Conoscenza e convivialità, utili strumenti di integrazione

di Redazione

Colori, profumi, sapori, uniti alla gioia della condivisione e allo stupore della scoperta.

Così si potrebbe riassumere la “Festa delle genti”, organizzata sabato 26 ottobre all’oratorio di Magnago, che, alla sua seconda edizione, si è riconfermata come un momento importante di incontro e confronto.

Accanto al parroco don Marco e al suo vicario don Alessandro, agli amici e ai numerosi volontari della Caritas, la presenza di tante mamme con i loro bambini, provenienti da Egitto, Marocco, Tunisia, Pakistan, Ucraina, ha contribuito a creare un’atmosfera vivace e di affettuosa familiarità.

Ognuna ha portato un piatto scelto fra i più tipici e rappresentativi del proprio paese, creando una tavola imbandita così ricca e varia che non è possibile trovare nemmeno nei migliori ristoranti etnici.

Immancabile il cous-cous, sia di carne che di verdure, tantissime e varie le torte salate, le focacce semplici o ripiene, le insalate miste di verdure e mais, il riso sia dolce che salato e le salse.

In rappresentanza dell’Italia, neanche a dirlo, la pizza, sempre da tutti molto amata e apprezzata.

Degna conclusione, come in ogni pranzo che si rispetti, i dolci: di frutta, di riso, di cioccolato, accompagnati da un insolito buonissimo te, colorato di rosa dall’aggiunta di latte e frutta.

Ma ciò che ha reso interessante la festa è stato soprattutto lo spirito da cui era animata: voglia di conoscersi, di superare paure e diffidenze e di verificare che il diverso da sé può essere un’interessante scoperta e non un ostacolo. Una buona occasione per apprendere che essere lontani dal proprio paese, se vissuto con l’atteggiamento giusto, non è solo disagio e fatica, ma anche un prezioso momento di arricchimento culturale.

Il gioioso ballo finale di tante donne di nazionalità ed etnie diverse, molte delle quali con il proprio bimbo in braccio e alcune con l’abbigliamento tipico del loro paese, ha confermato una volta di più l’importanza dello stare a tavola insieme e della comunicazione come utile strumento di integrazione.

Ed è soprattutto per questo che già si pensa alla terza edizione.