Come? Con Breaking the Rules!
Il nome di questo triste fenomeno è “ludopatia”, anche se viene comunemente chiamato “gioco d’azzardo”. Il termine indica l’attimo in cui il momento ludico che, per chi lavora, è rilassante e persino consigliato, diventa patologico. E la diffusione di questo problema è emersa con chiarezza durante i colloqui dei Centri d’ascolto. La denuncia viene fatta dalla moglie o da altri familiari, ma a volte ad autoaccusarsi è lo stesso giocatore. Secondo stime attendibili i giocatori d’azzardo in Italia sarebbero il doppio degli alcolisti e dei tossicodipendenti. E le vittime di questo gioco sono le fasce di popolazione più deboli: anziani, donne, giovani. Le possibilità di vittoria in questo tipo di gioco sono minime e questo porta ad un iter ripetitivo, penoso e ad una inesorabile caduta verso il baratro: impoverimento, indebitamento, solitudine, distruzione delle relazioni familiari, collusione prima con la microcriminalità e poi con la criminalità organizzata. Un iter confermato dalla Fondazione San Bernardino, una organizzazione che fa capo a Caritas ambrosiana voluta dai Vescovi lombardi per soccorrere le persone indebitate e prevenire l’usura.
Un primo tentativo per arginare il fenomeno è stato fatto tramite il Decreto del 13 settembre 2012 n. 158 noto come decreto Balduzzi, che, per la prima volta, ha riconosciuto tale dipendenza come patologica e ha introdotto misure per limitarne la diffusione, garantendo assistenza socio sanitaria a chi ne soffre. “Ma, seppure apprezzabile, il tentativo si è rivelato troppo timido”, ha sottolineato Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas ambrosiana e presidente della Fondazione San Bernardino, perché il decreto, pur riconoscendo per la prima volta che di azzardo ci si può ammalare e che dei giocatori patologici si deve far carico il Sistema sanitario Nazionale, non ha provveduto a reperire i finanziamenti necessari.
Un importante momento di svolta è stata la normativa regionale sul gioco d’azzardo dell’ottobre del 2013. È degno di nota uno dei progetti finanziati dalla Regione e dal Comune di Milano di cui Caritas Ambrosiana è partner e attuatore che prevede una serie di incontri informativi per la popolazione anziana.
Caritas ambrosiana ha inoltre attivato fin dal 2015 uno sportello gratuito di ascolto e orientamento dedicato ai familiari dei giocatori chiamato “MILANO NO SLOT: ACCOGLIE E ORIENTA”. Per info e appuntamenti tel. 02 76037261 dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13. Lo sportello si avvale della partnership di esperti con competenze che spaziano da quelle legali a quelle psicologiche.
E per responsabilizzare i giocatori?
La risposta si chiama “Breaking the rules” un vero e proprio gioco da tavolo che, svelando i trucchi dell’azzardo, si sta trasformando in un prezioso strumento di consapevolezza. L’obiettivo è quello di imparare a riconoscere le trappole mentali che spingono le persone a giocare, creando un vero e proprio fattore di protezione sia per i giocatori, sia per le loro famiglie. Non a caso, così, a proposito di Breaking the rules si esprime don Paolo Selmi, direttore di Caritas ambrosiana: “Con questo gioco vogliamo trasformare la consapevolezza in uno strumento di giustizia sociale”. Il gioco può essere acquistato on line a questo link breaking.caritasambrosiana.it oppure ritirato presso Caritas Ambrosiana via san Bernardino, 4, Milano, dal lunedì al giovedì 9,30 / 12,30 e 14 /17,30 e il venerdì dalle 9,30 /12,30. Ci sono confezioni da un solo gioco, fino a confezioni con sei giochi e il costo è di 16 euro per ogni gioco.
