Il Coraggio di Scegliere!


Questa volta a ispirare l’argomento dell’articolo è quello che è accaduto la scorsa domenica nella nostra chiesa parrocchiale di Magnago. Suor Sara della Trinità, un’amica cresciuta con noi, nel nostro oratorio, nella nostra Comunità, dopo il cammino del Noviziato, cominciato il 5 gennaio 2020, ha scelto di dare i Voti Perpetui nelle Suore Carmelitane di S. Teresa di Firenze. Una scelta fatta per sempre, in una società dove tutto è provvisorio e più nessuno se la sente di fare scelte definitive. Scegliere. Questa è la questione! Quante volte la vita ci pone davanti alla necessità di scegliere! In alcuni momenti, sembra proprio che non ci sia altro da fare, che il tempo si sia condensato in quel periodo della vita in cui sentiamo pressante il richiamo a prendere una direzione per la nostra esistenza. Tutto questo può essere vissuto con un mescolarsi di emozioni e sentimenti contrastanti che si alternano dentro di noi e ci fanno percepire l’importanza di questo passaggio. Tensione, paura, trepidazione, curiosità, entusiasmo, gioia e allegria si alternano in noi senza un necessario filo logico. Eppure, forse proprio per questo, abbiamo la chiara percezione di essere chiamati in causa con tutta la realtà di quello che siamo per dare una direzione al nostro futuro, alla nostra vita. La nostra libertà ci invita alla responsabilità di fare una scelta per rispondere in prima persona alla domanda “chi desideri essere?”. È bello allora notare di non essere solo, di non essere l’unico a farmi questa domanda, ma che anche la musica contemporanea può fornirci la possibilità di mettere a fuoco come, a volte, prendere una direzione è una questione che interroga anche gente più famosa di me! Un aiuto mi viene offerto da Caparezza (Michele Salvemini), un cantautore che ho avuto l’occasione di ascoltare durante l’estate e di cui ho apprezzato la capacità di mettere a tema questioni in modo acuto e provocante, stimolando la riflessione o, semplicemente, fornendo un punto di vista alternativo da cui guardare le cose. Nella canzone “La scelta”, uscita il 16 aprile 2021, il cantante pugliese parla della necessità di scegliere. Nelle due strofe che compongono il brano, vengono proposte due decisioni completamente opposte, ma capaci entrambe di dare pienezza e significato alla vita di chi ha scelto. Nella prima si parla di Ludwig van Beethoven (Ludovico), reso immortale dalla sua musica, nella seconda si parla di Mark Hollis (Marco), cantautore britannico meno noto proprio a causa della sua scelta. L’autore tedesco è conosciuto da tutti almeno per l’intramontabile nona sinfonia. Dall’infanzia e adolescenza sicuramente travagliate, nasce il genio di Beethoven che sceglie di dedicarsi interamente alla musica a scapito della propria vita sentimentale. Mark Hollis, membro dei Talk Talk, invece, fa una scelta completamente opposta: abbandona la musica e una carriera promettente per dedicarsi interamente alla propria vita familiare. Caparezza rende bene il tutto lasciando un ampio spazio di silenzio tra la fine della strofa e il ritornello: non applausi come per Beethoven, ma silenzio… “E non lascio lettere, niente rumore, / amo il mio silenzio e non comprendi quanto. / Grazie per gli applausi, ma ho scelto l’amore”.

Immedesimandosi in entrambi gli artisti, Caparezza sembra porsi davanti a una scelta. La parte finale della canzone sembra suggerire il suo porsi davanti ad un bivio: da un lato la scelta di Beethoven, dall’altra quella di Hollis… sta proprio a lui ora scegliere… ma l’importante non è il “cosa”, ma il mettersi sul serio in discussione per arrivare a fare una scelta che possa dare pienezza alla propria esistenza.

La scelta di donare la propria vita nella sequela del Signore può sembrare assurda, ma questo giustifica non fare la scelta?Cosa conta dunque? Forse soltanto l’essersi deciso a dare ascolto a quella promessa di bene che chiama alla vita… forse l’aver preso posizione in una scelta che coinvolge tutta l’esistenza e le dona pienezza e bellezza…