Il primo mese del nuovo anno è già quasi completamente trascorso e sembra che tutto ci sfiori e passi velocemente senza toccarci, come se in qualche modo il tempo ci sfuggisse di mano e ci ritrovassimo a viverlo, nostro malgrado, senza esserne protagonisti. Un popolarissimo proverbio raccomanda: “Chi ha tempo non aspetti tempo”. Significa che ogni momento della nostra vita è prezioso e va speso bene. Nella vita dello Spirito questo si traduce nel desiderio di stare con il Signore per provare a ragionare come Lui, accettando la Sua volontà malgrado possa essere lontana dei nostri desideri. L’importanza di usare bene i giorni della nostra vita chiede la sapienza di imparare ad amare il tempo.
Quando penso al tempo che trascorre, mi torna in mente “L’Attimo Fuggente”, un film uscito nel 1989 con la regia di Peter Weir, dove il professor Keating, interpretato da Robin Williams, nella scena centrale del film porta i suoi studenti a vedere le fotografie dei loro predecessori nella scuola per fargli capire come il tempo vola. La vita è adesso, nel presente, va afferrata subito e tenuta stretta, prima che sia troppo tardi. L’uomo è una creatura fragile e precaria in bilico tra passato e futuro, il tempo scorre troppo rapidamente, il domani è carico di incertezze e su di esso non si può fare affidamento. I progetti a lungo termine sono destinati a svanire, più che affannarsi di ciò che sarà è bene godere del presente prima che svanisca. Carpe Diem: vivi in pienezza questo giorno, anzi, cogli l’attimo, afferralo nel suo breve spazio, non te lo lasciare sfuggire. L’invito a vivere in pienezza il presente è certamente educativo: troppo spesso la nostra esistenza è un susseguirsi di impegni tra i quali corriamo, con la testa sempre al prossimo appuntamento da depennare dall’agenda. Gesù stesso ci richiama all’importanza del presente: “Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena” (Mt 6,34). Queste parole non sono, però, un semplice invito a godere del presente, rimuovendo il futuro dal proprio orizzonte, ma a credere nella Provvidenza, che è l’amore di Dio che ci raggiunge nel concreto e che accompagna la nostra vita. Credere nella Provvidenza porta a vivere intensamente il presente, ringraziando per averlo ricevuto in dono, e a confidare nel futuro, pur sapendo che esso non è completamente delle nostre mani. Cogliere l’attimo è fondamentale, ma lo è anche attendere con fiducia il futuro e noi abbiamo il compito di confidare nel tempo che serve a ciascuno per diventare pienamente sé stesso. Ma come possiamo vivere il tempo che ci è donato facendo la scelta di esserne protagonisti?
“Avere un tempo davanti a noi che ci attende non è un diritto. È un dono enorme. Molti pensano che il tempo vada “usato” bene. Non vada “sprecato”. Se accogliessimo quest’idea, il valore del tempo dipenderebbe da ciò che si fa o non si fa. Invece, il valore del tempo è in funzione di ciò che ci permette di diventare. Va attraversato, così da generare in noi quelle trasformazioni che ci rendono persone migliori, con uno sguardo sulla vita. Non è il tempo a trasformarci, ma è come lo abitiamo e soprattutto con chi lo viviamo a renderlo un privilegio per chi lo ha a disposizione. Per riuscirci, è fondamentale non rimanere soli e trovarsi a fianco, nel proprio cammino, persone che hanno il potere di renderci migliori. Le persone che ci rendono migliori sono gli “altri”. Il modo in cui decidiamo di essere con gli altri rappresenta l’occasione che la vita ci dà per abitare il tempo che abbiamo davanti.”
(dal Post Instagram di Alberto Pellai di giovedì 2 gennaio 2025)
