Giubileo 2025

La corresponsabilità

di Don Marco

Una caratteristica del GIUBILEO, secondo l’insegnamento di Mosè, è la redistribuzione dei beni in possesso agli uomini. Tale indicazione si fonda sull’idea per cui tutti gli uomini sono uguali e che i beni materiali sono un dono di Dio e quindi non sono qualcosa che si può “POSSEDERE”.

Seguendo questa logica, se vogliamo molto utopica e ideologica, ma anche molto affascinante e intrigante, potremmo fare una riflessione sull’utilizzo dei beni materiali e sul sentirsi parte di una fraternità umana in cui il mio bene è il bene del mio fratello e viceversa. Non è un discorso “comunista”, ma prettamente cristiano perché è proprio Gesù che ci insegna un utilizzo dei beni materiali che ci preservi dal diventare schiavi degli stessi. Le ricchezze sono una benedizione del Signore se vengono utilizzate per il bene nostro e di chi ci sta attorno.

A questo proposito potremmo riflettere sul nostro sentirci parte della fraternità umana e più in particolare di una comunità di fratelli che si riconoscono tali perché credenti nello stesso Signore (la Chiesa).

Tutti dobbiamo sentirci CORRESPONSABILI del bene dei fratelli che il Signore ci ha messo a fianco e dobbiamo riconoscerci tutti corresponsabili del benessere della stessa Comunità.

Tale corresponsabilità si traduce in tante piccole attenzioni ed espressioni di cura che ciascuno di noi può avere: ad esempio rimettere a posto la sedia in Chiesa quando la sposto; il raccogliere una cartaccia se la vedo per terra in oratorio; collaborare ai vari servizi presenti nella Comunità …

Un’altra espressione di corresponsabilità all’interno della Chiesa è sicuramente il contribuire con le proprie ricchezze al mantenimento e alla cura delle strutture che le nostre parrocchie hanno e che servono per poter svolgere la propria missione pastorale ed educativa. Le nostre Parrocchie, forse è bene ricordarlo, si reggono finanziariamente grazie alle offerte dei fedeli. Non ci sono grossi altri contributi che vengono da altre realtà come il “Vaticano” o gli enti pubblici.

Nella tradizione ebraica, come segno di corresponsabilità, si era diffusa l’usanza della DECIMA: dare la decima parte del proprio reddito per il tesoro del Tempio. Al di là della quantità e del Tempio è interessante però il concetto: io mi sento parte di questa comunità e me ne faccio carico contribuendo con le mie sostanze.

Sarebbe quindi auspicabile, e lo propongo a tutte le famiglie, di pensare alla proposta della “DECIMA”: ogni mese una quota delle mie entrate, liberamente decisa in base al proprio budget, la destino per la mia comunità parrocchiale. È un segno di corresponsabilità reale e un modo per sentirsi parte della Chiesa.

Le modalità per versare la “decima” possono essere varie: la busta straordinaria in Chiesa, il bonifico bancario seguendo gli estremi riportati in ultima pagina, e lo strumento elettronico di Satispay.

Ciò che mi preme sottolineare non è la questione economica, ma il valore ecclesiale: sentirsi parte attiva della propria comunità.