La forza gentile delle storie

di Alessandra

Da quando Matteo ha iniziato ad ascoltare con entusiasmo i libri che leggiamo insieme, ho scoperto una cosa semplice ma potentissima: i libri hanno un’energia speciale.

Quando gli leggevo delle storie, vedevo che tutto ciò che a parole risultava confuso o troppo astratto, attraverso le immagini diventava comprensibile, vicino al suo mondo. I libri riuscivano dove le spiegazioni “da adulti” non arrivavano: educavano divertendo.

Ed è proprio lì che è nata la mia idea.

Se un libro può insegnare concetti complessi in modo giocoso, perché non provare a usarlo anche per accompagnare Matteo nelle sue piccole paure e sfide quotidiane?

Così ho provato a unire la grande passione di Matteo per gli animali all’idea di affrontare le sue paure con dolcezza.

Da qui sono nati i nostri racconti personalizzati: Matteo e il suo amico Tobi, trasformati in una squadra di veterinari dello zoo-safari, pronti a incontrare animali di ogni tipo e a scoprire, insieme a loro, strumenti e situazioni della vita reale.

Quando la paura entrava nella storia cambiava aspetto, tutto diventava più semplice. Il dottore non era più solo un dottore, ma un amico degli animali, comprensivo e rassicurante.

Così ho inventato nove storie, tra cui quella dell’elefante Tusker per affrontare la paura della visita dal pediatra o dello stetoscopio, quella della tigre Rajah per superare la paura del dentista o quella della giraffa Zarafa per provare a limitare la grande paura delle punture.

Una delle storie a cui tengo di più è quella del leone Aslan, che aveva paura di tagliare i capelli, o quella del pappagallo Alex, intelligentissimo, ma timido nel parlare con gli altri.

Ogni storia era un piccolo ponte tra un timore e una nuova sicurezza.

Scrivendo questi piccoli racconti, ho capito che l’educazione non passa solo dalle regole o dalle spiegazioni, ma dalla capacità di creare ponti emotivi. Un racconto permette ai bambini di vedere il mondo da una prospettiva più morbida, più giocosa, più accessibile. Le storie preparano, rassicurano, aprono possibilità.

E ciò che mi ha stupita è che questi libricini, nati per Matteo, si sono rivelati utili anche ad altri bambini. Perché le paure fanno parte della crescita di tutti e un racconto può aiutare ogni bambino a sentirsi un po’ più forte e un po’ meno solo.

La lettura rimane uno degli strumenti educativi più semplici e più profondi che abbiamo: insegna, accompagna e fa sorridere nello stesso momento. Forse è proprio questa la sua forza.


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