Le Suore Rosminiane per 115 anni a Magnago, 1877–1992
Premessa storica
L’Opera Pia Croce trae le sue origini dal testamento del 22 novembre 1760 del Conte Giuseppe Croce, in cui si disponeva che: «… i redditi del suo patrimonio dovessero essere distribuiti ai poveri del “loco di Magnago”» e servire a stipendiare un medico, un chirurgo per l’assistenza ai poveri di Magnago, la levatrice e un maestro «ed a somministrare medicinali ed alimenti ai poveri infermi di questo luogo». Fu stabilito che coi redditi di detto patrimonio dovevano essere assegnati: «… lire tre cento al Medico, lire cento cinquanta al Chirurgo, lire due cento alla Levatrice e lire tre cento al Maestro di scuola, i quali dovranno assistere gratis tutti li poveri di Magnago e istruire li fanciulli nell’arte del leggere e scrivere e fare conti». Il residuo della sostanza, calcolato in lire ottomila l’anno, doveva essere versato alla «Pia Casa de’ Poveri e schiffosi di Abbiategrasso», con l’obbligo di mantenere in essa 36 posti gratuiti per gli incurabili di Magnago. Un tentativo di riforma fatto dalla Congregazione di Carità di Milano nel 1872, che allora gestiva questi beni, per limitare il numero delle persone ammesse a fruire dei fondi dell’Opera Pia Croce cadde per l’opposizione della delegazione comunale di Magnago.
Il 30-12-1873 la Congregazione di Carità di Magnago approvava il suo Statuto Organico. Nel 1877 venne affidato alla Congregazione di Carità di Magnago, dalla consorella di Milano, l’incarico di erogare la beneficenza e di dirigere l’Asilo Infantile Croce secondo un regolamento concordato tra la Congregazione di Carità di Milano e di Magnago.
Nel regolamento tra l’altro si legge:
- Art. 20 – A scopo di uniformità e pulizia l’Asilo fornisce ai bambini un grembiale con maniche, che indosseranno giornalmente al loro ingresso nell’Asilo e dimetteranno sortendo;
- Art. 23 – I bambini vengono istruiti nel Catechismo, nel leggere, nei primi rudimenti dello scrivere, nel conteggio e nei lavori di mano. Al loro sviluppo fisico si provvede col moto frequente e colle discipline di un’elementare ginnastica;
- Art. 24 – L’Asilo somministra la minestra ed i loro genitori hanno l’obbligo di fornire ai medesimi una o più razioni di pane o polenta, escluso ogni companatico;
- Art. 30 – Al buon andamento dell’Asilo cooperano alcune visitatrici elette dalla Congregazione di Carità tra le signore del paese, le loro cure dovranno essere dirette alla sorveglianza della disciplina, alla nettezza degli ambienti e dei bambini, alla loro ricreazione, allo sviluppo della loro intelligenza ecc.; il tutto di pieno accordo con la locale Congregazione di Carità;
- Art. 31 – Al parroco di Magnago è demandata parimenti la facoltà di sorvegliare nell’Asilo, particolarmente per quanto riguarda l’istruzione religiosa ed il lato morale dello stesso e di segnalare i bisognosi alla Congregazione di Carità.
L’Asilo di Magnago
L’Asilo Infantile venne aperto nel settembre del 1877 in una casa appartenuta ai nobili Della Croce col metodo Ferrante Aporti (1791-1858, precursore dell’educazione scolastica infantile). Quel metodo preparava i fanciulli alla vita della famiglia e dei campi. Il corpo insegnanti venne affidato alla Congregazione delle Suore della Provvidenza, dette Rosminiane dal nome del loro fondatore, Antonio Rosmini (1797-1855, Sacerdote, Filosofo). Nei diari delle Suore Rosminiane è scritto: «Il 30 agosto 1877, suor Emanuela Zanola, suor Adalgisa Gai e suor Fiorenza Boggio giungono a Magnago nell’asilo gestito dalla Congregazione di Carità di Milano, dal Parroco e da altri signori». Nel 1911 l’Asilo passava al Consiglio di Magnago; venivano soppressi i 36 posti gratuiti al ricovero di Abbiategrasso e il maestro, il medico e la levatrice passavano a carico del Comune.
Il 9 aprile 1914, con decreto del Re Vittorio Emanuele III, l’Opera Pia Croce fu unita alla Congregazione di Carità di Magnago. Una legge del 1937 decretò la soppressione delle Congregazioni di Carità (L. 3 giugno 1937, n. 847, Istituzione in ogni comune del regno dell’Ente Comunale di Assistenza) e le loro competenze passarono ad un nuovo ente: l’E.C.A., al quale venne trasferito il patrimonio della Congregazione. La prima pietra della nuova sede dell’Asilo fu benedetta dal parroco di Magnago, don Mario Corti, il 19 dicembre 1965. La pergamena posta nella pietra recava le firme del sindaco, del parroco, del presidente E.C.A. Ostiario Antonio Pastori, di Eurosia Milani in rappresentanza del Consiglio e di suor Ersilia Chiodini, Madre Provinciale delle Suore Rosminiane.
Il 2 ottobre 1966, alla presenza del Cardinale di Milano Giovanni Colombo, del sindaco, del parroco, del presidente dell’E.C.A., della Madre Provinciale, nonché di alcune Suore Rosminiane native di Magnago, veniva inaugurato il Nuovo Asilo, costruito vicino al vecchio. Il nuovo Asilo era di proprietà dell’E.C.A.; alla Parrocchia venne dato in uso il vecchio Asilo per un affitto simbolico di Lire 1.000 all’anno perché ospitasse l’Oratorio Femminile.
Le Suore Rosminiane rimasero per ben 115 anni a Magnago, paese dal quale arrivarono molte vocazioni all’Istituto. La presenza Rosminiana cessò nel 1992.
Dai diari delle Suore Rosminiane leggiamo:
«1992, 21 giugno. La Parrocchia e il Comune festeggiano le suore con la presenza del Vicario Episcopale Mons. Monticelli, della Superiora Generale delle Suore Rosminiane suor Francesca Saveria Fernandes e della Superiora Provinciale suor Vincenza Vona. Numerosa la partecipazione. I ringraziamenti furono tanto commoventi da finire non in festa, ma in rimpianti e sofferenza per la partenza delle suore da questa parrocchia».
«1992, 4 luglio. Suor Floriana Franzoi e suor Rosa Luisa Villa partono. Termina in questo paese la presenza Rosminiana».


