“Lampada sui passi della vita”
Quest’anno la lectio divina decanale è ospitata dalla nostra Comunità Pastorale nella chiesa parrocchiale di Magnago, dove ci siamo dati il primo appuntamento già il 9 ottobre e proseguirà con altri quattro incontri come da calendario. La partecipazione è stata vivace e numerosa, infatti la lectio è uno strumento che aiuta tutti, entrando nella Parola, a comprendere cosa il Signore vuole da ciascuno di noi e cosa vuole dalla sua Chiesa. Il libro degli Atti degli Apostoli, ci racconta della prima comunità e della sua missione e ci fa domandare: noi che Chiesa siamo? In che cammino siamo impegnati?
Cos’è la lectio divina?
È l’antichissima prassi di leggere la Scrittura in un clima di preghiera e come preghiera. Così come la tradizione ce l’ha consegnata, si compone di quattro gradini che descrivono un vero e proprio viaggio nel testo in cui la lettura è chiamata a divenire “incontro con il Signore”: la lectio; la meditatio; l’oratio e la contemplatio. La proposta raccoglie però anche l’eredità della Scuola della Parola del cardinale Carlo Maria Martini, per rendere anche oggi le Sacre Scritture «lampada» sui passi della vita del credente e criterio per il discernimento.
L’Azione Cattolica sceglie il tema annuale, predispone il sussidio e la organizza sul territorio della diocesi in collaborazione con i singoli decanati (l’anno scorso è stata organizzata in 41 sedi).
“L’anno passato ci siamo soffermati sul piccolo e delizioso Libro di Tobia”, ricorda don Cristiano Passoni, assistente generale dell’AC ambrosiana e tra i curatori della proposta di Lectio. «Quest’anno l’idea è di proseguire il cammino, gettando uno sguardo sul vivo della missione, così come è narrato nell’ultima parte degli Atti degli Apostoli. La missione insegna a Paolo come vivere l’annuncio del Vangelo, ma anche come raccogliere, da quegli stessi ignoti contesti, risonanze inedite per la comprensione del mistero di Dio. Inoltre, raccontando e accompagnando il cammino dell’Apostolo, l’intento di Luca sembra essere quello di mostrare come le svolte significative della missione non furono semplicemente delle decisioni prese da Paolo, ma frutto di una condivisione. Emerge, pertanto, un fatto importante da segnalare: a differenza di quanto si possa pensare, la missione di Paolo è sempre dentro la costruzione di una fitta rete di relazioni e collaborazioni.
Nascono dalla sua testimonianza e a lui cercano di riconnettersi. La sua missione non è quella di un solitario. Non è mai un uomo solo al comando». Uno spunto interessante, quest’ultimo, in un anno pastorale che la diocesi ambrosiana dedica al tema della sinodalità nella missione.
Un invito a ciascuno quindi, con le parole del presidente diocesano di AC Gianni Borsa: “Ci sentiamo una Chiesa e un mondo che ha bisogno di parole di pace, fraternità, gioia e speranza. Ecco tutto questo c’è nella Parola di Dio e per questo vogliamo ancora metterci all’ascolto. In ascolto di Dio, perché Dio parla sempre”.
