Don Giussani a cento anni dalla nascita

Don Luigi Giussani è nato a Desio il 15 ottobre 1922. Entrato in seminario a 11 anni, è stato ordinato sacerdote il 26 maggio 1945. In occasione del suo centenario, per tutti coloro che seguono il suo carisma, il Papa ha concesso un’udienza in piazza San Pietro sabato 15 ottobre.

Così è intervenuto il Papa: “Io esprimo la mia personale gratitudine per il bene che mi ha fatto, come sacerdote, meditare alcuni libri di don Giussani; e lo faccio anche come Pastore universale per tutto ciò che egli ha saputo seminare e irradiare dappertutto per il bene della Chiesa. E come potrebbero non ricordarlo con gratitudine commossa quelli che sono stati suoi amici, suoi figli e discepoli? Grazie alla sua paternità sacerdotale appassionata nel comunicare Cristo, essi sono cresciuti nella fede come dono che dà senso, ampiezza umana e speranza alla vita. Don Giussani è stato padre e maestro, è stato servitore di tutte le inquietudini e le situazioni umane che andava incontrando nella sua passione educativa e missionaria. La Chiesa riconosce la sua genialità pedagogica e teologica, dispiegata a partire da un carisma che gli è stato dato dallo Spirito Santo per l’utilità comune.”

Don Giussani racconta di come in prima liceo l’annuncio di san Giovanni: “Il Verbo si è fatto carne” lo abbia “letteralmente investito” sia come memoria sia come stimolo a rivalutare il quotidiano: “L’istante, da allora, non fu più banalità per me. Tutto ciò che era bello, vero, attraente, affascinante, fin come possibilità, ritrovava in quel messaggio la sua ragion d’essere, come certezza di presenza e speranza mobilitatrice che tutto faceva abbracciare.”

Così si esprime nella sua Preghiera della tristezza e della fatica:

“Le due grazie che il Signore dona sono: la tristezza e la stanchezza. La tristezza perché mi obbliga alla memoria E la stanchezza mi obbliga alle ragioni del perché faccio le cose.
Fa’ o Dio che una positività totale guidi il mio animo, in qualsiasi condizione mi trovi, qualunque rimorso abbia, qualunque ingiustizia senta pesare su di me, qualunque oscurità mi circondi, qualunque inimicizia, qualunque morte mi assalga, perché Tu che hai fatto tutti gli esseri sei per il bene, Tu sei l’ipotesi positiva su tutto ciò che io vivo.”

Per Don Giussani “la grandezza della fede cristiana è questa: Cristo ha risposto alla domanda umana. Perciò hanno un destino comune chi accetta la fede e la vive e chi, non avendo la fede, si annega dentro la domanda, si dispera e soffre nella domanda».

La passione per Cristo lo ha spinto ad accostare i giovani, ad entrare come insegnante di religione a scuola e ad aggregare gli studenti. Nel tempo le sue lezioni e gli incontri con migliaia di giovani sono stati trascritti e pubblicati in numerosi libri, oggi tradotti in molte lingue: la sua era un’urgenza educativa dentro la fedeltà alla Chiesa Cattolica.

Nell’incontro dei Movimenti con il Papa Giovanni Paolo II, il 30 maggio 1998, don Giussani aveva detto: “Il Mistero come misericordia resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia. Per cui l’esistenza si esprime, come ultimo ideale, nella mendicanza. Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo.” 

Il 22 febbraio 2005 Mons. Giussani è tornato alla casa del Padre.