OratoriOnLife: connessi davvero

di Andrea

Media Education e Oratorio

Oggi siamo ancora tentati di distinguere ciò che avviene in rete (online) da ciò che accade nella vita reale (offline). Ma siamo davvero sicuri che questa distinzione sia ancora possibile?

Già nel 2014 il filosofo Luciano Floridi ha coniato il termine onlife per descrivere una condizione ormai diffusa: non siamo più noi a “entrare” o “uscire” dalla rete, ma sono i media a essere profondamente integrati nella nostra vita quotidiana.

Basta guardare alla nostra giornata: messaggi, foto, ricerche, informazioni, relazioni passano continuamente attraverso uno schermo. La tecnologia è diventata un’infrastruttura invisibile che orienta le nostre scelte, il nostro modo di comunicare e di percepire la realtà.

Spesso pensiamo che online si possa sempre “cancellare tutto e ricominciare da capo”. In realtà non è così: le tracce digitali restano. Nel momento stesso in cui condividiamo qualcosa, ne perdiamo il controllo, anche se poi lo eliminiamo (qualcuno potrebbe anche semplicemente aver fatto uno screenshot). Questo non deve spaventarci, ma responsabilizzarci.

È qui che entra in gioco la Media Education: un ambito educativo che aiuta a vivere il digitale in modo consapevole, critico e responsabile, educando ai media e attraverso i media. Non si tratta solo di imparare a usare strumenti, ma di comprendere il loro impatto sulle relazioni, sulle scelte e sulla costruzione della propria identità.

L’Oratorio, da sempre luogo di crescita integrale della persona, è uno spazio privilegiato per questo lavoro perché educa attraverso le relazioni, valorizza l’esperienza condivisa e accompagna ragazzi, giovani e adulti a dare senso a ciò che vivono, anche nel mondo digitale.
In questo senso, educare ai media in Oratorio significa riconoscere che il digitale non è un “altro mondo”, ma uno spazio reale di vita, in cui siamo chiamati a costruire relazioni autentiche, a prenderci cura delle parole che usiamo e delle immagini che condividiamo. Anche online si gioca la responsabilità personale e la testimonianza di uno stile cristiano fondato sul rispetto, sull’ascolto e sull’attenzione all’altro.

In questo anno pastorale la nostra Comunità ha partecipato a un bando di Fondazione Comunitaria Ticino Olona con il progetto “oratoriOnLife: connessi davvero”, che è stato finanziato e ha preso avvio nelle scorse settimane.

È partito un laboratorio rivolto a adolescenti e giovani, coinvolti nella gestione e nell’animazione delle pagine social della Comunità Pastorale (seguici su Instagram: @cpilcenacolo). Attraverso l’ideazione e la produzione creativa di contenuti, stiamo esplorando le dinamiche della comunicazione contemporanea e riflettendo sulle questioni etiche legate anche all’uso dell’Intelligenza Artificiale.

Nel mese di gennaio, inoltre, all’interno del percorso di catechesi dei preadolescenti, sono previsti tre incontri di alfabetizzazione digitale dedicati alla comunicazione non ostile, per imparare a usare parole e media come strumenti di relazione, rispetto e responsabilità.