Quando ho chiesto a don Marco il nome di un’altra persona santa o beata da affiancare a Carlo Acutis nella cappella dell’oratorio, mi ha detto: Pier Giorgio Frassati.
Di lui conoscevo solo ciò che è raccontato nel docufilm “Verso l’alto – Pier Giorgio Frassati” che avevo visto casualmente poco tempo prima. Ricordavo che Pier Giorgio donava le sue cose a chi ne aveva bisogno, anche il cappotto o le scarpe che stava indossando, che pregava spesso, ad esempio recitava il rosario in bicicletta, e che aveva una combriccola di amici, la Compagnia dei Tipi Loschi, che andavano in montagna con lui e a cui lui parlava di Gesù. Una vita normale, ma piena di fede e carità.
Poiché don Alessandro suggerisce sempre libri interessanti, gli ho chiesto di indicarmene uno: mi ha detto che Pier Giorgio è uno dei suoi santi preferiti e mi ha consigliato “Pier Giorgio Frassati. I giorni della sua vita”, scritto dalla sorella Luciana.
Ho disegnato Pier Giorgio girato leggermente verso sinistra visto che l’icona deve stare vicino a quella di Carlo. Pier Giorgio l’ho messo un pochino più vicino al lato della tavola per far stare la montagna: «Ogni giorno mi innamoro sempre più delle montagne e vorrei, se gli studi me lo permettessero, passare intere giornate sui monti e contemplare in quell’aria pura la grandezza del Creatore».
Nell’Antico Testamento viene raccontato come Dio sceglie i monti per manifestarsi: ad Abramo quando vi porta Isacco in sacrificio o a Mosè al roveto ardente. La Trasfigurazione di Gesù avviene sui monti, vi tiene il discorso della montagna, gli Undici salgono sui monti per ricevere da Gesù risorto il mandato missionario.
Per quanto riguarda il volto, ho cercato un po’ di foto in internet e ho iniziato a disegnarlo guardando principalmente una delle foto più note, in cui è in giacca e cravatta, ben pettinato e con un leggero sorriso. Non ero molto convinta di disegnarlo così perché la lettura del libro mi dava l’idea di un ragazzo scanzonato e allegro, ma anche seriamente impegnato per il sociale.
Al Centro Pastorale di Seveso ho visto una locandina con una sua bella foto che non conoscevo: in camicia, col colletto aperto e le maniche arrotolate, un bel sorriso e i capelli scompigliati. Questa foto rispecchia di più l’indole di Pier Giorgio: ho quindi iniziato a studiare il viso di questa foto, voltandolo leggermente. I capelli glieli ho un pochino pettinati, perché penso che lo avrebbe fatto anche lui per un suo ritratto. In un’altra foto teneva un piccone, perché era anche uno scalatore e «Verso l’alto» è uno dei suoi motti. L’immagine finale mi pare armoniosamente simmetrica con quella di Carlo.
Sono soddisfatta del risultato, tenendo conto delle mie capacità, e spero che l’icona sarà utile per le ragazze e i ragazzi dell’oratorio per avvicinarsi a questo santo che ora sento come amico.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Sal 71 (70), 3
