Il Buon Ladrone

Crocifisso a fianco di Gesù

E il ladrone crocifisso disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
Egli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Righe che ribaltano qualunque criterio umano di giustizia retributiva. Perché deve essere premiato un uomo che per tutta la vita non ha fatto niente di buono? Solo chi sa di avere peccato può accostarsi con fiducia a questa pagina di Vangelo, perché apre lasciarsi consolare e perdonare da Dio. Se dentro di noi rimane l’orgoglio di chi pensa che non ha nulla da farsi perdonare o, magari addirittura, che sia in credito con Dio, le parole di Gesù suoneranno di scandalo.

Viviamo con l’ansia di essere reperibili. La buona notizia di questo passo del Vangelo è che per il Padre siamo sempre reperibili. È una vera speranza e certezza a cui aggrapparci. Per Lui c’è sempre “energia” e “campo” per venirci a trovare anche quando noi ci sentiamo spenti, irraggiungibili, disperatamente lontani da qualunque parola e gesto di bene. La grazia di un istante riscatta un’intera esistenza perduta. Gesù desidera raggiungerci, accoglierci, perdonarci; nel suo Regno, c’è un posto preparato per noi.

Dalla nascita alla morte, l’esistenza di Gesù è stata spesa per i peccatori: nessuno, più di loro, è vicino al Signore.

Il dialogo in questione, potrebbe esprimere proprio un dibattito del nostro cuore. Il ladrone alla sinistra rappresenta il nostro lato oscuro, quello che cade nella disperazione, che non pensa di ottenere salvezza e cede al cinismo. Il ladrone alla destra, lascia spazio al timore di Dio, al riconoscimento del proprio male, creando il presupposto per sentirsi accolto dalla compassione di Gesù, che per tutta la vita ha perdonato i peccatori.

Il ladrone fa l’invocazione col nome “Gesù”, col nome dell’amicizia. Gesù significa “Dio salva” e nel nome sta il destino: il ladro si ricorda che Dio salva tutti indistintamente e non è rimasto solo. La salvezza inizia dall’invocazione fiduciosa e ripetuta del nome di Gesù.

“Ricordati di me”, dice il ladrone: domanda di non essere dimenticato, di non essere lasciato solo; domanda con forza al Signore di essere fedele alla sua promessa di perdono. “Ricordati di me” è una confessione: “ricordati di chi sono, del fallimento che è stata la mia vita, degli errori che l’hanno fatta finire male, delle occasioni di bene che ho perduto, della mia fragilità”. A Dio piacciamo così come siamo, spesso disarmati; Egli ha motivo sufficiente per volerci bene e donarci, al di là dell’insperato, il premio, la salvezza, che non proprio meritiamo. Chiediamo a Gesù un incontro, un ascolto, il dono di essere ricordati.

Nel Regno di Dio, dove hanno diritto di cittadinanza i derelitti della Terra, non può mancare questo povero che ha speso male la sua vita. Alla festa del re crocifisso non può mancare nessuno dei poveri che hanno condiviso il suo percorso umano e il suo destino. Il ladrone per una vita è stato ai margini, non sarà così nell’altra vita: la sala del banchetto è preparata anche per lui, la compassione di Gesù, l’amico morente, gli troverà posto a tavola.

Le parole del Salvatore morente sono i suoi desideri. “In verità”, dice Gesù, dalla croce, è l’“Amen” che dischiude il Paradiso. La verità della sua vita è la compassione, è il dono gratuito del regno a chi non ha fatto nulla per meritarselo, è la parola scandalosa della croce che dice che Gesù muore per i peccatori.

La parola “OGGI” tiene insieme le tappe più importanti della vita di Gesù e dice che il tempo della sua azione di salvezza è l’“oggi”. Il tempo della compassione di Gesù è un “oggi” che non ha mai fine. L’ora della salvezza è l’oggi in cui il Signore ti incontra. Il Signore offre molto di più al ladrone pentito: Egli dice “CON ME sarai in paradiso”. Il regno, il paradiso, è lo stare con lui, è la sua compagnia. È questo il premio, è questa la salvezza.