Testimoni e parole della fede

Sant’Agata

È stata una giovane cristiana vissuta nel III secolo d. C., in Sicilia. Difese col martirio la fede. Si affidò in modo totalizzante all’amore di Gesù e consacrò a Dio, sin dalla tenera età, mente e cuore. Vittima della crudeltà degli uomini, usò sprezzanti parole nei confronti del suo carnefice: “Tiranno crudele! Non hai vergogna di torturare in una donna quello stesso seno da cui, bambino, hai ricevuto la vita?” E (lei) muoveva “con grande gioia al carcere come una sposa verso le nozze”. Santa “ausiliatrice”, la “Santuzza”, è oggi anche la protettrice delle madri e delle donne malate al seno. La sua festa è il 5 febbraio e le sue reliquie sono conservate nel duomo di Catania. Questa fanciulla nobile, bella, ricca e, come suggerisce il nome di origine greca, “buona”, fu chiesta in moglie dal potentissimo magistrato romano Quintiniano: la giovinetta, però, era innamorata di Gesù e in suo nome fece voto di castità. Il console romano, allora sottopose Agata a ogni genere di pressioni, morali e fisiche, alle quali Agata oppose un’inoppugnabile resistenza. Dei carnefici straziarono i suoi seni, come estrema umiliazione di una femminilità che non intendeva piegarsi: l’orrenda mutilazione subita dalla giovane, fu prontamente sanata da San Pietro, apparso ad Agata. La prigione e i carboni ardenti conclusero il suo martirio. Una Martire, dolce e dignitosa, mite e fiera della propria verginità consacrata a Cristo. Imitazione di Gesù nella purezza della vita, nell’esercizio delle più eroiche virtù, nell’offerta generosa del martirio.

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Santa Agnese, sposa tenera dell’Agnello

Si ricorda il suo martirio il 21 Gennaio. A Roma, c’è la chiesa di Santa Agnese fuori le mura, nota per la tomba della Santa e quella in piazza Navona, Santa Agnese in Agone, luogo in cui la Santa fu martirizzata ai tempi delle persecuzioni contro i cristiani tra il III e l’inizio del IV sec. d. C. sotto il regno dell’imperatore Diocleziano. Sant’Ambrogio racconta che Agnese, da sempre si sentì la sposa di un unico sposo, Gesù e che pur giovanissima, andò incontro al suo martirio pienamente consapevole. Dimostrò una lucida volontà di non macchiare la sua purezza, sposando un uomo e una solida fedeltà all’amore per Gesù. Scartò le logiche appartenenti all’epoca. Cristiana intrepida perché non si fece plasmare dalle mode, visse con gioia e serenità il Vangelo; non si fece intimorire dalle persecuzioni perseverando nella sua vocazione a costo della propria vita, proprio come l’Agnello che s’immola. Anche sotto le violente torture si affidò alla preghiera e ringraziò Dio del dono della salvezza, anche attraverso il passaggio dalla sofferenza. Con la preghiera sentì Dio vicino; la preghiera fu strumento per ottenere da Dio la forza di affrontare l’insormontabile punizione a lei afflitta dalla società del tempo. La piccola tredicenne romana rifiutò categoricamente la proposta di unirsi ad un giovane di nobile famiglia, dichiarando ben più nobili qualità dello sposo a cui si era promessa, Gesù. Denunciata, costretta a camminare nuda per la città, messa al rogo e infine anche sgozzata. Ci sono versioni differenti, sul genere di morte che ha subito la piccola Agnese. Il suo nome è diffuso nel  mondo ed è entrato nei canoni della Santa Messa. Nella liturgia della sua festa è prevista la benedizione di due agnelli con la cui lana si confezionano i sacri palii, le simboliche stole bianche destinate agli ecclesiastici. Santa Agnese è la patrona dei fidanzati e il simbolo della purezza. Stimata per la generosa scelta in risposta alla chiamata di Dio: la sua prima scelta fu  sempre Gesù.

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Santi Innocenti Martiri

Il 28 dicembre si ricordano i Santi Innocenti Martiri, i bambini che a Betlemme di Giuda, furono barbaramente trucidati dall’empio re Erode, affinché, insieme ad essi, morisse anche il bambino Gesù che i Magi avevano adorato.

«Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: un grido è stato udito in Rama, un pianto ed un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più» (Mt 2, 15-18).

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San Martino

Si festeggia l’11 novembre, giorno della Sua sepoltura.

Nel periodo che va dalla festa di San Michele al Natale, giunge la festa di San Martino che compie un gesto significativo: nella libertà, rinunciare ad una parte di sé per accogliere l’altro nello spirito di condivisione.

Martino da Tours nacque intorno al 317 da una nobile famiglia. Si convertì al cristianesimo da adolescente, dopo l’episodio del mantello; superando molte difficoltà si iscrisse tra i catecumeni per prepararsi al Battesimo;fu battezzato intorno ai vent’anni ma dovette ancora a lungo rimanere nell’esercito dove diede testimonianza di tolleranza comprensione rispetto e fraternità. Dopo vent’anni di carriera militare, divenne Vescovo di Tours nel 371.

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Santa Teresa d’Avila: Maestra di Orazione

Dottore della Chiesa, Santa Teresa d’Avila nasce il 28 marzo 1515 in Spagna e muore il 4 ottobre 1582.

Si festeggia il 15 Ottobre. 

All’età di ventun’anni, decide di farsi monaca. In convento comincia a ricevere alcune grazie d’orazione, ma la tiepidezza spirituale, la debilitazione fisica ed alcune malattie le provocarono, per circa vent’anni, una assoluta aridità, distrazioni, pene e combattimenti spirituali.

