Durante la messa di avvio della GMG, celebrata a Lisbona, in Portogallo nel 2023, Papa Francesco ha annunciato la sede della prossima edizione dell’evento: a Seul, nella Repubblica di Corea. È un segno dell’universalità della Chiesa e della prospettiva, che spesso i giovani testimoniano, di voler costruire una Chiesa sempre più unita. Papa Francesco ha scelto queste parole di Gesù come tema della prossima GMG: “Abbiate coraggio: Io ho vinto il Mondo”. Queste parole, afferma Papa Francesco, contengono la speranza e l’incoraggiamento ad affrontare, con Gesù vicino, ogni sfida che la vita ci mette di fronte nella certezza della risurrezione. Testimoni autentici di queste parole, alla GMG 2027, saranno questi santi: San Giovanni Paolo II, Sant’Andrea Kim Taegon e compagni, Santa Francesca Saverio Cabrini, Santa Giuseppina Bakhita e San Carlo Acutis. Essi sono i testimoni dell’esperienza di “amore incondizionato”, di “luce e sale nel mondo”, di “pellegrini di speranza”, di “missionari di coraggio”, di “praticanti gioiosi del Vangelo”.
L’evangelizzazione della Corea cominciò all’inizio del XVII secolo, quando alcuni coreani laici vennero a contatto con il cristianesimo. Come riporta il Messale Romano:“lo Spirito soffia dove vuole” e in questa stretta penisola all’estremità orientale del mondo ha spirato nel cuore di alcuni uomini che hanno aperto l’anima alla nuova fede portata dalle delegazioni ecclesiastiche cinesi che ogni anno visitavano la Corea già all’inizio del 1600. I coreani che abbracciarono il Vangelo, fondarono una comunità cristiana viva e perseverante, nonostante l’assenza iniziale di sacerdoti. Sant’Andrea Kim Taegon fu il primo sacerdote cattolico coreano, anno 1845. In patria lavorò instancabilmente per garantire vie di accesso sicure ai missionari che cercavano di entrare a Joseon durante il periodo della persecuzione. Fu presto arrestato e, solo un anno dopo la sua ordinazione, fu martirizzato. La sua amorevole devozione a Dio, contribuì a gettare le fondamenta della Chiesa coreana. Nel 1984 fu canonizzato a Seul da San Giovanni Paolo II; è stato uno dei 103 martiri coreani. Anche in prigione rivelò la sua fede incrollabile in Dio, lasciando lettere che incoraggiavano i cattolici perseguitati a non arrendersi. Accanto a lui si ricorda San Paolo Chong Hasang, laico, nominato “il catechista pellegrino”. È un eroe della fede, che ha visto morire da martire metà della sua famiglia in giovanissima età. Assieme alla madre e alla sorella venne imprigionato e privato di ogni bene. Una volta liberato, la sua fede era più forte che mai. Si trasferì a Seul aggregandosi alla comunità cristiana locale e si adoperò per ottenere nuove conversioni. Intraprese da solo, a piedi e tra mille difficoltà, almeno 15 pellegrinaggi verso la Cina, impegnandosi affinché da Pechino arrivassero sacerdoti e missionari in terra coreana. Ospite del vescovo francese di Imbert che aveva contribuito a far entrare in Corea e che lo voleva consacrare sacerdote, Paolo venne fermato durante le persecuzioni anticristiane e martirizzato il 22 settembre 1839. Nel complesso, si stimano circa 10.000 martiri coreani. Di questi,103 sono stati canonizzati da Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984 a Seoul, tra cui Andrea Kim, Paolo Chong. Le loro vicende mostrano come lo spirito evangelizzatore e la fedeltà al Vangelo si siano manifestati in ogni epoca e parte del mondo, proprio come nei tempi antichi della Chiesa. L’auspicio del cardinale K. Farrell, prefetto del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, per la prossima GMG, è riflettere sul dono della chiamata di Dio, incoraggiandoci a rispondere con generosità. Continua Farrell: “I Santi prescelti per la prossima GMG possano ispirare i giovani, specialmente in contesti segnati da difficoltà e persecuzioni, a vedere che la santità non è un ideale lontano, ma una chiamata a cui rispondere”
Preghiera: “Signore Gesù, concedi che anche noi, seguendo le Tue parole «Abbiate coraggio», possiamo superare ogni paura e coraggiosamente testimoniare il tuo fervente amore”. Suggerimento: interessante leggere la vita della Santa Francesca Saverio Cabrini.

