile e pericolosa per la popolazione, che soffre per le violenze e la mancanza dei beni di prima necessità.

Preghiamo senza fermarci, come continuamente invita il Papa, perché possano prevalere la pace ed il dialogo.