Fedeltà dell’Amore

Cristo nella casa di Marta e Maria
Olio su tela Philip Saldèe 1865

Le parole di Papa Francesco. L’identità famigliare è fondata sulla promessa d’amore e di fedeltà. Essa comporta l’impegno di accogliere ed educare i figli; si attua anche nel prendersi cura dei genitori anziani; nel proteggere e accudire i membri più deboli della famiglia; nell’aiutarsi a vicenda per realizzare le proprie qualità ed accettare i propri limiti. È così che la promessa coniugale si allarga a condividere le gioie e le sofferenze di tutti i padri, le madri, i bambini con generosa apertura nei confronti dell’umana convivenza e del bene comune. C’è da segnalare un certo indebolimento della fedeltà alla vita famigliare: sempre più famiglie chiuse in sé stesse; sempre più famiglie che difendono il, per altro malinteso, diritto alla libertà, che si traduce nel non negoziabile principio di badare solo alle proprie soddisfazioni senza aver “dipendenza” alcuna con altre famiglie. Probabilmente, oltre che ad una buona dose di individualismo ed indifferenza, molte famiglie affidano alla legge i vincoli della vita di relazione e del bene comune. Nel profondo però nessuno desidera essere amato solo per i propri beni o per un obbligo. L’amore come l’amicizia hanno forza e bellezza perché generano legami senza togliere la libertà: senza libertà non c’è amicizia, senza libertà non c’è amore, senza libertà non c’è matrimonio, nè famiglia.

Dunque, libertà e fedeltà non si oppongono l’una all’altra, anzi, si sostengono a vicenda, sia nei rapporti interpersonali, sia in quelli sociali. La fedeltà è una promessa di impegno che cresce nella libera obbedienza alla parola data. La fedeltà è una fiducia che vuole essere realmente condivisa ed una speranza che vuole essere coltivata insieme. La fedeltà alle promesse è un vero capolavoro di umanità, è un miracolo dell’anima: possiede audace bellezza e coraggiosa tenacia. In ogni rapporto d’amore deve abitare la fedeltà alla promessa e la consapevolezza che essa si custodisce anche con sacrificio. La nostra fedeltà alla promessa è pur sempre affidata alla grazia e alla misericordia di Dio. Papa Leone XIV nella giornata del Giubileo della famiglia ha insistito su tre concetti da attuare in famiglia: “comunione, missione e obbedienza”, ciò che renderebbe una famiglia lieta. Il Papa richiama all’unità e alla comunione della famiglia che ha il fondamento nell’amore trinitario di Dio. “Cristo domanda infatti che tutti siamo una sola cosa” e si rivolge al Padre dicendo: “Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me”.

La prima strada della missione è quindi la comunione. La famiglia può essere una grande testimone di unità e infatti “la Chiesa ci dice che il mondo di oggi ha bisogno dell’alleanza coniugale per conoscere ed accogliere l’amore di Dio e superare, con la sua forza che unifica e riconcilia, le forze che disgregano le relazioni e le società”. Infine, il Papa ha detto riguardo l’obbedienza: “Vi incoraggio ad essere, per i vostri figli, esempi di coerenza, comportandovi come volete che loro si comportino, educandoli alla libertà mediante l’obbedienza”. Quanto è necessario questo forte richiamo che osa incrociare la parola libertà con la parola obbedienza, andando così contro uno dei dogmi della devastante cultura moderna, ovvero che non si devono più fare proposte educative perché esse lederebbero la libertà altrui. Infine il Papa auspica che “le famiglie siano un canto silenzioso di speranza, capaci di diffondere con la loro vita la luce di Cristo, per portare la gioia del Vangelo sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce. E seguendo il modello perfetto della Sacra Famiglia, le nostre case saranno torce vive della luce di Dio”.