Cultura, libri, icone

Non dimenticate il desiderio

L’eredità di don Anas: dialoghi sul matrimonio

di Antonio Anastasio e Marina Corradi

Un dialogo appassionato tra due amici: una giornalista, Marina Corradi ed un sacerdote, don Antonio Anastasio, della Fraternità di San Carlo Borromeo, Anas per tutti, sui temi del senso della vita e della forza dell’Amore.

Questo libro, anche dopo la prematura morte di don Anas, di Covid, il 9 marzo 2021, ci permette di leggere testi semplici, ricchi di saggezza e di senso del Mistero.

Anas si era ammalato la vigilia di Natale del 2020 ed il 28 dicembre entrava in ospedale. Gli ultimi mesi di vita di don Anas sono stati un Calvario che Lui ha percorso abbracciato alla Croce.

Quando si è ammalato, il popolo dei Suoi amici, a migliaia, da diverse parti del mondo, ha cominciato a pregare il Rosario, ogni sera, online.

Lo abbiamo affidato, accompagnato ed aiutato a portare la Croce.

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Il vegliardo Simeone e la pazienza di Dio

Ora puoi lasciare che il tuo servo vada in pace perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza

Il 2 febbraio, cioè 40 giorni dopo il Natale del Signore, viene celebrata la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, sia nel rito ambrosiano che nel rito romano. Nei tre Anni del Lezionario si legge sempre il Vangelo di Luca 2, 22-40.

Nel IV secolo in questo giorno si svolgeva una processione di cui non c’è più traccia nei riti orientali, mentre in Occidente si è conservata: nel Duomo di Milano c’è la Processione della santa “Idea”, che è una tavola con l’immagine della Presentazione di Gesù al Tempio su un lato e la Madre di Dio in trono sull’altro. Si celebra anche la Candelora, cioè la benedizione delle candele, simbolo della luce Divina venuta nel mondo per rischiarare le genti.

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“La storia infinita” di Michael Ende

Carissimi, vi domanderete perché scrivere di questo libro nel periodo di Natale?

Perchè nel tempo attuale così complesso, la Storia Infinita è la vita di ciascuno di noi in compagnia del Signore, del Bambino che nasce a Natale e che rinasce in ogni istante e che ci strappa dalle tenebre, dal buio e dal nulla che avanza per impedirci di essere felici.

Questo non è il lieto fine di una favola ma l’origine di tutto, il Centro della nostra esistenza.

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Il Battesimo del Signore

Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret (At 10, 38)

Il Vangelo di Marco (Mc 1, 7-11) racconta che Giovanni «proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”. Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”».

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“Il Pastore della Meraviglia” di Gennaro Matino

Nell’Avvento di qualche anno fa, alla ricerca di un libro che mi accompagnasse verso il Natale, al mercatino missionario m’imbattei in questo che da subito catturò la mia attenzione: Il Pastore della Meraviglia.

Un libro sul Presepe, perfetto mi dissi: il pastore, ciascuno di noi, in cammino verso il Suo destino e la meraviglia, mai è esistita e mai esisterà, meraviglia più grande, nei cieli e sulla terra, di quella che i pastori vissero e videro in quella Notte Santa in cui Gesù nacque.

Il racconto è ambientato a Napoli con tutto il calore e l’umanità di quel popolo.

Sulla scena appare l’anziano Peppe che, con la moglie Luisella, comincia ad allestire il presepe.
Ci tiene molto, è un vero esperto del presepe, ogni particolare ha un preciso significato, nulla nel presepe è posto a caso.
Peppe è malinconico perché vorrebbe lì con se, i suoi nipotini, che vivono al nord.
Quella sera suona il campanello, è il piccolo Gennarino, vicino di casa che deve scrivere, per compito, la spiegazione del presepe.
Peppe, contento, scartocciando le statuine, una per una, comincia il racconto, con dovizia di particolari, grande passione e tanto cuore.

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Giuseppe, il giusto custode

16 dicembre: Commemorazione dell’annuncio a San Giuseppe

Su uno dei capitelli del monastero di San Juan de la Peña (Aragona, Spagna) vediamo Giuseppe che dorme.

Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore…

Giuseppe dorme, un angelo scende verso di lui, lo sfiora, gli parla.

«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

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Uno scorcio poetico

Giosuè Carducci – San Martino

La nebbia agl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

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Il Signore ha posto il suo trono nei cieli (Sal 102, 19)

Una delle immagini più diffuse già nei primi secoli è il Cristo Pantocratore, dal greco panto cioè tutto e kratéin cioè dominare, quindi sovrano di tutte le cose, onnipotente. Si può tradurre anche con «che contiene tutte le cose» o «che sostiene tutte le cose».

André Grabar (1896 – 1990, studioso dell’arte e dell’archeologia del mondo paleocristiano e bizantino) ritiene che «gli artisti incaricati di rappresentare soggetti cristiani si sono lasciati ispirare dai modelli che forniva loro l’arte imperiale. Fu soprattutto il caso degli artisti dei primi secoli dell’impero cristiano che, favoriti dalle vedute di certi teologi e tenendo conto della universalità dei temi simbolici, utilizzarono sovente immagini familiari dell’arte imperiale per ideare, sul loro modello, una serie di composizioni simboliche di Cristo, re dell’universo vincitore della morte» (dal libro L’empereur dans l’art byzantine) ed è quindi per questo quindi che Gesù veste abiti preziosi.

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Agnello dell’Apocalisse

L’Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita (Ap 7, 17).

Nel 692 si è tenuto il Concilio in Trullo o Quinisesto (così chiamato perché non viene considerato un nuovo concilio ecumenico, ma il completamento delle decisioni dei due concili ecumenici di Costantinopoli).
Alcune disposizioni dei Concili riguardano le immagini sacre e spesso formalizzano delle tradizioni che si sono già create. Il canone 82 del Concilio Quinisesto è stato tramandato con questo testo:
In alcune riproduzioni di immagini sacre viene dipinto un agnello, il quale viene indicato dal Precursore, come simbolo della grazia, predicente Cristo nostro Dio, vero nostro agnello secondo la legge. Ora, accettando le antiche raffigurazioni come segni e simboli di verità tradizionali nella Chiesa, noi anteponiamo la grazia e la verità, accogliendola come compimento della legge. Affinché dunque venga mostrato agli occhi, anche per mezzo dei colori, quello che veramente si è compiuto, ordiniamo che, d’ora in poi, nelle immagini, invece dell’antico agnello, si rappresenti e si dipinga la figura umana di colui che toglie i peccati del mondo, Cristo Dio nostro; cosicché per mezzo di essa comprendendo con l’intelligenza la sublime umiliazione del Verbo di Dio, ci venga ricordata la sua esistenza nella carne, la sua passione e la sua morte salutare, e la redenzione del mondo che così da Lui è stata compiuta.

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Corro da te

E’ una commedia di Marzo 2022, romantica e briosa, diretta da Riccardo Milani, con P. Favino, M. Leone, P. Degli Esposti e M. Placido.

TRAMA – Gianni ha quasi 50 anni e passa da un’amante all’altra, fingendo con ognuna di essere una persona diversa.  Alla morte della madre si reca nella modesta casa in cui è cresciuto ed incontra la vicina Alessia, che per sbaglio lo crede confinato ad una sedia a rotelle. Gianni alimenta l’equivoco perché Alessia si occupa di disabili e lui cerca di aggiungerla alla sua lista di conquiste. Ma la ragazza ha altri progetti: gli presenta la sorella Chiara, davvero paraplegica, sperando che fra i due scocchi la scintilla. Cosa che puntualmente succede anche se Gianni, che ha sempre evitato qualsiasi prossimità alle limitazioni fisiche, si auto convince che conquistare Chiara sarà un ennesimo modo per ribadire agli amici la sua fama di seduttore seriale. Sguscia felino eclettico senza scrupoli tra una relazione occasionale e l’altra, minimizzando le conseguenze spiacevoli.

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