“Il vero cuore mariano della cristianità”
La festa liturgica della Beata Vergine Maria di Loreto ricorre il 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa di Nazareth a Loreto. La dimora terrena di Maria a Nazareth era costituita da due parti: una grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, e una casa in muratura antistante. Le tre pareti della Santa Casa, secondo gli scavi archeologici, combaciano perfettamente con il perimetro della Grotta di Nazareth. Inoltre, le pietre con cui è costruita, non provengono dal territorio recanatese, ma sono proprie della tradizione edilizia della Palestina al tempo di Cristo. Questa testimonia l’autenticità della reliquia. Il Santuario lauretano è sorto nel luogo in cui, secondo la tradizione, la dimora della Vergine Maria sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli nella notte tra il 9 e 10 dicembre del 1294. Le origini dell’antica e devota tradizione della traslazione della Casa dalla Palestina alla città marchigiana, risalgono al 1296, quando in una visione, ne era stata indicata l’esistenza e l’autenticità ad un eremita, fra’ Paolo della Selva, e da lui riferita alle Autorità.
La Santa Casa è custodita all’interno della Basilica edificata tra il 1469 e 1587 ed è il cuore del Santuario.
Essa è il luogo dove probabilmente avvenne l’Immacolata Concezione e dove dopo nove mesi nacque Maria; essa fu anche teatro dell’Annunciazione e dell’Incarnazione di Gesù, quindi del primo avvento di Cristo nella storia. Nazareth è la località dove abitò per quasi trent’anni anni la Sacra Famiglia, dal suo ritorno dall’Egitto fino all’inizio della vita pubblica di Gesù. Il Papa forse più legato alla Traslazione della Santa Casa e al grandioso Santuario di Loreto in cui la Madonna è venerata è San Giovanni Paolo II, che ha definito questo luogo “Cuore Mariano della Cristianità”. Sempre a proposito del Santuario scrive le sue riflessioni: “Quello Lauretano è un Santuario mirabile, in esso è inscritta la trentennale esperienza di condivisione, che Gesù fece con Maria e Giuseppe. Attraverso questo mistero umano e divino, nella casa di Nazareth è come inscritta la storia di tutti gli uomini, poiché ogni uomo è legato ad una ‘casa’, dove nasce, lavora, riposa, incontra gli altri e la storia di ogni uomo, è segnata in modo particolare da una casa: la casa della sua infanzia, dei suoi primi passi nella vita. Ed è eloquente ed importante per tutti che quest’Uomo unico e singolare, che è il Figlio unigenito di Dio, abbia pure voluto legare la sua storia ad una casa, quella di Nazareth, che secondo il racconto evangelico, ospitò Gesù di Nazareth lungo l’intero arco della sua infanzia, adolescenza e giovinezza, cioè della sua misteriosa maturazione umana… La casa del Figlio dell’uomo è dunque la casa universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo, in un certo senso, passa attraverso quella casa…”.
