Beata Alexandrina Maria da Costa

“Mia figlia, fa’ che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucarestia”

Alexandrina Maria da Costa nacque a Balasar, in provincia di Oporto, il 30 marzo 1904 e fu battezzata il 2 aprile seguente, sabato santo. Venne educata cristianamente dalla mamma e rimase in famiglia fino a sette anni. Poi fu inviata a Pòvoa do Varzim presso la famiglia di un falegname, per poter frequentare la scuola elementare. Qui fece la prima Comunione nel 1911 e l’anno successivo ricevette il sacramento della Confermazione. A 14 anni accadde un fatto che segnerà tutto il resto della sua vita: per sfuggire all’aggressione di uomini malintenzionati, si buttò dalla finestra. Le conseguenze saranno terribili, anche se non immediate. Fino a 19 anni si recava in chiesa, ma la paralisi avanzava sempre più, i dolori diventarono insopportabili e col tempo restò completamente paralizzata. Era il 14 aprile 1925, quando Alexandrina si mise a letto per non rialzarsi più. Rinunciando a chiedere il miracolo della guarigione, intuì che la sua missione era “soffrire, amare, riparare”. Iniziò allora una grande unione mistica con Gesù, “prigioniero” in tutti i tabernacoli del mondo. Attraverso Alexandrina Gesù chiese che: “… venga ben predicata e ben propagata la devozione ai Tabernacoli, perché per giorni e giorni le anime non Mi visitano, non Mi amano, non riparano… Non credono che Io abito là. Voglio che si accenda nelle anime la devozione verso queste prigioni d’Amore… Sono tanti coloro che, pur entrando nelle Chiese, neppure Mi salutano e non si soffermano un momento ad adorarMi …”. Alexandrina rivisse ogni venerdì con segni e movimenti visibili le diverse fasi della passione di Gesù, mentre aumentavano le sofferenze e anche le persecuzioni da parte del demonio. Nel 1935 Gesù le espose per la prima volta il suo desiderio che il mondo venisse consacrato al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1936, per ordine di Gesù, essa chiese al Santo Padre, per mezzo del padre Pinho, la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Il 31 ottobre 1942 Pio XII lo fece con un messaggio trasmesso a Fatima in lingua portoghese. Dopo che la richiesta della consacrazione fu accolta, cessò la passione visibile del venerdì e cominciò un altro “segno”: durante gli ultimi tredici anni di vita, Alexandrina non si alimentò più, vivendo soltanto dell’Eucaristia. Nel 1944, su invito del salesiano don Umberto Pasquale, suo nuovo direttore spirituale, divenne Salesiana Cooperatrice. Il 25 febbraio 1949 Gesù le disse: “Mia figlia, fa’ che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucarestia. Di’ in mio nome che a quanti faranno bene la Santa Comunione, con sincera umiltà, fervore e amore per i primi 6 giovedì consecutivi e passeranno un’ora di Adorazione davanti al Mio Tabernacolo in intima unione con Me, prometto il cielo …”. Pochi mesi prima di morire la Madonna le disse: “…Parla alle anime! Parla dell’Eucaristia! Parla loro del Rosario! Che si alimentino della carne di Cristo, della preghiera e del Mio Rosario ogni giorno!”. Il 12 ottobre 1955 volle ricevere l’unzione degli infermi. Il 13 ottobre, anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima, la si sentì esclamare: “Sono felice, perché vado in cielo”. Alle 19,30 spirò. È stata beatificata da San Giovanni Paolo II il 25 aprile 2004. La sua memoria liturgica è stata fissata il 13 ottobre.