In occasione del Giubileo abbiamo accolto l’invito della Casa della Carità a varcare la loro porta aperta all’accoglienza per visitare la struttura e conoscere una realtà, voluta dal Card Martini per sostenere i più fragili.
Così, attirati un po’ dalla curiosità e un po’ dal desiderio di condividere l’esperienza con le persone dell’associazione Volare insieme, l’Azione Cattolica ha organizzato un’uscita proprio il giorno di “Cristo Re” quando Gesù ci mostra il Suo modo di essere Re: servendo per Amore fino alla fine.
Domenica 9, h 8,32 partenza in treno, destinazione Casa della Carità in via Brambilla 10, periferia nord-est Milano. Ci accoglie Cristina, operatrice e Ausliaria Diocesana, cordiale ed attenta, ci accomodiamo in Biblioteca, detta di Confine, ampio tavolo/mappa del mondo, scaffali ordinatissimi, tantissimi libri molti in lingue straniere, suggerisce l’estensione dell’orizzonte cui si rivolge. La Casa della Carità “Abriani” voluta dal Cardinal Martini, nel novembre 2004 iniziò il suo impegno. La Casa è a-confessionale, indipendente, ha un bilancio di sostenibilità, è in relazione con il Comune di Milano ed Enti locali, si avvale dei contributi di fondazioni e donazioni individuali e di gruppi. Da allora apre ogni giorno a chi chiede aiuto, risponde alle domande di accoglienza più complesse: persone fragili, rifugiati politici, nuclei famigliari, persone senza fissa dimora, anziani soli, persone con fragilità mentale. L’accoglienza è mirata alla persona che chiede di essere ascoltata, riconosciuta nella propria storia, ciascuno ribadisce Cristina, è un pezzo unico. Dà assistenza a ca.100 persone al giorno.
Nella Casa operano èquipes educative, sociosanitarie, altamente qualificate organizzate su personale dipendente e volontariato, impegnato nella realizzazione del progetto personale di ogni richiedente. Le équipes educative fanno da filtro, progettano e seguono l’inserimento, l’équipe sociali segue l’uscita. Si offre advocacy a tutela dei più deboli. Opera nel territorio del quartiere in cui dà ospitalità ai nuclei famigliari inserendo i minori nel circuito dei servizi cittadini. Sono previsti interventi a domicilio e momenti di animazione ed aggregazione, in un’accoglienza condivisa che tranquillizzi gli abitanti, in gran parte anziani.
L’èquipe medica segue la tutela della salute e guida nell’uso dei servizi del territorio. Si segnala la grande attenzione alla salute mentale e a tutte le fragilità. Il lavoro degli operatori si avvale anche di una supervisione in quanto l’impegno personale e di équipe è molto logorante. Gli operatori educatori, assistenti sociali, medici, infermieri, bibliotecaria, addetti alle pulizie, sono assunti. C’è un ufficio stampa. Molto importante il ruolo politico sociale con il sostegno di campagne a livello locale, nazionale ed europeo. Ogni ambiente è curato anche sul piano estetico; i laboratori d’arte, cui partecipano giovani, anziani, i senza dimora, hanno realizzato grandi murales: La Porta santa del Giubileo della speranza.
Don Colmegna ha officiato la S. Messa commentando il vangelo di Matteo con parole che hanno dato grande emozione a tutti. Nel luminoso refettorio abbiamo pranzato accanto agli ospiti stranieri. Siamo ritornati da Milano con la gioia nel cuore per la bella esperienza vissuta, consapevoli che abbiamo ricevuto un dono prezioso, quello della testimonianza di persone che si lasciano interrogare dalle sofferenze degli ultimi e rispondono in modo evangelico, con una sovrabbondanza di cura e di amore.


