Le edicole votive sono piccole strutture architettoniche,diffuse in Italia tra il XVII e il XVIII secolo, che custodiscono immagini sacre, posizionate tipicamente agli incroci di vie, un tempo ai limiti del paese. Queste costruzioni conservano statue, affreschi o immagini prevalentemente della Madonna (spesso col Bambino) o Santi, fungendo da protezione religiosa e devozione popolare, a volte arricchite da ex voto. L’edicola, in genere di piccole dimensioni, ha la funzione di ospitare e proteggere l’elemento che vi è collocato. Il nome deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes e dunque con il significato originario di “Tempietto”. Le Edicole variano nelle forme: nicchie nei muri o piccole costruzioni autonome, talvolta realizzate in pietra. Sono comuni nei centri urbani come pure nelle zone rurali. Hanno radici antiche, da tradizioni romane, sostituendo i pagani lari (figure dell’antica Roma, che raffigurano gli spiriti degli antenati defunti) protettori della casa e, con immagini adatte, sono state incentivate per la devozione cristiana.
Le edicole votive possono essere così distinte:
- a cappella: un piccolo edificio che, oltre ad alloggiare sulla parete di fondo l’immagine sacra che vi si venera, a volte include anche uno spazio dove si trova un piccolo altare;
- a nicchia: realizzata da un incavo, ricavata per lo più in pareti di abitazioni;
- a vela: una costruzione a sé stante, costituita solo da un muro terminante con un timpano di copertura e nel muro è ricavata una nicchia con l’immagine Sacra.
Bisogna iniziare da lontano per comprendere tali celebrazioni. L’edicola votiva affonda le sue radici in età greca, poi nell’antica Roma. Nell’antichità erano poste immagini di divinità agresti addette alla protezione di raccolti, pascoli, sorgenti d’acqua; i crocevia ed i luoghi in cui era avvenuto un evento prodigioso venivano considerati luoghi sacri ed erano segnati da questi piccoli tempietti. Anche nei nostri paesi ci sono alcuni di questi tempietti di origine antica, tramandatici dai nostri antenati, testimonianze del passato. In particolare il tempietto in via S. Gaetano, angolo viale Rimembranze a Magnago. Nella piantina della mappa teresiana del 1722 si vede che in quel punto c’è una crocetta, segno che c’era una cappella votiva. Oggi nella cappella si trova una statua della Madonna di Lourdes; certamente non era questa l’immagine devozionale (il Miracolo di Lourdes è del 1858), ma sul luogo è rimasta una testimonianza della Fede. Un’altra cappella si trova in via Manciatelli a Magnago, ora inglobata nella parete di una casa, si tratta di una Deposizione. Un tempo anch’essa era collocata all’incrocio delle vie Dante e Manciatelli e la casa era l’ultima del centro abitato. A Bienate, in via Indipendenza, nella parete di una abitazione si trova un caratteristico esempio di cappella a nicchia, dentro la quale è inserita una statua della Madonna, circondata da una preghiera d’invocazione. In via Vespucci si trova una cappella votiva con all’interno un piccolo altare. Sulla parete di fondo un bel dipinto: la Madonna del rosario,che ne porge uno a Santa Caterina da Siena e il bambino che lo offre a San Domenico.


Un’ Edicola era già presente nel medesimo posto.


