Caritas Ambrosiana: Presente dove la terra trema

di Settimia

L’immediata consapevolezza di impotenza assoluta e un conseguente incontrollabile attacco di panico: queste sono le sensazioni che, chi si è trovato a vivere una improvvisa scossa di terremoto, conosce fin tropo bene. Non a caso un antico adagio recita così: “dal fuoco ti salva l’acqua, dall’acqua ti salva la barca, ma dal terremoto non ti salva nessuno”. E infatti ben poco si può fare se non uscire immediatamente all’aperto e allontanarsi dalla casa per non restare intrappolati dalle macerie. Cosa per altro non facile se le scosse avvengono di notte. Il 24 giugno scorso, il violento terremoto che ha colpito il Venezuela è avvenuto fortunatamente nel tardo pomeriggio ma, nonostante ciò, il bilancio dei danni e il numero delle vittime è risultato da subito drammatico, al punto da indurre le autorità a dichiarare immediatamente lo stato di emergenza nazionale.

Il sisma purtroppo ha colpito un paese già caratterizzato da un’inflazione cronica, servizi pubblici debilitati, carenza di strutture di accoglienza e flussi migratori del tutto incontrollati. Questo ha spinto la Caritas Venezuela, in sinergia con la conferenza episcopale del Paese, ad attivarsi immediatamente con una raccolta di aiuti umanitari coordinata con i centri diocesani distribuiti su tutto il territorio.

Queste le priorità del piano di azione:

  1. mantenere vivi i centri di raccolta e distribuzione di generi di prima necessità come acqua, cibo e prodotti di igiene negli alberghi e nei punti di rifugio;
  2. mettere a punto un quadro affidabile e preciso dei danni in base al quale decidere una risposta umanitaria adeguata;
  3. coordinare gli interventi con tutte le altre realtà inter istituzionali per garantire aiuti tempestivi e ordinati;
  4. garantire la distribuzione dei beni nelle zone prioritarie di Caracas, Vargas, Miranda, Aragua e Carabobo, con priorità alle famiglie in condizioni di maggiore indigenza;
  5. mobilitare la solidarietà internazionale tramite la rete Caritas mondiale.

Caritas Ambrosiana ha già deciso di effettuare un primo stanziamento di 20.000 euro e, come prassi consolidata, sconsiglia di organizzare raccolte o spedizioni di beni materiali dall’Italia, dei quali non riesce a garantire il trasporto e la corretta distribuzione.

La nostra comunità ha predisposto ben due punti di raccolta fondi situati nelle due chiese parrocchiali. A Magnago si potranno mettere nell’apposita bussola, mentre a Bienate si potranno utilizzare le buste con la scritta Caritas. Tutto ciò che sarà raccolto verrà indirizzato alla Caritas diocesana previo rendiconto alla comunità. Con le donazioni verranno finanziati non solo interventi d’urgenza, ma anche opere di accompagnamento sociale, di ricostruzione e di sviluppo comunitario previsti nel medio e lungo periodo.