Sperimenta la cosiddetta “seconda conversione” e riprende a sentire la “presencia de Dios” a quarant’anni. Il Signore comincia ad accordarle grazie d’orazione, che la accompagneranno per tutta la vita: grazie d’unione, esperienze mistiche, fenomeni corporei miracolosi, rapimenti, fino al “matrimonio spirituale”.

Nell’ultimo periodo della vita la Santa attua la riforma carmelitana femminile e maschile.

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San Bartolomeo

Natanaele nel Vangelo di Giovanni

SOTTO IL FICO …

Si celebra il 24 agosto ed è il Santo Patrono della Parrocchia di Bienate.

Il Suo martirio consistette nell’essere scorticato vivo: i Suoi carnefici gli tolsero la pelle del corpo e lo decapitarono, mentre Lui invocava il Signore affinchè perdonasse i Suoi esecutori

Il Suo corpo si trova a Roma, sotto l’altare maggiore della Chiesa a Lui dedicata, nell’isola Tiberina.

Di Natanaele non sappiamo molto, se non il Suo primo incontro con Gesù, sotto al fico.

Quel passo del Vangelo di Giovanni contiene tutto ciò che, da duemila anni, rende viva la Chiesa di Dio: incontro, seguimi, vieni e vedi, testimonianza, il desiderio di significato del cuore dell’uomo, l’amore e la conoscenza che Gesù nutre per noi.

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San Giovanni Battista

È uno dei Santi più venerati nel mondo.  La sua vocazione profetica si manifestò ancor prima di nascere attraverso  “l’esultanza”, nel grembo della madre, davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta. Cristo stesso lo definì «il più grande tra i nati da donna»;Giovanni Battista è l’unico Santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra il giorno della nascita terrena (24 giugno), oltre a quello del martirio (29 agosto). Battezzò Gesù nelle acque del fiume Giordano, morì martirizzato non per aver confessato la Divinità di Cristo, né per averlo designato come il Messia, ma per aver denunciato un adulterio, un matrimonio illegittimo; è chiamato il “Precursore” perché annunciò la venuta di Cristo. E’patrono dei monaci; è considerato il protettore, dei fabbricanti delle forbici, delle spade e dei coltelli (per la spada del supplizio), degli albergatori (per la causa della sua morte, il banchetto di Erode), dei pellicciai, sarti e conciatori di pelli (per la cintura e l’abito) Il nome Giovanni, dall’ebraico Iehóhanan, significa: “Dio è propizio”. San Giovanni Battista, dopo essere andato a vivere nel deserto,  intraprende una vita di preghiera e di penitenza; si dedica al battesimo di chi decide di convertirsi al cristianesimo. Lo stesso Gesù vuole farsi battezzare da lui nel fiume Giordano: è in questa occasione che Giovanni parla del figlio di Maria come dell’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Storicamente fu il primo a confessare la Divinità di Cristo: «Io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Gv 1,34); «Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me» (Gv 1,16). Ed è anche il primo che confessa la sua azione redentrice: «Ecce Agnus Dei», «Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29).

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San Filippo Neri: Il Santo della Gioia

Si festeggia il 26 maggio.

San Filippo è nato a Firenze il 21 luglio 1515 ed è morto a Roma il 26 maggio 1595.

Ricevette l’Ordine nel 1551.

Nacque nel pieno del Rinascimento, epoca che, al contrario di questo nome pacifico fu un tempo di  profonde inquietudini e di una diffusa sfiducia nel futuro.

Filippo riuscì a coglierne il fermento positivo, derivante dall’incontro con il Cristianesimo che crea cultura e realtà nuove.

La Sua famiglia viveva in un modesto stato economico: il padre era notaio ma l’esercizio della sua professione era ristretto ad una piccola cerchia di clienti e la madre morì poco dopo aver dato alla luce il quarto figlio.

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Santa Bernardette Soubirous

Si festeggia il 16 aprile.

Presso la rupe di Massabielle, alla piccola Bernardette, di 14 anni, povera ed analfabeta, col cuore dedito solo al Rosario e alla famiglia, apparve Maria, per la prima volta, l’11 Febbraio 1858.

Nell’apparizione del 25 Marzo 1858, Maria rivela il suo nome “IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”.

Nel 1854, Pio IX°, aveva dichiarato il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, ma questo Bernardette non poteva saperlo.

Le chiamate di Dio si indirizzano spesso verso persone  povere ed umili e Dio riserva a Bernardette la rivelazione della Immacolata Concezione.

Il dialogo tra Maria e Bernardette si compone di poche parole e sono preghiere.

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San Giuseppe: protettore di tutti i papà

Si celebra il 19 marzo.

L’Anno dedicato a san Giuseppe e conclusosi l’8 dicembre 2021 è stato indetto da Papa Francesco proprio perchè “Il mondo ha bisogno di Padri”.

Il Nuovo Testamento non ci dice molto di Lui.

Ne parlano solo i due Vangeli, Matteo e Luca, che riferiscono episodi legati al periodo che va dal Suo fidanzamento con Maria ai primi anni di vita del Bambino, fino al suo ritrovamento tra i Dottori del Tempio di Gerusalemme.

Da queste fonti possiamo dedurre che Giuseppe era originario di Betlemme, cittadina che abbandonò per andare ad abitare a Nazaret.

E’ un uomo che passa inosservato ma è l’uomo della presenza quotidiana discreta e protagonista senza pari nella storia della Salvezza.

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