L’ultima domenica di gennaio è tradizionalmente dedicata alla Festa della Sacra Famiglia. In questo numero de «La Vela» desideriamo soffermarci proprio su questo tema, tanto importante e oggi, purtroppo, spesso messo in secondo piano.
Celebrando la Sacra Famiglia di Nazaret, siamo tutti invitati a guardare all’esempio di Giuseppe, Maria e Gesù e a riscoprire la bellezza e la grandezza della famiglia, vissuta come dono di Dio e come “sacramento dell’amore cristiano” tra un uomo e una donna.
Oggi sempre più giovani fanno fatica a scegliere il matrimonio in Chiesa. Le ragioni sono molteplici, ma alla base vi è spesso una fragile esperienza di fede. Sposarsi in Chiesa, infatti, è prima di tutto un atto di fede. Come ricordava San Giovanni Paolo II: “Il matrimonio cristiano è segno reale dell’alleanza di Cristo con la Chiesa” (Familiaris Consortio, n. 13). Non si tratta dunque di un semplice contratto umano, ma di un’alleanza voluta da Dio.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce il matrimonio come “alleanza ordinata al bene degli sposi e alla generazione dei figli”. Nell’unione sponsale sacramentale i coniugi credono che l’amore che li unisce, consacrato dal Sacramento, renda presente il Signore stesso. Cristo ha infatti elevato l’amore coniugale a segno visibile del suo amore eterno per l’umanità.
Nel matrimonio cristiano Dio si rende presente negli sposi mediante la grazia dello Spirito Santo. Questo è un dono grande e una grazia immensa. Gli sposi, diventando una sola carne, vivono una relazione unica con Cristo: attraverso il loro amore rendono visibile l’amore di Cristo per la Chiesa.
Il modello di riferimento per gli sposi cristiani è proprio l’amore di Cristo, un amore che arriva fino al dono totale di sé: un amore gratuito, senza misura, capace di servizio e di perdono. Per questo i coniugi sono chiamati a guardare a Lui e a conformarsi sempre più al suo stile di vita, coltivando una relazione viva e profonda con il Signore.
Credere che Dio sia presente nell’amore coniugale è una grande consolazione, soprattutto nei momenti di difficoltà e di prova. Sapere che il Signore cammina con gli sposi e non li abbandona mai è una fonte di forza e di speranza, anche quando, presi dalle fatiche quotidiane, rischiamo di dimenticarci di Lui.
La famiglia è così la prima cellula della Chiesa, la cosiddetta “Chiesa domestica”, luogo in cui lo Spirito di Dio è presente e opera. Essa è al servizio della vita, contribuisce alla crescita della società e partecipa alla vita e alla missione della Chiesa.
La famiglia cristiana, fondata sul sacramento del matrimonio, non è un ideale irraggiungibile, ma una vocazione concreta alla santità, vissuta nella quotidianità. In un mondo segnato da fragilità e rapidi cambiamenti, la famiglia resta un segno profetico di fedeltà, comunione e speranza.
Nel celebrare la Festa della Sacra Famiglia, siamo dunque invitati a rimettere al centro della nostra azione pastorale la cura delle famiglie e l’impegno nella formazione cristiana, perché ogni famiglia possa sentirsi accompagnata, sostenuta e amata dalla comunità.
