ASCOLTO, CURA, PREGHIERA.
Esercizi di Quaresima con don Cristiano Passoni.
“Viviamo molto al di fuori di noi stessi. Sono pochi gli uomini che veramente entrano in sé stessi e per questo ci sono tanti problemi. Nel cuore di ciascun essere umano c’è come una piccola cella, intima, dove Dio scende a parlare da solo con l’uomo. Ed è lì dove la persona decide il proprio destino, il proprio bene o il proprio male.” Con queste parole di mons. Romero, don Cristiano ci ha stimolato a ricercare degli spazi per metterci in “ascolto”, per scavare nel profondo di noi stessi, trovare la roccia sulla quale costruire la nostra casa. È lavoro di Dio, ma anche dell’uomo che si dispone ad ascoltare e ad accogliere la Sua Parola per poi metterla in pratica nella propria vita.
Nella seconda serata, un dottore della legge interroga Gesù. La domanda centrale è stata – Chi è il mio prossimo? La risposta è in un’altra parabola, quella del buon Samaritano. Ribaltando il punto di vista, Gesù ci dice che il prossimo è colui che viene riconosciuto prossimo dalla persona ferita. È colui che facendosi carico della sofferenza dell’altro, si fa guidare dalla compassione e trova il modo di prendersi “cura” di chi è nel bisogno, chiunque esso sia. Non è una questione teorica l’essere prossimo, ma il saper trovare il modo e il tempo di stare vicino. E la domanda finale è stata per noi: Chi attende il mio aiuto adesso? A chi posso portare un po’ di balsamo e medicare le ferite? Perché Gesù ci dice: “Và e anche tu fai lo stesso”.
Nell’ultima serata, con la parabola dell’amico importuno, siamo stati condotti nel cuore della “preghiera”. Dopo averci suggerito alcuni atteggiamenti necessari per accostarci, don Cristiano ha indicato gli elementi per imparare a pregare. E come un figlio chiede al papà ciò che gli serve per vivere, il Padre nostro che è Dio, esagera e ci dà la sua vita: il suo Spirito, che come dice San Paolo “geme” dentro di noi, ci parla e prega con noi.
Un grazie grande a chi ci ha accompagnato nella nostra “cella interiore” in queste serate e del grande dono dell’Adorazione Eucaristica, che ci permette il “tu per tu” con chi piano piano, ci cambia il cuore.
“Le famiglie sono la culla del futuro dell’umanità” (Papa Leone)
Quest’anno sette coppie di fidanzati hanno partecipato al percorso in preparazione al Matrimonio Cristiano che si è svolto ogni lunedì sera per circa due mesi.
Federica ed Alessandro, Denise e Federico, Alessia ed Edoardo, Federica ed Andrea, Giulia e Roberto, Chiara e William, Martina e Michele sono stati protagonisti fedeli e gioiosi di questo percorso, manifestando entusiasmo ed interesse.
Nomi, volti, storie, gioie e fatiche da portare, ma tutti con un unico grido nel cuore: vieni Gesù tra noi e stai con noi per donarci il per sempre a cui anela il nostro cuore!
I Loro volti trasmettono la vera Speranza, manifestando consapevolezza del passo che si accingono a compiere. Così scrive Papa Leone: “Negli ultimi decenni (…) diverse coppie di sposi sono state beatificate e canonizzate, non separatamente, ma come coppie sposate. Penso a Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino; ai beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi e (…) la famiglia Ulma della Polonia, genitori e figli uniti nell’Amore e nel martirio. Indicandoli come testimoni esemplari della vita matrimoniale, la Chiesa ci dice che il mondo di oggi ha bisogno del patto matrimoniale per conoscere e accogliere l’Amore di Dio e per sconfiggere, grazie al Suo potere unificante e riconciliatore, le forze che distruggono relazioni e società. Per questo (…) ricorderei a tutte le coppie sposate che il Matrimonio non è un ideale ma la misura dell’Amore vero tra un uomo e una donna: un Amore che è totale, fedele e fruttifero”.
Ai Fidanzati, dopo la S. Messa a cui hanno partecipato insieme, è stato donato il Vangelo con l’augurio di buon cammino insieme a Gesù.
I nostri futuri Sposi ci hanno lasciato le Loro riflessioni che Vi invitiamo a leggere su questa pagina.
Domeniche insieme
Le domeniche in oratorio sono sempre ricche di momenti di festa e condivisione. L’8 febbraio abbiamo vissuto un pomeriggio all’insegna delle Olimpiadi invernali, con giochi e sfide divertenti che hanno coinvolto bambini, ragazzi e famiglie. Il 15 febbraio invece abbiamo celebrato il Carnevale tra colori e allegria: non sono mancate le gustose frittelle e la premiazione delle maschere più belle e originali.
L’8 marzo abbiamo festeggiato la Festa della Donna con torte preparate con cura, emozionanti esibizioni di violino e flauto traverso, testimonianze sul futuro della donna e una suggestiva dimostrazione di pattinaggio. A concludere ogni pomeriggio dalle ore 17:00, l’immancabile super aperitivo sempre molto apprezzato da tutti.
Domenica 22 Marzo si è svolto il Mundialito del papà, con tornei esaltanti tra figli e adulti. Al termine per ricaricare le forze (per gli adulti!) abbiamo concluso il pomeriggio con salamella, wurstel e patatine per tutti.
In cammino verso la Pasqua
Anche quest’anno l’attesa delle festività pasquali è stata scandita da una serie di quaresimali.
Venerdì 6 Marzo, nel corso della meditazione artistica “La risposta al grido dell’uomo” la professoressa Mariangela Grassi ha illustrato una serie di opere d’arte suggerendone una lettura spirituale. Fra tutte ricordiamo il dipinto di Michelangelo sulla volta della cappella Sistina, raffigurante il gesto paterno di Dio che tende la mano all’uomo. Un dettaglio che non tutti notano, affascinati dalla maestosità dell’opera, ma che fa emergere nitido il significato di quel gesto. La mano di Dio, pur essendo tesa verso quella dell’uomo non la tocca, ma resta ad una piccola e quasi impercettibile distanza. E quella distanza parla della libertà che Dio lascia all’uomo, per scegliere se rispondere o no al suo paterno abbraccio.
Venerdì 13 marzo don Marco e padre George hanno ripercorso le stazioni della Via Crucis meditata da Santa Teresa di Gesù Bambino mettendo in luce il dinamismo della vita spirituale fatta di desiderio di amare, di cadute, di partecipazione e di abbandono vissuto dalla Santa, ricordando che anche ognuno di noi può sentirsi traditore come Pietro, partecipe come Simone di Cirene o accolto come il buon ladrone. Ma proprio come la Santa, anche noi possiamo abbandonarci con fiducia all’amore di Dio lasciandoci guidare verso la salvezza.
Infine venerdì 20 marzo Gabriele Ruggeri, dottore in storia, ha proposto un viaggio fra le fonti storiche medievali per distinguere realtà e leggenda nella figura di San Francesco d’Assisi, in occasione dell’Ottocentenario della sua morte. Chi non ha mai sentito parlare delle incomprensioni di Francesco col padre, della predica agli uccelli o del lupo di Gubbio? Episodi la cui narrazione ripetuta per secoli ha finito per spostare la nostra attenzione dalla vera identità del Poverello di Assisi, uomo autentico prima ancora che santo, capace di vivere sulla sua pelle dubbi, lotte e ansie, in un contesto non facile come quello del Medioevo. Ne è emerso un Francesco che pur restando grande nella sua santità, si è rivelato anche come uomo audace e rivoluzionario per questo ancora oggi attuale e moderno.



