La Madonnina sul Duomo di Milano

di Antonio

1774 – 2024, da 250 anni veglia sulla città

La prima testimonianza di una possibile collocazione della statua della Vergine sulla guglia maggiore del Duomo di Milano si trova in un disegno dell’architetto Cesare Cesariano datato 1521, dove compare una guglia centrale sormontata da una statua dell’Assunta.

Nel XVIII secolo il Duomo era ancora quasi privo di guglie e in continuo stato di lavorazioni riprese, interrotte e mai completate.

Su desiderio dell’Arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, il 16 luglio 1765, il Capitolo della Veneranda Fabbrica del Duomo  deliberava di fare innalzare la guglia maggiore sopra il tiburio eretto alla fine del quattrocento. L’opera, che era in discussione da molti anni, venne progettata (1765) e realizzata (1769) dall’architetto della Veneranda Fabbrica Francesco Croce. Lo stesso Croce propose di ornare la “Gran Guglia” con una statua della Vergine.

Il Capitolo della Veneranda Fabbrica del Duomo indisse un concorso, fra i molti scultori impegnati nel Duomo stesso, per la realizzazione della statua e risultò vincitore Giuseppe Perego, scultore lombardo. Il Perego fu scelto in base ai modellini in terracotta della statua da lui predisposti e ancor oggi conservati all’interno del Museo del Duomo di Milano. Fu scelto in particolare il modello più semplice: l’Assunta su una nuvola senza angeli intorno. A partire dal modello in scala ridotta plasmato dal Perego, fu ricavato un modello in legno di noce, poi tradotto in rame sbalzato dall’orafo Giuseppe Bini, così sulla cima della guglia, secondo un piano che risale probabilmente alle origini stesse del Duomo, venne posta una statua dell’Assunta con lo sguardo e le braccia aperte a implorare la benedizione di Dio verso la città. Il Duomo raggiunse così l’altezza complessiva di 108,50 metri. La statua, costituita da lamine di rame sbalzate e dorate sostenute da un’anima in ferro, venne posizionata e fissata da “tre magütt” il 30 dicembre 1774, 250 anni fa.

Non ci furono particolari cerimonie per la collocazione della Madonnina, ultimata nel 1773, ma rimasta nel palazzo della Veneranda Fabbrica a causa dell’iniziale timore dei fulmini e del vento fino agli ultimi giorni del dicembre 1774.

Nell’agosto del 1939, alla vigilia dell’ultimo Conflitto Mondiale, la Madonnina fu coperta da un panno grigioverde e rimase così per oltre cinque anni, per evitare di fornire un facile bersaglio ai cacciabombardieri. Lo scoprimento avvenne il 6 maggio 1945 con rito solenne ad opera del Cardinale Schuster, allora Arcivescovo di Milano.

La Madunìna in dialetto milanese, così “piscinìna” per chi la vede dalla piazza, in realtà è alta 4,16 metri. Dal momento della sua posa è diventata il simbolo della città anche al di là della sua valenza religiosa. Frasi come “all’ombra della Madonnina” indicano più genericamente la città di Milano.

Anche il derby calcistico di Milano tra  Inter e Milan è chiamato “Derby della Madonnina” in Suo onore. Fra il 9 giugno ed il 27 luglio 1967 il restauro della Madonnina comportò l’intera scomposizione delle lastre di rame e la ridoratura a mordente, nonché la sostituzione dell’originaria struttura interna in ferro, pericolosamente corrosa (oggi conservata in Museo), con una in acciaio inossidabile. L’ultimo intervento di ridoratura della Madonnina è del 2012, eseguito assieme al restauro della guglia maggiore.

I numeri della straordinaria statua della Madonnina sono: 4,16 m. l’altezza; 33 le lastre di rame che rivestono la statua; 399,200 kg: il peso delle lastre; 584,800 kg: il peso della struttura portante in acciaio inox; 6750 i fogli d’oro zecchino utilizzati nell’ultima doratura.

L’alabarda è in realtà un parafulmine “mascherato”.

La tradizione vuole che nessun edificio di Milano possa essere più alto della Madonnina. Una legge, resa ufficiale nel 1930, impedì alla Torre Branca (originariamente chiamata Torre Littoria)  e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,50 metri “per rispetto della Madonnina”. In realtà, dietro i sentimenti religiosi si celavano soprattutto problemi strutturali: pochi metri sotto la superficie della città esiste una falda freatica, la quale esercita una forte pressione sugli strati rocciosi del sottosuolo. Una costruzione più alta e più pesante del Duomo, pertanto, si riteneva avrebbe potuto rivelarsi instabile. Nel tempo, questo limite è stato superato, per cui oggi a Milano ci sono quattro Madonnine. Il Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale, misura 127 metri. Per rispettare la tradizione è stata realizzata una copia della Madonnina, che è stata posta sulla sommità del grattacielo. Nel 2010 una seconda copia è stata posta sulla sommità del Palazzo Lombardia, sede della Giunta regionale, a 161 metri d’altezza.

Nel 2015 è stata issata sulla sommità della Torre Isozaki, a 209,2 metri d’altezza, la terza copia della Madonnina su quello che è diventato il tetto più alto della città di Milano.

Anche l’ultima copia della Madonnina, come la canzone a lei dedicata (O mia bèla Madunìna), sottolinea lo spirito multiculturale di Milano.

Se il Duomo è il simbolo di Milano nel mondo, la Madonnina, dalla più alta guglia della Cattedrale, rappresenta l’anima ed il cuore della città.

Il valore di simbolo civile della città rivestito dalla Madunìna si spiega nelle Undici Giornate in cui il Tricolore Italiano viene innalzato a sventolare sull’alabarda. Queste giornate sono: 7 gennaio – Festa del Tricolore; 11 febbraio – Patti lateranensi; 17 marzo – Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera; Dal 18 al 22 marzo – Cinque Giornate di Milano; 25 aprile – Liberazione dal nazifascismo; 1o maggio – Festa del lavoro; 9 maggio – Giornata d’Europa; 2 giugno – Festa della Repubblica; 28 settembre – Insurrezione popolare di Napoli contro i nazifascisti; 4 ottobre – San Francesco e Santa Caterina, patroni d’Italia; 4 novembre – Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate.
(www.duomodimilano.it)