Con GIOIA incontro al Signore nella COMUNIONE della Chiesa
Da pochi giorni abbiamo iniziato l’Avvento, quaranta giorni che ci preparano a vivere il Natale del Signore. Il Natale oggi è spesso vissuto come una festa laica in cui l’assente è proprio Gesù oppure viene vissuto come una pura ricorrenza con i suoi riti senza quella GIOIA che dovrebbe caratterizzare il cristiano che vede nel venire al mondo del Figlio di Dio il compimento della storia di Salvezza e il realizzarsi del disegno di Dio sull’umanità. Occorre riscoprire il vero senso del Natale e proprio per questo vivere bene l’avvento può essere prezioso.
L’avvento ci richiama la dimensione dell’ATTESA e del VIGILARE, ovvero la propensione a cercare e a non accontentarsi della solita routine. Quando si attende qualche amico che ci viene a trovare, ci prepariamo e siamo agitati, desiderosi e impazienti. Allo stesso modo vivere bene il Natale è predisporre il nostro cuore ad un incontro speciale; l’incontro con l’Atteso, l’Amato.
Quest’anno, come Comunità Pastorale, vorremmo sottolineare due aspetti importanti legati al Natale: la GIOIA e la COMUNIONE ecclesiale.
La GIOIA: il cristiano, come ci dice spesso papa Francesco, deve essere un uomo o una donna lieta e ricolma di gioia. La gioia del cristiano nasce e si alimenta dalla consapevolezza che Dio ci è vicino e non ci abbandona mai. È la Gioia di colui che si sente amato e voluto bene. In un mondo spesso triste e grigio, noi cristiani, animati dalla Fede in Gesù, Luce del Mondo, siamo chiamati a portare questa luce e a portare la Letizia. Modello di questa gioia è Maria che viene raggiunta dall’Angelo proprio con queste parole: “Rallegrati Maria! Il Signore è con te!”
La COMUNIONE della Chiesa: la Chiesa è madre e nella Chiesa siamo stati generati alla fede. Non si è cristiani per invenzione personale ma solo perché qualcun altro ci ha consegnato questo dono attraverso il Battesimo, la Parola ascoltata e i Sacramenti celebrati. La Chiesa è testimone della gioia della propria fede solo se vive nella comunione e nell’accoglienza reciproca. Comunione non vuol dire uniformità e appiattimento ma ricchezza e condivisione. Ciò che rende UNA la Chiesa è il credere nello stesso Gesù Cristo. È lui la pietra d’angolo su cui si fonda la Chiesa. Nella diversità dei carismi uniti nell’unico Cristo.
Fondati su questa roccia, in comunione l’uno con l’altro, gareggiando nello stimarsi vicendevolmente, si può fare esperienza della Salvezza.
L’amore fraterno tra tutti i cristiani è la prima testimonianza di bene che possiamo consegnare al mondo. È quel raggio di sole che illumina le tenebre.
Vogliamo quindi come Comunità Pastorale crescere in questa comunione e in questo amore fraterno e testimoniare così la bellezza della nostra fede.
Auguro a tutti un Natale di gioia e di pace. Il Signore Gesù possa irradiare con la sua luce tutti i vostri cuori.
