Papa Francesco la chiamava “La terza guerra mondiale a pezzi” e non aveva torto: Ucraina, Gaza, e così via… L’essere umano appare assetato di sangue, accecato dall’odio, tormentato da mille demoni che sembrano agitarsi in lui, rendendolo insensibile e sordo a ogni appello di pace, anche il più accorato. Che fare? Innanzi tutto si prega: nelle chiese, nei conventi, nelle case, non manca mai la preghiera per implorare la pace e per chiedere a Dio che illumini le menti dei potenti della terra affinché facciano cessare ogni conflitto presente in questo nostro martoriato pianeta.
Ma non solo. Ci si dà, infatti, anche molto da fare per inviare aiuti concreti e un esempio fra tanti è l’aiuto offerto dalla Caritas Ambrosiana per alleviare la sofferenza di un popolo ormai troppo provato.
La rete Caritas è in contatto diretto e continuo con Caritas Gerusalemme per fornire aiuti alla popolazione, non appena vi saranno condizioni minime di sicurezza o l’apertura di corridoi umanitari. In particolare si sta predisponendo un piano per l’assistenza sanitaria di base, il trattamento di feriti non gravi, la distribuzione di generi di prima necessità e di supporto psicosociale alla popolazione della striscia di Gaza, fortemente traumatizzate.
Il team medico di Caritas Gerusalemme, che gestisce una clinica a Gaza City e due cliniche mobili in grado di servire più di 6.000 persone, sarà operativo non appena sarà possibile intervenire senza mettere a rischio la vita del personale sanitario e dei pazienti stessi.
La rete Caritas lancia un appello alla solidarietà verso una popolazione in estremo bisogno di aiuto, ma purtroppo gli appelli di pace di Papa Francesco prima e Papa Leone XVI poi sono caduti nel vuoto, al pari del richiamo accorato del Patriarca latino di Gerusalemme che ha più volte sottolineato: “La pace richiede giustizia. Nella misura in cui i diritti di tutti, israeliani e palestinesi, non sono accolti e rispettati, non ci sarà giustizia e quindi non ci sarà pace”.
Da non dimenticare poi la drammatica condizione di insicurezza, a Gaza, dell’esigua comunità cristiana. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha dichiarato che circa un migliaio di cristiani sono riuniti in due complessi nella città occupata dalle forze militari israeliane; circa 700 sono rifugiati nel complesso della Chiesa cattolica latina, circa 200 nella vicina Chiesa ortodossa.
Si avvicina intanto il Santo Natale e la Caritas Ambrosiana, che continua a seguire con apprensione la situazione in Terra Santa, ha scelto di dedicare l’iniziativa “Regali solidali Natale” proprio alle vittime del conflitto e prosegue la raccolta fondi Emergenza Terra Santa. Per avere una prima idea e cominciare a muoversi in tempo basta visitare il sito https://regalisolidali.caritasambrosiana.it/.
