La lussuria: una vita esagerata

I vizi hanno un’alleanza strategica tra loro e si stringono forte la mano; ciascuno è la radice di tanti peccati. La lussuria è una sorta di “voracità”, verso una persona o un bene, materiale o spirituale. L’etimologia del termine la fa risalire a rigoglio, eccesso, sfrenatezza. È il vizio del legame malsano che l’essere umano intrattiene quando vuole possedere una persona; è il vizio di chi intrattiene con una persona un rapporto di “cosificazione”; è il vizio di ogni “pensiero, parola, opera e omissione” ne fa una questione di misura.

L’eccesso lo troviamo in ogni sfera della vita, quando non c’è equilibrio nella sintesi tra ragione, passione-pulsione e sentimento. Il lussurioso è affetto da un materialismo e da un consumismo spinto oltre misura. Da una Lettera di San Pietro “Siate temperanti, vigilate, perché il vostro nemico, come un leone ruggente, va in giro cercando di divorarvi. Resistete saldi nella fede”.

Dio ci ha donato la capacità di empatia, l’amicizia e l’affettività. Il nemico non riuscendo a promettere così importanti doni, ci “frega” sulla tempistica. Dio ci dona l’eternità e il nemico mera soddisfazione di attimi; Dio ci dona la gioia pura e il nemico il “solletico” di risate occasionali; Dio ci dona l’umanità del cristianesimo e il nemico l’acidità per difendere la nostra immagine dal prossimo. La lussuria è la partita del diavolo con Dio e tenta le persone affinché si allontanino da Lui per rubare la loro umanità. Dentro a queste tensioni c’è il dovere di muoversi per conquistare un equilibrio al prezzo della felicità duratura e non del piacere effimero. La forza della lussuria sta anche nella sua impercettibilità: ci trascina, depreda, consuma in fretta e ce ne accorgiamo quando ne siamo già prigionieri. Si avverte, in questo, il valore della libertà. L’incapacità di non cedere a soddisfare solo i bisogni del corpo e della carne per trarne piaceri equivale ad essere prede di una sorta di schiavitù, ossia della perenne insoddisfazione, della irrisoluta frustrazione, del senso assoluto di vuoto, della continua rincorsa a luccicanti distrazioni. Desiderare e osare sono i motori della vita; emozioni e passioni sono creature di Dio, ma occorre disciplinarle e non sottomettersi alla confusione di chi fa passare per virtù i vizi. Come estirpare la lussuria? Il IX e il X comandamento permettono di riflettere sul “ben desiderare” e sul “desiderare male”. Aderire alla realtà, cioè alla consapevolezza di essere limitati, è un’occasione per ricercare Qualcuno a cui affidarsi: l’infinità bontà di Dio e l’amore di Maria. Maria è il segno di chi utilizza mente e corpo in ordine al bene proprio e della natura; è l’esempio della purezza, Lei che, con la nostra stessa costituzione psicosomatica, è capacissima di regola, ordine, limpidezza di cuore e moderazione negli affetti. Ascoltare il proprio corpo per comprenderne quegli spazi su cui lavorare significa contrapporre al vizio non solo la castità del corpo, ma anche quella dei pensieri e degli sguardi. Infine, accorgersi della giusta rete di relazioni, quelle che tengono in ordine il cuore, come aggrapparsi alla rete di Gesù che ci insegna a vivere i gesti quotidiani in maniera sempre meno banale.