Parrocchia di Bienate

L’antico cimitero di Bienate: dal 1810 al 1882

di Antonio, Alberto, Severino
Antico Cimitero di Bienate, posizionato tra le attuali vie Vittorio Veneto e Magellano.

L’antico cimitero di Bienate si trovava all’interno dell’incrocio delle attuali vie Vittorio Veneto ed il primo tratto di via Magellano, allora chiamate rispettivamente Strada Comunale da Bienate a Buscate e Strada Comunale da Bienate ad Arconate. Nello spazio occupato dall’antico cimitero ora, a ricordo, si trova una siepe a forma di Croce e una lapide con scritto: “A perenne memoria dell’antico Cimitero di Bienate dal 1810 al 1882 e successivo Monumento ai Caduti dal 1920 al 1992”. Il vecchio cimitero è posteriore al 1800, poiché prima del XIX secolo le sepolture avvenivano nelle vicinanze della chiesa: davanti all’ingresso o lungo il lato meridionale, oppure sotto il pavimento della chiesa stessa. L’Editto di Saint-Cloud, emanato da Napoleone I a Saint Cloud, in Francia, il 12 giugno 1804, imponeva le sepolture dei morti “al di fuori dalle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati e che fossero tutte uguali” e prive di decorazioni. Per i defunti illustri, invece, c’era una commissione di magistrati a decidere se far scolpire sulla tomba un’epigrafe. Un Editto che risentiva di riflessioni egualitarie della Rivoluzione francese, ma anche decretato per questioni igienico-sanitarie. Sempre da Saint Cloud il 5 settembre 1806, fu esteso al Regno d’Italia l’Editto “della Polizia Medica”, il quale tra le norme riguardanti l’igiene e “la cura della pubblica sanità, specialmente ne’ casi straordinari”, ribadiva: “È proibito il seppellire i cadaveri umani in altri luoghi che nei cimiteri”.

Nel 1807 il Comune di Bienate acquista il terreno per la costruzione del Cimitero fuori dell’abitato, con la pratica del perito delegato Giuseppe Broggia, per un onorario di 58,78/100 di Lire Italiane. 1809: “Epoca in cui si è fatto il Cimiterio”, e il 22 maggio 1810 “fu cominciato il primo seppellimento”. Il cimitero doveva essere stato abbastanza piccolo se il seppellimento occupa tutta l’area nel giro di 13 anni; nel 1824 si è cominciato il secondo seppellimento, liberando tutta l’area, nel 1837 il terzo e nel dicembre 1849 il quarto seppellimento.

L’area veniva liberata togliendo “le ossa non consumate e messe nelle fosse che si apprirono” appositamente per la nuova sepoltura. Il 16 novembre 1847, Angelo Maria Grassi appaltatore del Cimitero scriveva al Commissario Distrettuale di Cuggiono pregandolo di sollecitare il Comune di Bienate al pagamento della terza rata dovuta, riguardo la realizzazione dell’ampliamento del Campo Santo, in quanto già collaudato nell’agosto precedente. Il parroco di Bienate don Antonio Figini con una petizione, firmata da parecchi parrocchiani, inviata al Municipio di Magnago il 2 dicembre 1877, sottolineava che: “L’area dell’attuale cimitero di questa Parrocchia, che è quell’istessa del principio del corr.te secolo (…) quando la popolazione contava 400 individui, ora è cresciuta più del doppio, trovasi insufficiente perché nel giro di pochi anni resta tutto occupato (…) e varie volte nei nuovi seppellimenti ha mostrato l’inconveniente di trovare, aperta la fossa, i precedenti resti non ancora del tutto consumati, e dover estrarre i resti in offesa al rispetto dovuto ai trapassati. (…) Per ovviare a questo indegno dell’odierno progresso i sottoscritti pregano il codesto Municipio a provvedere al più presto all’ampliamento del suddetto Cimitero così che possa bastare al suo uso. Con la massima stima, P.te Anto. Figini Parroco locale”. Seguono le firme del Coadiutore e di diversi parrocchiani. Il 15 febbraio 1880, una nuova petizione dei “terrieri” (possidenti) di Bienate, rivolta alla Giunta Municipale di Magnago, “onde ottenere come è assolutamente indispensabile l’allargamento del proprio cimitero” chiedono con estrema urgenza all’Amministrazione Comunale di assecondare la loro richiesta “prima di rivolgersi alla Superiorità Competente”, che provveda, onde far cessare i lamenti ed evitare “disordini della frazione”. Seguono le firme del Parroco Antonio Figini e di una ventina di “possidenti”.

1892 – Il Nuovo cimitero, progetto per la “Cappella Bossi”.

Il 4 marzo 1880 si svolge l’asta per l’appalto dell’ampliamento del cimitero (vecchio), divenuta nel frattempo asta per l’appalto del nuovo cimitero (una piccola parte dell’attuale). Il 10 marzo 1881 viene acquistato il terreno detto “La Busatta”, di pertiche milanesi 1.32, dalla signora Maddalena Sala vedova Bossi, per la costruzione del nuovo cimitero e il 10 giugno 1881 viene effettuata la tracciatura del terreno. Il nuovo cimitero, di lunghezza metri 38.00 per 28.50 di larghezza, inizierà ad essere “attivo” dal 1882. La larghezza del cimitero coincide, con le prime tre “finestre”, a destra, che si aprono nella recinzione in via Vittorio Veneto (di queste tre quella centrale, più grande, era l’entrata). Nel 1892 viene costruita la Cappella Bossi, con la facciata e l’entrata all’interno del cimitero e la cappella costruita all’esterno del muro di cinta. Il 12 settembre 1892 è approvato il progetto di sistemazione della Camera Mortuaria e della costruzione dell’Ossario. Nella relazione tecnica si precisa che, delle due porzioni nelle quali è suddiviso il nuovo cimitero, “quella a destra dell’entrata principale venne già completamente occupata fin dall’epoca dell’apertura del nuovo cimitero, cioè da circa 10 anni” e in quello spazio è impossibile una esatta suddivisione delle tombe, e non si sa “dove la tale o tal altra persona venne sepolta”, mentre la porzione di sinistra dell’entrata “trovasi tuttora quasi completamente intatta”. Negli anni a seguire il cimitero viene ampliato in più riprese, fino a giungere all’attuale.
Il 14 novembre 1920 avviene l’inaugurazione del Monumento ai Caduti, posizionato sul fondo di quello che era il “vecchio cimitero”. Il 10 aprile 1992 il Monumento ai Caduti Bienatesi è stato spostato nel Parco “Unità d’Italia” di Piazza Tricolore.

L’ex area dell’Antico Cimitero con il monumento ai Caduti.