L’Ave Maria, modellata sul saluto dell’Angelo rivolto a Maria, narra il momento capitale della vita e la missione della ragazza di Nazareth ed è anche una sorta di primo Credo Cristologico, perché il Figlio è il vero centro dell’evento. L’Annunciazione ne svela ed esalta la sua trascendenza divina: Figlio di Dio. Primo motivo per cui Maria sarà vergine eppure madre. San Bernardo la interpella così “l’angelo e noi tutti, stiamo aspettando la tua risposta, Maria. Dì’ la tua parola umana per concepire la Parola di Dio, che sta fuori e bussa alla tua porta. Sta nelle tue mani il nostro riscatto.” Non era perciò necessario per Maria “conoscere un uomo” per ricevere dalla grazia di Dio la vocazione decisiva della storia della salvezza. L’aspetto verginale è esplicitato anche nell’umiltà di convertire la carnalità, nella consapevole scelta che Dio intervenga per mezzo di Lei. Essa non è solo un fatto fisico, ma soprattutto un segno spirituale, cioè la totale disponibilità a Dio e per Maria l’assenza di iniziativa umana nel concepimento. Scrive Paolo VI: «La scelta dello stato verginale da parte di Maria non fu un atto di chiusura ad alcuno dei valori dello stato matrimoniale, ma costituì una scelta coraggiosa compiuta per consacrarsi totalmente all’amore di Dio». Anche Cristo si consacrerà totalmente al Padre nella verginità. Lo seguirà uno stuolo di uomini e donne che, lungo i secoli, vivranno interamente consacrati a Dio, a imitazione Sua, come anche della Madre e di San Giuseppe. Essi si sono consegnati totalmente a Dio, nel corpo e nell’anima. Consegnarsi a Dio con cuore indiviso costituisce l’elemento formale e intenzionale della verginità; la verginità è dono di grazia e totale dedizione al servizio del Signore. Nel matrimonio Maria e Giuseppe hanno formato solo un’unione di cuori. Questi sposi, rinunciando ai loro diritti reciproci per un motivo più elevato, non hanno distrutto l’essenza del matrimonio, perché come dice Sant’Agostino “la base di un matrimonio d’amore è soprattutto l’unione dei cuori”. Perché è stato necessario il matrimonio, visto che la Vergine e San Giuseppe avevano fatto voto di verginità? In questo modo la nascita di Cristo non è stata esposta al pubblico ludibrio, inoltre, la purezza di Maria ha potuto avere un testimone in Giuseppe. Sembra anche logico pensare che Nostro Signore preferisse scegliere come padre putativo un uomo che sapeva e voleva sacrificarsi e non uno che si vedeva costretto a farlo. In Maria e Giuseppe troviamo due giovani che prima di conoscere la bellezza di una e la potente forza dell’altro rinunciano a goderne per donarsi interamente alla “passione senza passione” e all’ “impetuosa calma” di Gesù. Maria e Giuseppe portarono nel loro matrimonio non solo il voto di verginità, ma anche due cuori pieni di un grande amore, più grande di qualsiasi altro amore che un cuore umano abbia mai potuto contenere: l’amore eterno del cielo. Come ha detto Leone XIII, “il loro matrimonio è stato consumato con Gesù”. Maria e Giuseppe si sono uniti con Gesù e non desideravano altro. Perché avrebbero voluto affannarsi dietro alle gioie effimere della carne quando nel loro amore c’era la Luce del Mondo? La Madonna e San Giuseppe non sono arrivati a Dio attraverso il loro amore reciproco, ma hanno goduto dell’amore grande e puro dell’una per l’altro dopo essersi rivolti prima a Gesù. Per il matrimonio sono necessarie tre persone: lui, lei e Dio. Maria è la “nuova creazione”, in cui Dio opera direttamente; Maria simboleggia lo “spazio aperto” alla santità e l’irruzione del divino nel mondo.
La verginità di Maria Santissima
di Mara
